Reati nei cantieri: Nordest al 5%, ma il 42% delle imprese segnala ritardi

Il report BauWatch 2026 indica il Nord-Est come area meno preoccupata, mentre in Italia il 55% vede un aumento di furti e vandalismi.

13 luglio 2026 12:59
Reati nei cantieri: Nordest al 5%, ma il 42% delle imprese segnala ritardi -
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NORDEST - Nel Nord-Est la percezione di un aumento della criminalità nei cantieri è la più bassa d’Italia, 5%, ma questo non significa effetti marginali per le imprese. Secondo il BauWatch Crime Report 2026, i reati nei siti di costruzione continuano infatti a tradursi anche in quest’area in ritardi, interruzioni operative e costi aggiuntivi: il 42% degli intervistati del Nordest segnala impatti sull’avanzamento dei progetti.

Il dato territoriale si inserisce in un quadro nazionale più ampio: il 55% delle imprese italiane ritiene che nell’ultimo anno furti, atti vandalici ed effrazioni nei cantieri siano aumentati. La preoccupazione cresce soprattutto nel Centro Italia e nel Sud, entrambi al 16%, seguiti dalle Isole al 14%, mentre il Nord-Ovest si ferma all’8%.

Dove cresce di più la percezione del rischio

L’indagine, condotta per conto di BauWatch su un panel europeo di 4.100 professionisti del settore edilizio, di cui 500 in Italia, fotografa una situazione frammentata sul piano della percezione, ma diffusa nelle conseguenze pratiche. In Italia le aree dove si registra il maggiore allarme sono Centro e Sud, mentre il Nordest è la zona dove il peggioramento viene avvertito meno.

Secondo Laura Casparrini, managing director di BauWatch Italia, il quadro cambia da area ad area, ma i danni operativi ed economici prodotti da questi episodi toccano tutto il Paese, anche dove il senso di insicurezza appare più contenuto.

I settori più esposti

A mostrare i livelli più alti di preoccupazione sono alcuni comparti specifici. In testa c’è l’energia, con il 59%, seguita dall’edilizia residenziale e ristrutturazioni al 56% e dalle costruzioni commerciali, anch’esse al 56%. Il report collega questa esposizione alla presenza di materiali di valore, attrezzature specialistiche e cantieri distribuiti sul territorio.

Per le imprese il danno non si limita al materiale rubato o rovinato. Il rapporto descrive una sorta di “tassa occulta” che pesa sulle attività edilizie: ritardi nei lavori, sospensioni, sostituzione di materiali e aggravio dei costi di progetto. Nelle Isole, ad esempio, il 46% delle aziende colpite ha registrato rallentamenti o stop ai lavori, mentre il 54% ha dovuto sostituire materiali sottratti o danneggiati.

I costi per tempi, budget e continuità dei lavori

Nel Nord-Est il punto più evidente riguarda la tenuta dei cronoprogrammi: il 42% degli intervistati parla di conseguenze sull’avanzamento dei progetti dopo episodi criminosi in cantiere. Su scala nazionale, circa un progetto su quattro finisce per superare il budget preventivato in seguito a furti o vandalismi.

Le percentuali più alte si registrano nel Sud Italia, con il 27%, e nel Nord-Ovest, con il 26%. Nei casi più gravi, i reati mettono a rischio la continuità stessa delle opere: il report indica il 18% nel Nord-Ovest e il 16% nel Sud Italia. Nel complesso, la criminalità nei cantieri incide non solo sui costi finali, ma anche sui tempi, sulla forza lavoro, sulla catena di approvvigionamento e, in alcuni casi, sulla possibilità di completare l’opera.

Accanto agli effetti economici emerge anche un impatto sui lavoratori. Nel Nord-Ovest il 28% degli intervistati riferisce conseguenze fisiche o psicologiche per il personale dopo episodi criminosi nei cantieri. In alcune aree, segnala ancora il report, i dipendenti sono stati costretti a sostenere direttamente i costi per sostituire attrezzature rubate.

Come è stata svolta l’indagine

Il BauWatch Crime Report 2026 si basa su interviste raccolte tra 11 e 16 febbraio 2026 in 11 Paesi europei: oltre all’Italia, anche Spagna, Regno Unito, Paesi Bassi, Polonia, Francia, Germania, Irlanda, Belgio e Austria. I partecipanti operano nei settori commercial construction, commercial real-estate management, energy, homebuilders & renovation e infrastructure.

BauWatch indica inoltre alcuni numeri della propria attività in Europa: oltre 15 anni di esperienza, più di 55.000 progetti seguiti in 11 Paesi, una flotta di oltre 13.700 torri di videosorveglianza e 27.000 telecamere attive, con monitoraggio dei siti 24 ore su 24.

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