Riforma del territorio Fvg, Fasiolo: troppe incognite sul ritorno delle Province

La consigliera regionale Pd contesta tempi e applicazione del ddl 90, ma segnala anche gli emendamenti accolti su suolo e copianificazione.

02 ottobre 2026 22:15
Riforma del territorio Fvg, Fasiolo: troppe incognite sul ritorno delle Province -
Condividi

TRIESTE - La riforma del governo del territorio del Friuli Venezia Giulia approvata dall’Aula regionale divide ancora il confronto politico. A contestarne impostazione e tempi è la consigliera regionale Laura Fasiolo, che annuncia il voto contrario del Pd al ddl 90 pur riconoscendo alcuni elementi considerati positivi nel nuovo impianto normativo.

Secondo Fasiolo, la legge introduce aspetti di innovazione e maggiore flessibilità rispetto al passato, ma resta appesantita da troppe incognite nella fase applicativa. Il punto più critico, nella lettura della consigliera dem, riguarda il ritorno delle Province, ritenuto ancora privo di una definizione chiara su attribuzioni, compiti e strutture.

Il nodo delle Province e dei Sistemi territoriali locali

Nel merito, Fasiolo sostiene che la riforma risenta della presenza ancora non chiarita dell’ente intermedio. Il problema, osserva, è capire in che modo le future competenze delle Province si intrecceranno con quelle dei 12 Sistemi territoriali locali, ai quali la legge affida funzioni di pianificazione e copianificazione sovracomunale.

Il tema si inserisce nel più ampio dibattito sulla riforma del territorio Fvg, discusso in Consiglio regionale anche sul fronte della mobilità, del consumo di suolo e dei tempi di attuazione per i Comuni.

Per la consigliera, il nuovo assetto avrebbe richiesto più tempo di preparazione, così da evitare sovrapposizioni e possibili difficoltà operative destinate a emergere nella pratica amministrativa.

Il caso Gorizia e la pianificazione di area vasta

Tra gli aspetti che Fasiolo indica come potenzialmente utili c’è però la prospettiva che riguarda Gorizia. In questo caso, spiega, il perimetro provinciale sembrerebbe destinato a coincidere con quello del Sistema territoriale locale, aprendo la strada a una pianificazione di area vasta.

Secondo la consigliera, questo potrebbe avere ricadute su settori concreti come mobilità, infrastrutture, trasporto pubblico, consumo di suolo e tutela ambientale. Resta però, aggiunge, la necessità di chiarire in modo preciso che cosa si intenda per area vasta e quali saranno i confini effettivi delle funzioni attribuite ai diversi livelli istituzionali.

Nel confronto politico delle ultime ore è entrato anche il tema delle Province e dell’area vasta, indicata da più parti come uno dei passaggi centrali della riforma.

Gli emendamenti accolti

Pur confermando il voto contrario, Fasiolo segnala alcuni risultati ottenuti durante l’esame del testo. La consigliera esprime infatti soddisfazione per l’accoglimento di emendamenti a sua prima firma sulla copianificazione transfrontaliera tra Stati e Regioni confinanti, sia a livello comunale sia sovracomunale.

Tra i punti accolti cita anche gli interventi sulla riduzione del consumo di suolo e sulla prevenzione dei fenomeni franosi e degli allagamenti, temi che entrano così nel perimetro della riforma.

Iscritta anche la mappatura delle isole di calore

Fasiolo richiama inoltre l’approvazione di un ordine del giorno che impegna a valutare, nel regolamento attuativo, la mappatura delle isole di calore negli strumenti urbanistici comunali e di area vasta.

La posizione finale della consigliera resta quindi critica sul testo complessivo, ma con il riconoscimento che alcune proposte avanzate dal gruppo dem sono state recepite e hanno inciso sul contenuto della legge, in particolare sui capitoli della copianificazione transfrontaliera, della riduzione del consumo di suolo e della prevenzione di frane e allagamenti.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail