Salute mentale dei giovani, in Friuli Venezia Giulia coinvolte oltre 450 persone
A Udine il bilancio del progetto europeo coordinato dal Cosm con le aziende sanitarie regionali: coinvolti nove territori del Fvg.
UDINE - Oltre 450 partecipanti tra operatori, insegnanti, studenti, amministratori locali e realtà sociali sono stati coinvolti in Friuli Venezia Giulia nel percorso “Salute mentale di comunità per i giovani”, chiuso oggi a Udine con l’evento finale promosso dal Consorzio operativo salute mentale (Cosm) insieme alle tre aziende sanitarie regionali, nell’ambito del progetto europeo Eu-Promens.
Al centro del lavoro svolto in regione ci sono stati la promozione della salute mentale tra i giovani, il rafforzamento del lavoro di rete nei territori e una progettazione costruita con un approccio partecipato. Il Friuli Venezia Giulia è stato inoltre l’unica tappa italiana del programma internazionale.
I territori coinvolti in Friuli Venezia Giulia
Gli incontri formativi si sono tenuti nei territori di San Daniele del Friuli, Udine, Gemona-Tolmezzo, Cividale-Tarcento, Palmanova, Codroipo, Pordenone, Gorizia e Trieste. Il percorso ha riunito figure professionali e soggetti diversi: operatori sanitari e sociali, educatori, insegnanti, studenti, amministratori locali, polizia locale, cooperative sociali e associazioni.
Nel corso dell’appuntamento conclusivo sono stati condivisi i risultati delle iniziative sviluppate in regione, tutte accomunate dall’idea di una salute mentale affrontata non solo sul piano clinico, ma anche attraverso strumenti sociali e comunitari.
Il progetto europeo Eu-Promens
Eu-Promens coinvolge 33 Paesi dell’Unione europea ed extra Ue e punta a rafforzare le competenze professionali nel campo della salute mentale attraverso un modello comunitario, partecipativo e integrato.
La scelta di concentrare le attività sul mondo giovanile, è stato spiegato durante l’incontro, risponde alle esigenze di un sistema dei servizi di salute mentale considerato più avanzato rispetto a quello di altri Paesi coinvolti nel progetto.
Particolare attenzione è stata riservata all’esperienza di Youngle, definito come il primo network nazionale di educazione tra pari, ascolto e counseling online gestito da giovani per i giovani.
L’intervento dell’assessore Riccardi
All’evento finale è intervenuto l’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi, che ha indicato come prioritaria una gestione della salute mentale basata su un modello sociosanitario integrato, capace di superare i confini istituzionali tradizionali e di rispondere a bisogni sempre più complessi.
Secondo Riccardi, l’esperienza del Friuli Venezia Giulia rappresenta un esempio di collaborazione tra settore pubblico e componente sociale, elemento ritenuto indispensabile per affrontare problemi che interessano tutte le fasce d’età. L’assessore ha inoltre ribadito la necessità di una riorganizzazione dei servizi fondata sulla cooperazione, sostenendo che le istituzioni da sole non sono in grado di reggere il peso di fenomeni sociali così articolati.
Nel suo intervento ha parlato anche della necessità di un cambiamento culturale che metta al centro la dignità della persona e il valore del capitale umano, richiamando il ruolo di una rete diffusa e solidale nella tutela del diritto universale alle cure.
I protagonisti dell’incontro finale
Tra i partecipanti all’appuntamento di Udine sono intervenuti anche la presidente del Cosm Michela Vogrig e i direttori dei Dipartimenti dipendenze e salute mentale delle tre aziende sanitarie regionali: Marco Bertoli per Asufc, Cristina Meneguzzi per Asfo e Massimo Semenzin per Asugi.
L’incontro ha fatto il punto sulle esperienze realizzate nei diversi territori regionali, con un percorso che ha messo in relazione servizi sanitari, scuola, enti locali, terzo settore e giovani, con una particolare attenzione al progetto Youngle e ai modelli di ascolto e supporto tra pari.