San Giorgio di Nogaro, ai Cantieri Marina premiati i vini del Calice d’Ora 2026
Ai Cantieri Marina San Giorgio riconoscimenti a quattro etichette dell’Alto Adriatico, con un focus sui fari di Istria e Dalmazia.
SAN GIORGIO DI NOGARO - I vini dell’Alto Adriatico sono stati al centro di “Un pomeriggio spumeggiante”, appuntamento ospitato ai Cantieri Marina San Giorgio, dove sono stati assegnati i riconoscimenti del Calice d’Ora 2026. L’iniziativa, organizzata con l’associazione Ad Undecimum e il Comune di San Giorgio di Nogaro, ha riunito produttori e rappresentanti istituzionali del Friuli Venezia Giulia e dell’Istria, affiancando alla degustazione anche un approfondimento culturale sui fari dell’Adriatico orientale.
A ricevere i premi principali sono stati la Malvasia 2025 dell’azienda Ghenda Fausto, prima classificata tra i vini bianchi, e il Refosco 2023 di Vini Donda, vincitore nella categoria rossi. Alla Malvasia d’Istria 2025 di Vina Medea è andato il premio “Il vino del cuore”, mentre il Teran 2022 di Cattunar Wines ha ottenuto il riconoscimento per il “Vino di carattere”. Il commento tecnico della degustazione è stato affidato a Barbara Diana Pupolin.
I vini premiati e i presenti
L’appuntamento ha messo in primo piano alcune delle etichette più rappresentative dell’area altoadriatica, in una cornice costruita attorno al legame tra produzioni locali, mare e identità territoriale. In rappresentanza del Comune di San Giorgio di Nogaro è intervenuto l’assessore Alessio Cristin.
Presenti anche l’assessore all’Agricoltura della Regione Istriana Ezio Pinzan e l’assessore alla Cultura della Regione Istriana Vladimir Torbica. Durante l’incontro è intervenuto anche il presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Mauro Bordin, che ha richiamato il valore di una collaborazione tra territori fondata su legami storici, culturali ed economici.
Nel territorio di San Giorgio di Nogaro, nelle prossime settimane, è previsto anche un incontro pubblico dedicato alla fibra Ftth.
Fari di Istria e Dalmazia nel racconto di Massimiliano Blocher
Accanto alla parte enologica, il programma ha proposto un intervento dell’architetto Massimiliano Blocher dedicato alla storia e all’architettura di alcuni tra i più importanti fari dell’Istria e della Dalmazia. Un racconto che ha riportato al centro il ruolo di queste strutture come punti di riferimento per i naviganti e come simboli di orientamento, speranza e salvezza.
Il pomeriggio è stato completato dalle musiche di Paolo Scozziero, inserite in un percorso che ha intrecciato il racconto del vino con quello del paesaggio e della storia dell’Adriatico.
La collaborazione tra Friuli Venezia Giulia e Istria
Nel suo intervento, Mauro Bordin ha sottolineato come iniziative di questo tipo permettano di promuovere insieme le eccellenze del Friuli Venezia Giulia e dell’Istria, creando occasioni legate a turismo, enogastronomia e conoscenza reciproca dei territori.
Proprio la presenza congiunta di produttori e rappresentanti istituzionali delle due sponde dell’Alto Adriatico ha dato all’incontro un profilo che andava oltre la sola premiazione, mettendo al centro una rete di relazioni costruita su tradizioni condivise e prospettive comuni di sviluppo. Tra i temi emersi anche il patrimonio dei fari di Istria e Dalmazia, affiancato al racconto delle produzioni vitivinicole premiate durante l’iniziativa.