Riapre l’ex Battirame a Pordenone: nuova Officina dello Sport a San Carlo
In via della Colonna lo spazio storico recuperato sarà gestito dal Canoa Club Naonis per attività sportive e aggregazione.
PORDENONE - L’ex Battirame torna accessibile alla città e cambia funzione: da edificio storico legato alla manifattura e all’energia a nuovo polo per sport e socialità. L’Officina dello Sport è stata inaugurata questa mattina, 6 settembre 2026, in via della Colonna, nell’area del laghetto di San Carlo, con la gestione affidata al Canoa Club Naonis.
Al taglio del nastro hanno partecipato il sindaco Alessandro Basso, l’assessore regionale Cristina Amirante, l’europarlamentare Alessandro Ciriani e Daniele Molmenti, presidente del Canoa Club Naonis, oltre a rappresentanti istituzionali, associazioni del territorio e cittadini.
Il recupero dell’edificio, sostenuto con fondi PNRR e programma Pinqua, vale circa 2,5 milioni di euro e riporta in uso uno dei luoghi più riconoscibili della storia produttiva cittadina, rimasto per anni nascosto dalla vegetazione, con la sola ciminiera storica a segnalarne la presenza.
Cosa ospiterà il nuovo spazio
La struttura entra ora in una nuova fase come sede di attività sportive e aggregative. Il programma annunciato dal gestore comprende canoa, SUP, yoga, ginnastica, fitness e corsa campestre, con l’obiettivo di aprire lo spazio a diverse fasce d’età e anche alle associazioni del territorio.
Daniele Molmenti ha legato l’apertura anche al rapporto del quartiere con quell’area, per anni percepita come chiusa e degradata. Oggi, ha spiegato, l’idea è trasformarla in un luogo condiviso, aperto a famiglie, anziani, giovani e gruppi sportivi, dove il movimento si intreccia con la natura e la socialità.
Secondo quanto illustrato durante l’inaugurazione, l’Officina dello Sport sarà anche un punto di appoggio per runner e cicloturisti e si inserisce nella riqualificazione più ampia di parco San Carlo.
La storia dell’ex Battirame
Conosciuto anche come maglio delle Roje, l’edificio ha origini molto antiche. Le prime testimonianze risalgono al 1492, quando viene attestata la presenza del maglio, mentre nel 1542 le fonti documentano un battirame efficiente collegato al sistema delle rogge cittadine.
Una piena lo distrusse nell’aprile del 1772, ma la ricostruzione avvenne nel giro di pochi mesi. Nel 1888 l’immobile cambiò ancora funzione e divenne officina elettrica: grazie a un salto d’acqua di 7 metri fu la prima centrale idroelettrica di Pordenone.
Durante la Seconda guerra mondiale servì come rifugio antiaereo, mentre in seguito fu utilizzato come deposito di olio pesante destinato ai forni della ceramica. L’attività produttiva si concluse nel 1969, con la disattivazione della centrale e della fabbrica.
Si tratta quindi di un manufatto che il piano urbanistico comunale individua tra le tipologie edilizie da conservare come memoria del passato industriale cittadino.
Il progetto e il percorso istituzionale
Il sindaco Alessandro Basso ha definito l’intervento parte di una visione più ampia per la città, collegandolo anche al percorso che porterà Pordenone a essere capitale italiana della Cultura 2027 da gennaio. Nel suo intervento ha richiamato il lavoro amministrativo avviato negli anni precedenti e seguito, ha detto, insieme alla squadra comunale e all’assessore Diomede.
Cristina Amirante, intervenuta per la Regione Friuli Venezia Giulia, ha ricostruito le origini del progetto, nate durante la fase di progettazione della ciclabile che attraversa parco San Carlo.
Anche Alessandro Ciriani ha ricordato che l’iter di recupero partì dai sopralluoghi per la riqualificazione del percorso ciclopedonale e della roggia, quando emerse il valore del manufatto nascosto dalla vegetazione. Da lì, ha spiegato, prese forma la ricerca dei finanziamenti PNRR e Pinqua e l’idea di un progetto capace di unire storia, natura e uso pubblico.
L’edificio recuperato apre così una nuova stagione per l’area di San Carlo: uno spazio storico restituito alla città, con funzioni sportive e di ritrovo, affacciato sul laghetto e inserito nel sistema delle rogge che ne aveva segnato la nascita secoli fa.