Rubano, nel foyer del Teatro OPSA una galleria permanente con 20 opere realizzate da 10 ospiti
Le tele, svelate il 12 giugno durante OPSA in Festa, sono il risultato di oltre un anno di laboratorio.
RUBANO (PADOVA) – Il foyer del Teatro OPSA ha una nuova galleria permanente: 20 grandi tele realizzate da 10 ospiti del Gruppo Pittura dell’Area disabilità. Le opere, tra ritratti, autoritratti e soggetti naturalistici, sono state svelate il 12 giugno 2026 al termine di OPSA in Festa e da ora restano esposte negli spazi d’ingresso del teatro.
L’allestimento nasce da un percorso durato poco più di un anno e avviato dopo la ristrutturazione del Teatro dell’Opera della Provvidenza S. Antonio, conclusa nel 2024. L’idea era utilizzare le pareti del foyer, rimaste bianche dopo i lavori, per un progetto che coinvolgesse direttamente gli ospiti della struttura. All’inaugurazione dell’allestimento completo era presente anche l’architetta Eleonora Strada, dello studio che ha seguito il restyling del teatro.
Come nasce il progetto del foyer
La richiesta è partita dalla Direzione generale dell’OPSA, che ha affidato al Servizio educativo il compito di costruire un laboratorio capace di unire intervento sugli spazi e attività espressiva. L’obiettivo non era solo decorativo: il progetto è stato pensato per lavorare sull’espressività individuale, sull’apprendimento di tecniche pittoriche e sulla realizzazione di un insieme coerente, destinato a essere visto ogni giorno da chi frequenta il teatro.
Il Gruppo Pittura ha lavorato con cadenza settimanale per oltre un anno. Ne hanno fatto parte dieci ospiti con diverse tipologie di disabilità e un interesse iniziale per il disegno: Mario Andrich, Samantha Beda, Andrea Campion, Elia Ferro, Giuliano Mambrin, Sandra Maritan, Odorico Piccoli, Giovanni Scanferla, Miria Trevisan e Adelmina Vedovato.
A seguire il percorso sono stati gli educatori Gianluca Fior, Davide Parpajola e Patrizia Massagrande. Il lavoro si è sviluppato in due fasi: una preparatoria, per portare tutti a un livello tecnico condiviso, e una creativa, dedicata alla scelta dei soggetti e delle tecniche da sviluppare su grandi formati.
Le opere esposte: ritratti, autoritratti e grandi formati
La parte principale della nuova galleria è composta da ritratti e autoritratti in stile pop contemporaneo. Le tele misurano 120x140 centimetri e sono state pensate per dialogare tra loro all’interno del foyer. Accanto a questi lavori trovano spazio anche alcuni soggetti naturalistici.
Il risultato finale è un ciclo pittorico unitario, nato come lavoro corale ma costruito a partire da percorsi individuali. Nelle immagini realizzate prima dell’esposizione, ogni ospite compare accanto all’opera che lo rappresenta; in diversi casi si tratta di autoritratti.
All’interno dell’OPSA erano già presenti quadri, riproduzioni fotografiche, sculture e mosaici. Con questo intervento, però, la novità è che l’opera artistica coincide anche con un’attività educativa strutturata e con un allestimento stabile in uno degli spazi più frequentati della struttura.
Il legame con OPSA in Festa
La presentazione pubblica delle opere è stata scelta per la giornata conclusiva di OPSA in Festa, l’appuntamento annuale organizzato dal Servizio educativo. La manifestazione dura tre giorni e rappresenta il momento in cui la struttura apre le porte al territorio con iniziative e attività che coinvolgono gli ospiti, l’associazionismo e i servizi che si occupano di disabilità.
In questo contesto, il nuovo allestimento del foyer è diventato anche la chiusura simbolica di un percorso iniziato più di un anno fa e portato avanti dentro la vita quotidiana della struttura.
Sul significato del progetto è intervenuto don Roberto Ravazzolo, direttore generale dell’OPSA: «Nella filosofia di accoglienza e presa in carico all’OPSA includiamo anche l’idea del “bello che cura”; per questo la nostra Casa accoglie opere d’arte di diverso tipo, sempre fruibili, ma usa l’arte anche come strumento a beneficio degli Ospiti, affinché possano esprimere se stessi, trovino soddisfazione e autostima nel ricevere apprezzamenti per il lavoro svolto e, da un punto di vista terapeutico, allenino e mantengano abilità motorie e funzioni cognitive».
Le venti tele restano ora esposte in modo permanente nel foyer del Teatro OPSA, come esito concreto del laboratorio e nuovo intervento visibile negli spazi della struttura.