Salvatores gira a Trieste La variante di Lüneburg: set, cast e cosa sappiamo

Il nuovo film del regista premio Oscar, tratto dal romanzo del goriziano Paolo Maurensig, è in lavorazione tra Trieste, il Carso e Roma. Nel cast Toni Servillo, Sebastian Koch e Damian Hardung.

26 ottobre 2026 12:47
Salvatores gira a Trieste La variante di Lüneburg: set, cast e cosa sappiamo -
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TRIESTE — Gabriele Salvatores è di nuovo in Friuli Venezia Giulia per La variante di Lüneburg, il film tratto dal romanzo d'esordio dello scrittore goriziano Paolo Maurensig. Non è un annuncio di progetto: la lavorazione è già iniziata. La scheda di Filmitalia, il portale di Cinecittà dedicato alle produzioni, indica lo status “sul set” dal 12 ottobre 2026; le riprese sono in corso a Trieste prima del trasferimento a Roma.

Per il territorio è una notizia che ha un doppio significato. Da una parte porta in città un regista che conosce bene la regione; dall'altra riporta sullo schermo un autore nato a Gorizia e uno dei suoi libri più celebri. Trieste non viene usata soltanto come fondale: Salvatores ha scelto di ambientare qui la vicenda, sfruttando una fisionomia urbana che richiama Vienna e l'Europa centrale. È un dettaglio importante, perché cambia il rapporto tra città e racconto: le architetture, le piazze e il Carso entreranno nella costruzione visiva del film, non saranno semplici sostituti di un altro luogo.

Un set già aperto, non un film soltanto annunciato

La conferma più solida arriva dai dati di produzione: La variante di Lüneburg è diretto e sceneggiato da Salvatores, è tratto dal romanzo omonimo di Maurensig ed è descritto come un noir ambientato nel mondo degli scacchi. La produzione riunisce Lotus Production-Leone Film Group, Rai Cinema, Vice Pictures, Indiana Production e MDE; il progetto ha il sostegno della Friuli Venezia Giulia Film Commission. La distribuzione italiana è affidata a 01 Distribution, mentre Rai Cinema International Distribution cura le vendite estere.

La lavorazione complessiva è prevista in nove settimane: dopo il blocco triestino, la troupe si sposterà a Roma e la conclusione è indicata a metà dicembre. Queste sono tempistiche di produzione, non una data di uscita: al momento non risulta annunciato quando il film arriverà nelle sale. È bene distinguerle, così come è bene non confondere il set con un evento aperto al pubblico. Non sono stati comunicati biglietti, visite guidate, incontri con il cast o accessi liberi alle riprese.

Le notizie sulla presenza di una produzione in città hanno già abituato Trieste a una regola pratica: il set non è una manifestazione a cui presentarsi. Chi si muove in centro deve seguire la segnaletica e le eventuali ordinanze pubblicate dal Comune per la singola giornata, senza cercare di avvicinarsi alle aree di lavoro. Non sono disponibili, al momento della preparazione di questa bozza, un calendario pubblico completo delle scene né orari di presenza degli interpreti.

Le location: piazza Unità, centro storico e Carso

La Tgr Friuli Venezia Giulia riferisce che il lavoro in città e sul Carso tocca la Prefettura, la Camera di commercio, alcuni caffè storici, la libreria di Saba e le ex polveriere di Borgo Grotta. C'è anche piazza Unità d'Italia: Salvatores ha spiegato di avervi collocato la macchina da presa per la prima volta in uno dei suoi film. L'elenco è utile per capire la scala del progetto, ma non autorizza a trasformarlo in una mappa per assistere alle riprese: sono luoghi di scena e l'operatività può cambiare di giorno in giorno.

La scelta di Trieste ha una ragione narrativa precisa. Nel romanzo l'azione attraversa Monaco, Vienna e un lungo arco del Novecento; Salvatores ha indicato nella città la stessa atmosfera di Vienna, o di un Est vicino. La resa cinematografica lavorerà quindi su una Trieste riconoscibile ma capace di aprirsi a una geografia mitteleuropea. Il mare, in questo caso, non è la sola immagine della città: diventano altrettanto centrali gli interni istituzionali, le vie in salita, i caffè e il paesaggio carsico.

