A 17 anni non riusciva a sorridere e a respirare: intervento al Ca’ Foncello le ricostruisce il volto | VIDEO
A 17 anni una malattia rara le aveva deformato il volto. Al Ca’ Foncello un intervento con protesi su misura le cambia la vita.
TREVISO – Per anni aveva osservato il proprio volto trasformarsi lentamente, senza riuscire a comprenderne fino in fondo la ragione. Il mento arretrava, il sorriso appariva sempre più diverso e anche azioni quotidiane come masticare e respirare stavano diventando difficili.
Laura, nome di fantasia scelto per tutelarne la privacy, aveva appena 17 anni quando si è trovata ad affrontare una patologia rara e particolarmente aggressiva, capace di modificare progressivamente i lineamenti del viso e compromettere pesantemente la sua qualità di vita.
La giovane è stata presa in carico dall’Unità operativa complessa di Chirurgia Maxillo-Facciale dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso, diretta dal dottor Luca Guarda Nardini. Gli accertamenti condotti dagli specialisti hanno permesso di individuare l’origine della grave trasformazione: una forma severa di artrite psoriasica giovanile aveva provocato il completo riassorbimento dei condili mandibolari.
Si tratta delle strutture articolari che collegano la mandibola al cranio e ne consentono i movimenti necessari per parlare, aprire la bocca e masticare.
Il volto cambiava e il respiro diventava difficile
La progressiva scomparsa delle articolazioni temporo-mandibolari aveva prodotto conseguenze importanti sia dal punto di vista funzionale sia da quello estetico.
Con il passare del tempo, il mento della ragazza si era spostato sempre più indietro, modificando sensibilmente il profilo del viso. Alla trasformazione dei lineamenti si era aggiunta una grave alterazione dell’occlusione dentale, che impediva alle arcate di combaciare correttamente.
Laura aveva iniziato ad avere difficoltà durante la masticazione e non riconosceva più il proprio sorriso. Il cambiamento fisico, particolarmente delicato durante l’adolescenza, aveva inevitabilmente prodotto anche ripercussioni sul piano psicologico.
Il problema non riguardava però soltanto l’aspetto esteriore. L’arretramento della mandibola aveva infatti determinato una riduzione delle vie aeree, rendendo più difficoltosa la respirazione soprattutto durante il sonno.
La giovane aveva già iniziato a manifestare i primi episodi di apnea notturna, una condizione nella quale il respiro si interrompe temporaneamente mentre la persona dorme.
Una malattia rara aveva riassorbito le articolazioni
Gli esami eseguiti all’ospedale di Treviso hanno mostrato che entrambi i condili mandibolari erano stati completamente riassorbiti a causa dell’artrite psoriasica giovanile.
La mandibola aveva quindi perso i propri punti di articolazione e, non essendo più sostenuta nella posizione corretta, aveva iniziato a spostarsi all’indietro.
Gli specialisti si sono trovati davanti a un quadro clinico estremamente complesso, reso ancora più delicato dalla giovane età della paziente. Era necessario ripristinare il movimento della mandibola, correggere la posizione delle arcate dentali, ampliare lo spazio respiratorio e ricostruire un profilo armonico.
Tutte le operazioni concentrate in un solo intervento
Per evitare alla ragazza un percorso lungo e segnato da numerose operazioni, l’équipe ha scelto una soluzione particolarmente avanzata: riunire tutte le procedure necessarie in un unico intervento chirurgico.
In circostanze simili, le diverse correzioni potrebbero essere effettuate in momenti separati, sottoponendo il paziente a più ricoveri, anestesie e periodi di recupero.
Nel caso di Laura, invece, i chirurghi hanno deciso di intervenire contemporaneamente sulle articolazioni mandibolari, sul mascellare superiore e sul mento.
La scelta ha richiesto una preparazione estremamente accurata e una pianificazione digitale capace di prevedere con precisione ogni passaggio dell’operazione.
Protesi personalizzate progettate in 3D
L’intervento è stato preparato attraverso tecnologie digitali tridimensionali, che hanno permesso agli specialisti di ricostruire virtualmente l’anatomia del volto della paziente.
Partendo dalle immagini diagnostiche, l’équipe ha potuto simulare gli spostamenti delle strutture ossee e definire in anticipo la posizione finale della mandibola, del mascellare e del mento.
Sono state quindi progettate due protesi articolari completamente personalizzate, costruite sulla conformazione anatomica della ragazza e destinate a sostituire le articolazioni temporo-mandibolari ormai scomparse.
La stampa tridimensionale è stata utilizzata anche per realizzare apposite guide chirurgiche, strumenti che aiutano i medici a effettuare tagli e posizionamenti con elevata precisione durante l’operazione.
Sostituite entrambe le articolazioni della mandibola
Durante l’intervento, i chirurghi hanno innanzitutto sostituito entrambe le articolazioni temporo-mandibolari con le protesi realizzate su misura.
Questa fase ha consentito di ricostruire i punti di collegamento tra mandibola e cranio, restituendo alla parte inferiore del volto un sostegno stabile e la possibilità di muoversi correttamente.
Successivamente l’équipe è intervenuta sul mascellare superiore, riposizionandolo per correggere la grave malocclusione dentale.
