Dal FVG al Salone del Libro: Raffaella Cargnelutti riporta alla luce una memoria che commuove

Raffaella Cargnelutti presenta al Salone del Libro la nuova edizione di “Alla gentilezza di chi la raccoglie”.

16 maggio 2026 21:30
Dal FVG al Salone del Libro: Raffaella Cargnelutti riporta alla luce una memoria che commuove -
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Domani, domenica 17 maggio alle ore 12, nello spazio della Regione Friuli Venezia Giulia al Padiglione Oval V152 del Salone Internazionale del Libro di Torino, la scrittrice e critica d’arte carnica Raffaella Cargnelutti presenterà la nuova edizione del suo libro “Alla gentilezza di chi la raccoglie”, a 11 anni dalla sua prima pubblicazione.

Un appuntamento carico di emozione e significato, che porta nel cuore del più importante evento editoriale italiano una storia profondamente friulana, universale nella sua umanità e nel suo messaggio di speranza.

Originaria di Tolmezzo, Raffaella Cargnelutti torna al Salone dopo la partecipazione dello scorso anno con “L’altra guerra”, pubblicato da Mursia, confermandosi una delle voci più intense e autorevoli della memoria storica legata alla nostra terra.

“Alla gentilezza di chi la raccoglie” nasce da una vicenda vera, struggente e straordinaria insieme. È il 31 luglio 1944 quando Giulio Cargnelutti, trentaduenne carnico, scrive alla moglie Eugenia pochi minuti prima della deportazione verso il campo di concentramento di Buchenwald:

“Mia Cara Genia, ti scrivo in partenza per la Germania. Il morale è abbastanza alto bisogna mettersi nelle mani di Dio…”

Parole affidate a una lettera lanciata dal convoglio diretto in Germania, con sulla busta una frase destinata a diventare simbolo di umanità e resistenza: “Alla gentilezza di chi la raccoglie”. Un appello silenzioso rivolto alle donne della Carnia che, rischiando in prima persona, raccoglievano quelle missive per consegnarle alle famiglie dei deportati.

Da quella corrispondenza, custodita per decenni, e dal commovente taccuino di disegni realizzato da Giulio durante la prigionia nel lager -  schizzi eseguiti con mezzi di fortuna su carta recuperata nel campo - nasce il progetto letterario e umano di Raffaella Cargnelutti.

Un’opera che intreccia memoria privata e storia collettiva, dolore e amore, fede e dignità. Un racconto che restituisce voce non soltanto a un uomo deportato, ma a un’intera generazione segnata dalla guerra e capace, nonostante tutto, di custodire la bellezza e la speranza.

Giulio Cargnelutti, rientrato da Buchenwald dopo nove mesi di prigionia, dedicò la propria vita all’arte e alla scultura, coltivando quella sensibilità che neppure l’orrore del lager riuscì a spegnere. Uomo schivo, profondamente credente, trovò proprio nell’arte una forma di resistenza interiore. I suoi disegni dal campo di concentramento rappresentano oggi una testimonianza rara e preziosa, eseguita “in loco”, capace di documentare con straordinaria immediatezza la sofferenza umana e la perdita dei valori spirituali durante la deportazione.

La presenza di Raffaella Cargnelutti al Salone Internazionale del Libro rappresenta motivo di grande orgoglio per il Friuli Venezia Giulia. Perché attraverso la sua scrittura, la nostra regione porta a Torino oltre che un libro, una memoria viva, capace ancora oggi di commuovere, interrogare e unire.

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