Nuova riforma dei porti, Serracchiani e Ghio del Pd: “Piace a pochi e non fa bene”

Critiche del Pd alla riforma dei porti: Serracchiani e Ghio esprimono dubbi su coordinamento e impatto territoriale.

06 luglio 2026 19:00
Nuova riforma dei porti, Serracchiani e Ghio del Pd: “Piace a pochi e non fa bene” - Nella foto, da sinistra, le deputate del Pd Valentina Ghio e Debora Serracchiani
Nella foto, da sinistra, le deputate del Pd Valentina Ghio e Debora Serracchiani
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TRIESTE – Dibattito aperto sulla riforma della portualità italiana, al centro di un confronto politico che ha coinvolto esponenti del Partito Democratico durante un incontro pubblico dedicato al sistema dei porti.

Le posizioni sul nuovo assetto portuale

Nel corso dell’evento, le deputate dem Debora Serracchiani e Valentina Ghio hanno espresso perplessità sull’impianto della riforma, soffermandosi sugli effetti del nuovo modello organizzativo.

Serracchiani ha sottolineato come il porto di Trieste e l’intero sistema portuale nazionale rappresentino un ambito strategico privo di connotazioni politiche, definendolo un settore di rilevanza centrale per Italia ed Europa. Sul piano della riforma, ha evidenziato che l’introduzione del modello Porti Spa “non sta facendo bene”.

Critiche sul coordinamento e sulle ricadute territoriali

Valentina Ghio, componente della commissione Trasporti della Camera, ha richiamato il lavoro svolto nelle audizioni parlamentari, evidenziando come il provvedimento “decisamente piace a pochi e anche nelle decine e decine di audizioni che stiamo facendo in Commissione emergono critiche sostanziali”.

Nel suo intervento ha inoltre ricostruito gli obiettivi dichiarati della riforma, spiegando che “nasce per dare maggiore coordinamento ai porti, ma di fatto crea una Spa che gestirà i cantieri e gestirà le opere, bypassando e sovrapponendosi alle autorità di sistema territoriale, quindi anche ai comuni e alle regioni, e creando un nuovo soggetto che duplica le funzioni del Ministero”.

Secondo la deputata, l’effetto complessivo sarebbe opposto rispetto alle intenzioni iniziali, perché “non solo non ci sarà coordinamento, ma ci sarà un forte impoverimento dei territori che indebolirà i porti”.

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