Questa attenzione alle location si inserisce in una stagione particolarmente fitta per l'audiovisivo locale. In ottobre sono partite anche le riprese triestine di Dalla parte giusta di Giampaolo Morelli; poche settimane prima il territorio aveva ospitato il film tv su Nazario Sauro girato tra Trieste e il Friuli Venezia Giulia. Sono produzioni diverse per formato e racconto, ma descrivono un ecosistema fatto di location, professionalità e servizi che torna a lavorare con continuità.

Il cast: Servillo, Koch, Hardung e gli altri interpreti

Nel cast figurano Toni Servillo, Sebastian Koch, Damian Hardung, Eduardo Scarpetta e Thomas Prenn. Servillo interpreta un personaggio raccontato in differenti fasi della vita; la presenza di attori italiani, tedeschi e austriaci è coerente con un racconto che attraversa confini, epoche e memorie del Novecento. Damian Hardung è Hans Mayer, una figura chiave nella vicenda di vendetta che muove il romanzo.

La squadra creativa confermata comprende il direttore della fotografia Diego Indraccolo, la scenografa Rita Rabassini, la costumista Patrizia Chericoni e il compositore Federico De Robertis. Non sono informazioni accessorie: per un film che salta fra decenni e ambienti diversi, scenografia e costumi hanno il compito di rendere leggibili i passaggi temporali senza ridurre la città a un'immagine generica d'epoca.

Per Salvatores è il settimo film realizzato in Friuli Venezia Giulia. Fra i titoli già legati alla regione ci sono Il ragazzo invisibile, il suo seguito e Napoli - New York. Il ritorno non è quindi soltanto la presenza di un nome noto su un set locale: arriva dopo una serie di collaborazioni che hanno reso familiari al regista sia gli spazi urbani sia le possibilità produttive regionali.

Dal romanzo di Paolo Maurensig a un noir di scacchi

Pubblicato da Adelphi nel 1993, La variante di Lüneburg è il romanzo che ha imposto Maurensig al pubblico. Il film ne conserva il centro narrativo: un duello che si sviluppa sulla scacchiera e dura più di quarant'anni. È una storia attraversata dalla persecuzione nazista, dalla Shoah e dalla vendetta; proprio per questo non è corretto presentarla come un film sportivo sugli scacchi. Il gioco è piuttosto il linguaggio con cui il romanzo mette in scena potere, memoria e conseguenze delle scelte.

La struttura del libro è complessa, con più piani di racconto e punti di vista che si ricompongono progressivamente. Salvatores ha detto alla Tgr che il film manterrà questa narrazione non lineare: lo spettatore riceverà le informazioni attraverso tre personaggi e sarà chiamato a collegarle. Non è ancora possibile sapere quanto la sceneggiatura coinciderà con il romanzo pagina per pagina; si può però dire che il regista ha scelto di affrontare proprio l'aspetto meno immediato della materia, cioè la tensione mentale e misteriosa degli scacchi.

Il legame con Maurensig dà al set una risonanza regionale che va oltre la scelta logistica. Gorizia è il luogo di nascita dello scrittore; Trieste, con la sua cultura letteraria e di confine, diventa il luogo in cui quella storia prende corpo per il cinema. È una continuità diversa, ma non estranea, a quella vista con il film di Laura Samani presentato a Venezia e girato a Trieste: opere e autori differenti, un territorio che non compare solo come paesaggio ma contribuisce al senso del racconto.

Cosa è confermato e cosa resta da attendere

Il quadro verificato è chiaro: le riprese sono iniziate il 12 ottobre; Trieste e il Carso sono tra le location; il set passerà poi a Roma; Salvatores dirige una trasposizione del romanzo di Maurensig; il cast principale e le società di produzione sono stati resi pubblici. È confermato anche il sostegno della FVG Film Commission e l'incarico di distribuzione italiana a 01 Distribution.

Restano invece da attendere tre informazioni che interessano direttamente il pubblico: la data di uscita, il primo trailer e l'eventuale calendario di anteprime o incontri. Fino a un annuncio della produzione o del distributore, indicare un mese di arrivo in sala o promettere una prima triestina sarebbe arbitrario. Per chi vuole seguire il progetto, il riferimento più affidabile resta la scheda aggiornata di Italy for Movies, insieme alle comunicazioni della Film Commission e del distributore.

La notizia, oggi, è dunque nel presente del set: una storia nata dalla penna di un autore goriziano viene trasformata in film da un regista premio Oscar che torna in regione, con Trieste scelta come parte viva dell'ambientazione. Il resto — data di uscita, immagini ufficiali e appuntamenti per il pubblico — dovrà arrivare da comunicazioni successive, non da anticipazioni non verificate.

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