La produzione si trasferisce, i rifiuti restano: scattano sequestro e denuncia in Friuli

In Friuli sequestrati 170 metri cubi di rifiuti industriali. Denunciato il legale rappresentante, multe per 19mila euro.

07 ottobre 2026 09:09
La produzione si trasferisce, i rifiuti restano: scattano sequestro e denuncia in Friuli -
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UDINE – Circa 170 metri cubi di rifiuti pericolosi e non pericolosi sequestrati, un legale rappresentante denunciato e sanzioni amministrative per circa 19mila euro. È il bilancio di un’indagine dei Carabinieri del Comando Provinciale di Udine, condotta con la collaborazione del Centro Anticrimine Natura, su un impianto industriale del territorio friulano.

Tra le conseguenze delle irregolarità accertate figura anche la sospensione della patente di guida per tre mesi all’amministratore, quale sanzione accessoria per la tenuta incompleta dei registri dei rifiuti.

L’indagine sul sito industriale dismesso

Gli accertamenti hanno preso avvio lo scorso gennaio, con il sequestro penale dei materiali presenti nell’impianto. Il sito aveva ospitato per anni la produzione di vernici, pitture e inchiostri, ma l’attività produttiva risulta oggi ferma e trasferita altrove.

Attraverso sopralluoghi e successive verifiche, i militari hanno ricostruito le modalità di conservazione degli scarti e di gestione delle acque provenienti dai piazzali esterni.

L’intervento riguarda il contrasto alle irregolarità ambientali nella gestione dei rifiuti, tema affrontato anche nell’attività del Nucleo ambientale della Polizia Locale di Trieste.

Scarti presenti da oltre un anno e senza separazione

Secondo quanto documentato dai Carabinieri, gli scarti industriali erano rimasti nel sito per un periodo superiore a un anno, senza la necessaria suddivisione per tipologie omogenee.

Le verifiche hanno portato alla contestazione dell’ipotesi di deposito incontrollato di rifiuti. Per il legale rappresentante dell’azienda è scattata la denuncia a piede libero, che riguarda anche lo scarico abusivo di acque reflue industriali.

Acque dei piazzali contaminate dai rifiuti

Un altro elemento emerso dall’indagine riguarda le acque meteoriche di dilavamento, convogliate dai piazzali esterni senza essere sottoposte al necessario trattamento di depurazione.

La società le aveva dichiarate come semplici reflui “domestici”. Gli accertamenti hanno invece rilevato una contaminazione dovuta al contatto con i rifiuti stoccati all’aperto, esposti alla pioggia e agli altri agenti atmosferici.

La gestione degli scarti e dei reflui costituisce quindi uno dei punti centrali delle contestazioni formulate dai militari.

Sanzioni amministrative per circa 19mila euro

Accanto ai risvolti penali, i controlli hanno fatto emergere diverse violazioni amministrative, per un importo complessivo di circa 19mila euro.

Sono state contestate la tenuta incompleta dei registri di carico e scarico dei rifiuti, la mancata presentazione delle dichiarazioni MUD degli ultimi due anni e l’omessa trasmissione dei dati di autocontrollo richiesti dall’Autorizzazione Unica Ambientale.

Le irregolarità riguardano dunque anche la documentazione necessaria a registrare e comunicare la gestione dei materiali e i controlli previsti per l’attività dell’impresa.

Patente sospesa per tre mesi all’amministratore

Proprio la violazione relativa ai registri di carico e scarico ha comportato una conseguenza diretta per l’amministratore: la sanzione accessoria della sospensione della patente di guida per tre mesi.

Il provvedimento si aggiunge alle altre sanzioni amministrative emerse nell’indagine, conclusa dai Carabinieri con il supporto del Centro Anticrimine Natura. La vicenda rientra tra gli interventi di cronaca nel territorio friulano e del Nordest.

Il gruppo proprietario avvia le procedure di smaltimento

In seguito agli accertamenti, il gruppo proprietario dell’impresa si è attivato per procedere alla classificazione e allo smaltimento dei rifiuti rimasti nel sito dismesso.

L’iniziativa riguarda i materiali lasciati nell’impianto dopo il trasferimento della produzione. La denuncia del legale rappresentante non costituisce un accertamento definitivo di responsabilità, che dovrà essere stabilita nelle sedi competenti.

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