Nuovo piano sanità: tagli ai dipartimenti e reparti declassati, preoccupazione ASUFC
Riorganizzazione ASUFC: soppressione di dipartimenti, reparti declassati e centralizzazione a Udine. Timori per Tolmezzo e area montana.
FRIULI CENTRALE - ASUFC, l’Azienda sanitaria del Friuli centrale, si appresta a riorganizzare totalmente gli ospedali prevedendo la soppressione di alcuni dipartimenti ospedalieri e il declassamento di diversi reparti. La “riorganizzazione” va a colpire in particolare i piccoli ospedali, che da ospedali spoke vengono ridotti a mere dépendance dell’ospedale hub di Udine, e la scure si abbatterà soprattutto sull’area montana, facendo di Tolmezzo la vittima sacrificale.
Questo il quadro che si è prospettato nel corso della presentazione del nuovo Atto aziendale di ASUFC; basta confrontare l’organigramma dell’attuale organizzazione con quello presentato a Udine lo scorso 4 febbraio.
L’Azienda del Friuli centrale ha oggi 16 dipartimenti strutturali, di cui 12 con centro a Udine e 4 negli ospedali spoke, ma ne rimarranno 12, e solo a Udine, visto che chiuderanno quelli degli ospedali spoke, i cui reparti saranno tutti inglobati nei nuovi mega dipartimenti con sede direzionale a Udine. Saranno cancellati entro quest’anno il dipartimento di chirurgia e quello dei servizi e dell’emergenza di Tolmezzo- San Daniele, stessa fine per i dipartimenti di Latisana-Palmanova.
Per chiarire la portata della manovra basta dire che saranno i direttori di dipartimento, tutti o quasi con sede nell’ospedale udinese, a disporre la distribuzione delle risorse destinate ai reparti facenti parte del dipartimento, tra cui l’assegnazione di personale, p.es. quanti e quali infermieri da tenere nelle chirurgie di Udine e chi e quanti da mandare a Tolmezzo, piuttosto che a Latisana. Del resto, la legge attribuisce al direttore di dipartimento la responsabilità gestionale in ordine alla programmazione e gestione delle risorse assegnate (D.lgs. 229/99, art.15).
Ulteriore motivo di preoccupazione deriva dal fatto che la maggior parte dei nuovi mega dipartimenti saranno a direzione universitaria, ed è noto che la medicina universitaria ha come fini principali la didattica e la ricerca, mentre l’assistenza è a queste funzionale e quindi subordinata. Per inciso neppure si comprende come potranno essere governati efficacemente dipartimenti mastodontici con 10, 12, fino a 18 reparti, quando attualmente non si supera la decina, e sono già tanti.
Oltre ai dipartimenti preoccupa anche il declassamento di reparti importanti come la Cardiologia di Tolmezzo, che da struttura complessa, ovvero guidata da un primario, diventerà struttura semplice, quindi senza più primario, e identica sorte è riservata alla Cardiologia di Latisana-Palmanova.
Appare così ben motivata la bocciatura del nuovo Atto aziendale di ASUFC nel documento della Lega, che ne ha colto le pesanti criticità. Peccato che dopo le sgridate del capo gli amministratori leghisti abbiano fatto retromarcia, piuttosto che tutelare la salute dei loro concittadini. Ad eccezione della Cisint, che non si è fatta intimidire, anche perché sa che dopo Tolmezzo e Latisana toccherà a Monfalcone.
Infatti, il nuovo Atto aziendale di Udine recepisce le linee strategiche regionali e il piano oncologico e pare impensabile che nell’ottica di sistema non si preveda di applicare lo stesso modello a tutte le aziende sanitarie del FVG. Altro che competizione tra Gorizia e Monfalcone per la Cardiologia, questa diventerà anch’essa una dépendance di Cattinara, come la Chirurgia, l’Urologia e tanto altro.