La procedura ha permesso di ristabilire un rapporto più corretto tra l’arcata superiore e quella inferiore, migliorando la capacità di chiudere la bocca e di masticare.
Il mento avanzato per ricostruire il profilo
L’ultima parte dell’intervento ha riguardato il mento, che negli anni era arretrato in modo evidente a causa della perdita delle articolazioni mandibolari.
I chirurghi lo hanno avanzato e riposizionato, ricostruendo così un profilo più equilibrato e armonico.
L’avanzamento della mandibola e del mento non ha prodotto soltanto un miglioramento estetico. La nuova posizione delle strutture ossee ha infatti contribuito ad aumentare lo spazio delle vie respiratorie, riducendo il rischio di ostruzione durante il sonno.
Con una sola operazione sono stati quindi affrontati contemporaneamente i problemi articolari, dentali, respiratori ed estetici che avevano accompagnato la ragazza per diversi anni.
Dopo due mesi il trattamento ortodontico
A distanza di due mesi dall’operazione, Laura ha potuto iniziare il trattamento ortodontico di rifinitura negli ambulatori dell’ospedale.
Questa fase è servita a perfezionare l’allineamento dei denti e consolidare il nuovo rapporto tra le due arcate.
Il percorso non si è dunque concluso con l’intervento chirurgico, ma è proseguito attraverso controlli periodici e un lavoro multidisciplinare che ha coinvolto chirurghi maxillo-facciali e specialisti in ortodonzia.
Il monitoraggio nel tempo è stato necessario per verificare la stabilità delle protesi, il movimento della mandibola, la qualità dell’occlusione e il miglioramento della respirazione.
A un anno dall’operazione Laura è tornata a respirare normalmente
A dodici mesi dall’intervento, i risultati sono stati considerati pienamente positivi.
Laura ha recuperato una corretta funzione masticatoria e può utilizzare la mandibola senza le limitazioni che avevano caratterizzato gli anni precedenti.
La respirazione è tornata normale e gli episodi di apnea notturna non si sono più manifestati. Anche l’occlusione dentale risulta stabile grazie alla combinazione tra chirurgia e trattamento ortodontico.
Il volto della giovane ha ritrovato proporzioni armoniche e un profilo naturale, con effetti importanti anche sul benessere emotivo e sulla possibilità di affrontare con maggiore serenità la vita quotidiana.
Il medico: «Restituiti funzione e volto armonico»
Il dottor Luca Guarda Nardini, membro della European Society of Temporomandibular Joint Surgeons, ha sottolineato l’eccezionalità e la complessità del caso.
«Ci siamo trovati di fronte a una paziente molto giovane con una patologia estremamente rara e altamente invalidante, sia sul piano funzionale sia su quello psicologico», ha spiegato il direttore dell’Unità operativa complessa di Chirurgia Maxillo-Facciale.
La pianificazione tridimensionale e la realizzazione di protesi articolari personalizzate hanno consentito ai medici di eseguire in un’unica seduta un intervento composto da diverse procedure altamente specialistiche.
«Abbiamo potuto restituire a Laura non soltanto la funzione masticatoria e respiratoria, ma anche un volto armonico e la possibilità di affrontare il futuro con serenità», ha aggiunto il medico.
L’équipe ha scelto di rendere pubblica la storia soltanto dopo la conclusione del percorso terapeutico e dopo aver analizzato i risultati a distanza di tempo.
Una storia per dare speranza ad altri pazienti
Secondo Guarda Nardini, raccontare l’esperienza di Laura può rappresentare un messaggio importante per altre persone che affrontano condizioni simili.
«Adesso che l’intero percorso si è concluso positivamente, abbiamo valutato i risultati nel tempo e ritenuto importante darne notizia, per poter infondere speranza in altri pazienti con la stessa problematica», ha affermato lo specialista.
La vicenda dimostra come anche una patologia rara e fortemente invalidante possa essere trattata attraverso un percorso costruito sulle caratteristiche specifiche del paziente.
Il risultato è stato reso possibile dall’integrazione tra competenze cliniche, progettazione digitale, protesi personalizzate e tecniche chirurgiche avanzate.
Il Ca’ Foncello tra i pochi centri specializzati in Italia
L’ospedale Ca’ Foncello di Treviso è uno dei pochissimi centri italiani specializzati in operazioni di questo tipo.
La chirurgia maxillo-facciale moderna consente oggi di affrontare casi che coinvolgono contemporaneamente articolazioni, struttura ossea, denti, respirazione ed estetica del volto.
La possibilità di progettare dispositivi personalizzati e simulare virtualmente l’intervento permette di migliorare la precisione, ridurre il numero delle operazioni e limitare l’impatto del percorso terapeutico sulla vita del paziente.
Un’evoluzione paragonabile a quella raggiunta in altre strutture del Nord-Est, dove la tecnologia ha reso possibile il primo trapianto di rene eseguito con chirurgia robotica a Padova.
Nel caso di Laura, innovazione e competenze specialistiche hanno permesso di restituire a una ragazza di 17 anni la capacità di mangiare, respirare e sorridere, insieme alla possibilità di riconoscersi nuovamente nel proprio volto.