Ritrovamento ordigno bellico, stamattina le operazioni di rimozione: evacuati oltre 6mila cittadini

Rovereto, bomba della Seconda Guerra Mondiale trasferita alla cava di Pilcante

11 gennaio 2026 17:03
Ritrovamento ordigno bellico, stamattina le operazioni di rimozione: evacuati oltre 6mila cittadini -
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ROVERETO (TRENTO) – La città di Rovereto è tornata alla piena normalità intorno alle 13:30 di oggi, domenica 11 gennaio, alla conclusione delle operazioni di disinnesco di un ordigno bellico.

E' stata, dunque, riaperta la zona rossa istituita nella parte sud del territorio urbano.

L’oggetto rinvenuto nell’area ex Cofler è stato messo in sicurezza dagli specialisti e successivamente trasferito alla cava di Pilcante, nel comune di Ala, dove verrà neutralizzato con una procedura controllata.

Il trasporto della bomba alla cava di Pilcante

L’intervento è stato gestito dal Genio guastatori dell’Esercito, impegnato in una delle attività più delicate dell’intera giornata. Dopo la messa in sicurezza, il trasporto verso la cava di Pilcante è avvenuto secondo protocolli rigorosi, garantendo la tutela dell’intera popolazione. Con il completamento di questa fase è stato sciolto anche il Centro operativo comunale, attivo per tutta la mattinata presso il comando della Polizia locale.

Evacuati oltre 6mila residenti della zona sud di Rovereto

Il piano di sicurezza aveva previsto l’evacuazione di un’ampia area nella zona sud di Rovereto. Fin dalle prime ore del mattino, migliaia di persone hanno dovuto lasciare temporaneamente le proprie abitazioni, trovando accoglienza in palestre, strutture comunali e spazi predisposti per l’emergenza.

Con la riapertura della zona interdetta, oltre seimila residenti hanno potuto fare ritorno alle loro abitazioni.

L’intera macchina organizzativa ha visto il coinvolgimento di più di 200 persone, tra forze dell’ordine, personale sanitario, tecnici specializzati e volontari. Un contributo fondamentale è arrivato anche dagli operatori del sistema di Protezione civile del Trentino, con circa cinquanta unità impiegate sul campo per assistenza, logistica e controllo del territorio.

L’ordigno, ora collocato nella cava di Pilcante nel territorio di Ala, verrà sottoposto a brillamento controllato, fase conclusiva di un’operazione complessa che ha riportato alla luce le tracce della storia bellica ancora presenti nel sottosuolo.

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