Rifiuti in Fvg, differenziata al 73,4% ma restano criticità
Il monitoraggio sui dati Arpa 2024 segnala circa venti Comuni sotto il 65% e il nodo degli impianti.
Trieste, 28 ottobre - Una regione con risultati positivi nella gestione dei rifiuti, ma ancora chiamata a migliorare la qualità della raccolta differenziata e a sciogliere il nodo degli impianti. È il quadro emerso in IV Commissione consiliare, presieduta da Giuseppe Ghersinich (Lega), durante l'introduzione dell'assessore Fabio Scoccimarro al primo monitoraggio ambientale del Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani. Il documento, nell'edizione 2025, analizza i dati consolidati di Arpa del 2024. La raccolta differenziata in Friuli Venezia Giulia raggiunge il 73,4%, superando gli obiettivi del Piano regionale, mentre il conferimento in discarica rimane contenuto. Dietro la media positiva persistono, però, differenze territoriali: circa venti Comuni restano sotto il 65% e Trieste, il caso più rilevante per dimensioni e complessità urbana, si attesta al 48%. A preoccupare è anche la qualità dei materiali raccolti, ancora troppo spesso compromessa da conferimenti scorretti.
Per Scoccimarro "il quadro conferma la solidità dell'impostazione regionale e l'impegno di amministrazioni, gestori e cittadini, pur indicando criticità sulle quali intervenire. Gli obiettivi strategici restano quindi confermati: il lavoro si concentrerà sul miglioramento delle raccolte, sul superamento delle difficoltà locali e sul rafforzamento della dotazione impiantistica. I risultati saranno resi pubblici e sottoposti a una fase di ascolto del territorio, in preparazione dell'aggiornamento del Piano previsto nel 2027".
Cassonetti intelligenti e raccolta a Trieste
Una parte consistente del confronto in Commissione ha riguardato Trieste. L'assessore ha ricordato "il miglioramento rispetto al riferimento del 2020 e illustrato le misure previste dal gestore. Attraverso finanziamenti Pnrr saranno introdotti cassonetti intelligenti per il secco residuo, accessibili mediante un'app dedicata e con conferimenti di volume massimo pari a 30 litri. L'incremento atteso della differenziata è tra il 3 e il 5% nel primo periodo di utilizzo. Un ulteriore aumento, stimato nel 5,5%, viene associato al nuovo centro di raccolta nell'area dell'ex inceneritore di Giarrizzole. A questi interventi si affiancheranno campagne informative rivolte alla cittadinanza".
Dubbi sui conferimenti e replica dell’assessore
Proprio sul limite dei conferimenti, Serena Pellegrino (Avs) ha espresso una preoccupazione: "Restringere il volume disponibile per l'indifferenziato potrebbe spingere alcuni utenti a introdurre materiali impropri nelle frazioni riciclabili". La consigliera ha inoltre sostenuto che "la presenza dell'inceneritore e la necessità di alimentarlo possano frenare la crescita della differenziata". Una lettura respinta da Scoccimarro, che ha contestato "la convenienza di un simile comportamento anche sul piano economico".
Le richieste di Nicola Conficoni
Nicola Conficoni (Pd) ha domandato "quanto l'aumento della percentuale regionale risenta della modifica dei criteri di calcolo". Richiamando il quadro degli indicatori presentati alla Commissione (sette verdi, quattro rossi e due arancioni) ha sollecitato "azioni specifiche su riutilizzo, tessili, rifiuti domestici pericolosi, oli esausti e tariffa puntuale, oltre ad aggiornamenti sul recupero di pannolini, pannoloni e rifiuti da spazzamento".
L’intervento di Massimiliano Pozzo
"Apprezzo - ha affermato Massimiliano Pozzo (Pd) - la trasparenza con cui il monitoraggio espone anche i risultati non raggiunti, indicando nella raccolta dei tessili, degli oli e dei rifiuti pericolosi ambiti sui quali coinvolgere maggiormente la popolazione e allo stesso tempo chiedo alla Giunta come intenda recuperare le debolezze ancora presenti".
Qualità della raccolta ed educazione ambientale
La qualità della differenziata è stata uno dei fili conduttori della seduta. Nella relazione, Scoccimarro ha evidenziato che "le frazioni estranee penalizzano l'efficienza delle successive filiere di recupero e riciclo: occorre quindi lavorare sia sulla prevenzione dei rifiuti sia sulla correttezza della separazione". Nella replica, ha insistito sull'educazione ambientale fin dalla scuola dell'infanzia, sottolineando il ruolo dei bambini nel favorire comportamenti più attenti anche tra gli adulti.
Sul tema dell'educazione nelle scuole e quella progettata per gli adulti, si sono soffermati nei rispettivi interventi anche Laura Fasiolo (Pd) e Furio Honsell (Open Sinistra Fvg) che in particolare ha chiesto "un'azione educativa capillare, adeguata alle diverse condizioni abitative e territoriali". Honsell ha anche richiamato "il diritto alla riparazione come strumento per ridurre i rifiuti e proposto di approfondire anche le condizioni di lavoro degli operatori, con attenzione a retribuzioni e appalti". L'assessore ha replicato indicando "di non avere notizia di situazioni di sfruttamento, condividendo la necessità di mantenere alta l'attenzione sul rispetto delle norme".
Centri di riuso e responsabilità delle utenze
Andrea Carli (Pd) ha collegato "la qualità della raccolta alla responsabilizzazione delle utenze, osservando come i contenitori individuali possano favorire conferimenti più corretti. I modelli devono adattarsi ai territori e garantire costi sostenibili per le famiglie". Sui centri di riuso ha chiesto "una regia regionale capace di favorirne una distribuzione più equilibrata", mentre Conficoni ha segnalato "le resistenze incontrate a Pordenone".
Scoccimarro ha riferito che "negli ultimi cinque anni sono stati concessi 102 contributi per i centri di raccolta, per circa 40 milioni di euro. È inoltre in preparazione un adeguamento del regolamento per incentivare i centri di riuso al loro interno, sfruttando strutture e organizzazione gestionale già disponibili. Per i tessili, tutti i Comuni dispongono ora di un punto di conferimento, ma resta da consolidare la destinazione successiva dei materiali. Sugli oli alimentari esausti, invece, una parte delle raccolte gestite da soggetti terzi continua a sfuggire alla contabilizzazione".
Fabbisogno degli impianti e ipotesi di termovalorizzatore
L'altro nodo politico è stato quello degli impianti. Il monitoraggio rileva ancora una dipendenza da strutture fuori regione per alcune frazioni derivanti dal trattamento dei rifiuti urbani. Carli ha chiesto "quali fabbisogni giustifichino un nuovo termovalorizzatore", mentre Diego Moretti (Pd) ha sollecitato "chiarezza sull'orientamento regionale rispetto all'iniziativa privata illustrata pubblicamente in territorio udinese". Moretti ha evidenziato "il possibile divario tra le dimensioni attribuite alla proposta e il fabbisogno della pianificazione", chiedendo maggiore accessibilità alle informazioni progettuali. Scoccimarro ha confermato che "è contemplato un possibile impianto da circa 100-120mila tonnellate annue", precisando però che "non è disponibile un progetto ufficiale sul quale assumere una posizione. Un'eventuale proposta - ha spiegato - dovrà essere valutata in termini di costi e benefici".