Riforma del territorio in Fvg, Lobianco: avanti fino a marzo 2028
Il consigliere regionale di Forza Italia lega il disegno di legge 90 alla legislatura e respinge le critiche sul ruolo delle Province.
A intervenire è Michele Lobianco, consigliere regionale di Forza Italia, che durante la discussione in Aula ha difeso l’impianto della riforma e attaccato le opposizioni, accusandole di concentrarsi solo sul tema delle Province invece che sul contenuto complessivo del provvedimento.
Secondo Lobianco, il ddl punta a superare un modello considerato ormai datato e a introdurre una nuova impostazione nella gestione territoriale. Per l’esponente azzurro, ridurre il confronto a una sola questione, quella del ruolo delle Province nel nuovo assetto, significa perdere di vista la portata più ampia della riforma.
Lo scontro politico sul ruolo delle Province
Nel suo intervento, Lobianco sostiene che l’Opposizione abbia individuato “un’unica, insperata battaglia da combattere fino al marzo 2028”, contestando il centrodestra invece di guardare, a suo dire, a una riforma attesa da decenni. Il punto più contestato sarebbe diventato proprio il ruolo delle Province, definito dal consigliere come il “capro espiatorio” del confronto politico.
Per il consigliere di Forza Italia, l’attenzione andrebbe riportata sull’intero impianto della legge, che a suo giudizio non si limita a fotografare l’esistente ma prova a governare i cambiamenti futuri del territorio regionale.
Il riferimento alla legislatura e al mandato di Fedriga
Nel suo ragionamento Lobianco lega il ddl 90 anche alla prospettiva politica della legislatura. Nel passaggio più netto del suo intervento, richiama la continuità dell’attuale maggioranza e indica come orizzonte naturale la fine del mandato regionale.
“Resterà con noi il presidente Bordin e anche il presidente Fedriga, che finirà il suo mandato”, afferma Lobianco, aggiungendo che fino a quel momento la maggioranza ha il dovere di governare, approvare le riforme e dare risposte ai territori.
Per l’esponente di Forza Italia, il compito della maggioranza è guardare ai prossimi decenni, senza consumare la legislatura in uno scontro quotidiano su singoli aspetti del provvedimento.
La linea di Forza Italia sul disegno di legge
Nella sua conclusione, Lobianco ribadisce che la riforma non nasce per conservare l’assetto attuale, ma per introdurre innovazione e preparare il Friuli Venezia Giulia alle trasformazioni future. Il confronto in Aula, osserva, rientra nella normale dinamica democratica, ma non dovrebbe far perdere di vista la dimensione generale del progetto.
Il nodo politico resta dunque aperto: da una parte la maggioranza rivendica la necessità di portare avanti la riforma del territorio entro la legislatura, dall’altra proseguono le critiche delle opposizioni su alcuni passaggi centrali del testo, a partire dall’equilibrio tra enti locali e Province nel nuovo sistema di gestione territoriale.