Auto riaffiora dal fiume, dentro un corpo. Nuovi dettagli drammatici: «Aveva le mani legate»

Corpo legato e nascosto tra pneumatici in un’auto nel Tergola a San Giorgio delle Pertiche: indagano i Carabinieri.

09 settembre 2026 09:13
Auto riaffiora dal fiume, dentro un corpo. Nuovi dettagli drammatici: «Aveva le mani legate» -
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SAN GIORGIO DELLE PERTICHE – Era legato e parzialmente nascosto tra alcuni pneumatici l’uomo trovato senza vita all’interno di una Fiat Bravo nera inabissata nel fiume Tergola. Il macabro ritrovamento è avvenuto nella mattinata di martedì 8 settembre in via Del Santo, all’altezza del civico 69, nel territorio comunale di San Giorgio delle Pertiche, in provincia di Padova.

I nuovi elementi emersi trasformano quello che inizialmente poteva sembrare un incidente stradale in un caso dai contorni inquietanti. La posizione del cadavere, il modo in cui sarebbe stato occultato e l’assenza delle targhe sulla vettura sono ora al centro delle indagini.

Il corpo era legato dietro i sedili posteriori

Il cadavere non si trovava regolarmente adagiato sui sedili dell’automobile. Secondo quanto ricostruito finora, l’uomo era dietro la fila dei sedili posteriori, in una posizione compatibile con l’ipotesi che fosse stato caricato attraverso il bagagliaio.

Il corpo sarebbe stato inoltre legato e coperto parzialmente con alcune parti di uno pneumatico, probabilmente nel tentativo di renderne più difficile l’individuazione. All’interno dell’abitacolo sono stati trovati altri due pneumatici, elementi che dovranno essere esaminati insieme al resto del materiale recuperato.

La Fiat Bravo nera era inoltre priva delle targhe, dettaglio che potrebbe indicare la volontà di ostacolare l’identificazione del veicolo e la ricostruzione dei suoi ultimi spostamenti. Ogni ipotesi resta comunque sottoposta agli accertamenti degli investigatori.

La prima scoperta del cadavere nell’auto inabissata nel Tergola aveva immediatamente fatto scattare un vasto intervento delle forze dell’ordine.

L’auto notata da un automobilista

A lanciare l’allarme è stato un automobilista di passaggio, che ha notato una parte della vettura affiorare dalle acque del fiume. La presenza dell’auto nel Tergola ha attirato la sua attenzione e ha portato alla richiesta di intervento.

Una volta raggiunto il punto indicato e avviate le operazioni di recupero, è emersa la presenza del corpo all’interno dell’abitacolo. La zona è stata quindi interessata dai rilievi necessari per raccogliere eventuali tracce e stabilire come e quando la Fiat Bravo sia finita nel corso d’acqua.

Le indagini dei Carabinieri

Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Compagnia di Cittadella, affiancati dai militari del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Padova. Gli accertamenti dovranno chiarire innanzitutto l’identità della vittima, le cause della morte e il periodo durante il quale il corpo è rimasto nell’automobile.

Sul luogo del ritrovamento è arrivato anche il medico legale, incaricato di effettuare una prima ispezione esterna sul corpo.

Gli elementi rilevati durante questo esame preliminare avrebbero portato a ricondurre la morte all’impiego di un’arma da fuoco. Si tratta, al momento, di un’ipotesi investigativa che dovrà essere confermata dagli ulteriori accertamenti medico-legali e dall’autopsia.

Gli esami dovranno stabilire con maggiore precisione la causa e il momento della morte, oltre a verificare la presenza di eventuali ferite o altri segni utili a ricostruire quanto accaduto.

Il recupero della Fiat Bravo dal Tergola

Anche i Vigili del fuoco del Comando provinciale di Padova hanno raggiunto via Del Santo per effettuare il recupero della vettura e mettere in sicurezza l’area interessata dalle operazioni.

L’automobile dovrà essere sottoposta a verifiche tecniche e scientifiche. Nell’abitacolo e nel bagagliaio potrebbero infatti essere presenti impronte, tracce biologiche o altri elementi utili a individuare le persone che hanno utilizzato la vettura prima che finisse nel fiume.

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