San Daniele, Progetto Orchidea: 798 pazienti con disabilità curati nel 2025

All'ospedale di San Daniele presentato il servizio odontoiatrico per persone con disabilità.

03 settembre 2026 14:54
San Daniele, Progetto Orchidea: 798 pazienti con disabilità curati nel 2025 -
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SAN DANIELE DEL FRIULI - All'ospedale di San Daniele del Friuli il Progetto Orchidea conferma il suo peso nella presa in carico delle persone con disabilità: il servizio odontoiatrico dedicato ha chiuso il 2025 con 2.309 prestazioni, 798 pazienti curati e 167 giornate complessive di attività. Un modello attivo da oltre venticinque anni, che unisce cure specialistiche, anestesia, pediatria e medicina interna per rispondere anche ai casi più complessi.

La presentazione del progetto si è tenuta nella struttura sanitaria di San Daniele alla presenza dell'assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi, del direttore generale di Asufc Denis Caporale, del referente del progetto Mario Di Pietro, del sindaco di San Daniele del Friuli Pietro Valent e di numerosi amministratori locali.

San Daniele, Progetto Orchidea: 798 pazienti con disabilità curati nel 2025

Per i pazienti non collaboranti, le cure vengono effettuate in sedazione profonda in regime di day hospital all'ospedale di San Daniele. L'attività si rivolge però anche ai pazienti collaboranti, in un percorso che negli anni ha ampliato la platea dei destinatari e affinato l'organizzazione clinica.

I numeri del servizio e come funziona

Il progetto si basa su un'azione multidisciplinare integrata che coinvolge professionalità odontoiatriche, anestesiologiche, pediatriche e di medicina interna. Oggi l'attività si articola in 4 giornate di cura: tre dedicate ai pazienti collaboranti e una ai pazienti non collaboranti trattati in sedazione profonda. In media vengono visitati circa 20 pazienti alla settimana.

L'organico medico attualmente in servizio è composto da Giovanni Cattani, capo progetto e direttore del Distretto sanitario; due odontoiatri; un medico specialista in Chirurgia Maxillo-Facciale; gli anestesisti diretti da Massimo Nordio e i pediatri diretti da Maria Paola Miani.

Nel suo intervento Riccardo Riccardi ha indicato il progetto come esempio di integrazione tra risposta sanitaria e risposta sociale, sottolineando il ruolo del Terzo settore, delle istituzioni locali, delle realtà economiche e dei professionisti sanitari. L'assessore ha evidenziato anche il valore di un approccio capace di intercettare fragilità e disabilità sul territorio, alleggerendo allo stesso tempo il carico per le famiglie, i caregiver e il sistema sanitario.

Dalle prime cure nel 1998 al progetto aziendale

Il percorso di Orchidea è stato ricostruito durante l'incontro. L'iniziativa nasce nel 1998 su impulso di Pietro Garlant, specialista ambulatoriale nel distretto sanitario di San Daniele del Friuli, e di Ugo Cugini, primario Anestesista. I primi interventi partirono in risposta alle richieste di aiuto della direttrice dell'Istituto Santa Maria dei Colli di Tricesimo, con l'obiettivo di curare i disabili gravi non collaboranti alle cure odontoiatriche.

Con il benestare dell'allora Azienda Medio Friuli, il progetto prese avvio in forma sperimentale nel 2000 e dal 2004 è stato strutturato stabilmente come obiettivo strategico aziendale, con attività programmata quattro volte al mese.

In una prima fase il servizio era rivolto soltanto ai pazienti non collaboranti e operava una volta alla settimana. Dal 2013 l'offerta si è estesa anche ai soggetti disabili collaboranti, consolidando un modello che punta non solo alla prestazione clinica ma anche a quella che viene definita “terapia familiare”, cioè un'impostazione pensata per ridurre il peso quotidiano che ricade sui caregiver.

La raccolta fondi: da 4mila a 30mila euro

Accanto all'attività clinica, il progetto ha attivato negli anni una rete di sostegno sul territorio. La necessità iniziale era l'acquisto di un sollevatore per trasferire in sicurezza i pazienti non deambulanti. Da qui è partita una raccolta che ha coinvolto associazioni e donatori, promossa dal Coro Picozza di Carpacco e dal Coro Vôs di Mont di Tricesimo attraverso un concerto per i 25 anni di attività del progetto.

La mobilitazione ha permesso di superare di molto l'obiettivo iniziale di 4.000 euro, arrivando a raccogliere 30.000 euro. Con queste risorse sono stati acquistati, oltre al sollevatore, anche una sedia a rotelle, un sistema Piezosurgery per estrazioni mini-invasive, un ecografo portatile per l'anestesia e due monitor destinati alla Pediatria.

San Daniele, Progetto Orchidea: 798 pazienti con disabilità curati nel 2025

L'ipotesi del campo scuola

Tra le prospettive emerse c'è anche la proposta del referente clinico di trasformare il Progetto Orchidea in un campo scuola. L'idea è attivare un percorso di tirocinio formativo strutturato per futuri odontoiatri, anestesisti, pediatri e internisti, con l'obiettivo di formare nuovi specialisti e garantire continuità a un modello di cura multidisciplinare costruito nell'ospedale di San Daniele del Friuli.

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