San Vito al Tagliamento, la parola ai risparmiatori traditi dalle Banche venete

San Vito al Tagliamento. La sentenza pronunciata nei giorni scorsi dal Tribunale di Vicenza - quattro le condanne e la confisca di beni dei condannati per un ammontare di 963 milioni di euro - segna u...

24 marzo 2021 08:29
San Vito al Tagliamento, la parola ai risparmiatori traditi dalle Banche venete -
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San Vito al Tagliamento. La sentenza pronunciata nei giorni scorsi dal Tribunale di Vicenza - quattro le condanne e la confisca di beni dei condannati per un ammontare di 963 milioni di euro - segna un punto fermo nella storia del risparmio di questa parte d’Italia. Il processo penale è giunto a conclusione.

Fuori dalle aule di giustizia, però, restano le macerie, ma soprattutto i dubbi e le attese dei cittadini, già correntisti delle Banche venete, che aspettano ancora di essere rimborsati. Il Friuli Venezia Giulia è stata scottata da vicino dal caso: per il crack della Banca Popolare di Vicenza sono 12.500 i risparmiatori friulani colpiti nei risparmi, e di essi un migliaio risiedono a San Vito al Tagliamento e dintorni.

Una vicenda delicata sulla quale il Sindaco Antonio Di Bisceglie, in seguito a sollecitazioni da parte di cittadini, già correntisti delle Banche venete, che aspettano ancora di essere rimborsati attraverso il Fir, il Fondo indennizzo risparmiatori, ha scritto al Prefetto di Pordenone “per assumere le iniziative del caso a che i suddetti cittadini abbiano quanto loro dovuto in base alle disposizioni di legge”.

Al contempo, per mantenere alta l’attenzione e ricevere notizie, l’Amministrazione comunale ha organizzato per martedì 23 marzo un incontro rivolto ai risparmiatori traditi delle banche Venete. All’iniziativa trasmessa martedì sera in diretta streaming sul canale Youtube del Comune di San Vito, ha preso parte l’avv. Barbara Puschiasis, protagonista delle battaglie per il giusto riconoscimento dei cittadini truffati.

“La richiesta - afferma l’avv. Barbara Puschiasis, presidente di Consumatori Attivi, che rappresenta migliaia di risparmiatori coinvolti - è che lo Stato metta le laute sanzioni (364 milioni di euro) che incasserà nel Fir e idem dicasi per Banca d’Italia e Consob, le cui ispezioni nel tempo non sono riuscite a far evitare il tracollo della banca. Intanto, i risparmiatori, nonostante la loro determinazione abbia portato alla condanna dei responsabili, sono ancora in attesa dei loro soldi andati in fumo per un sistema che non ha funzionato. Sono ancora in attesa del risarcimento e, nella maggior parte dei casi, dell’indennizzo da parte del Fondo indennizzo risparmiatori”.

Fondo che dopo un anno e mezzo dalla sua messa in opera ha pagato parzialmente solo 25 mila dei 145 mila risparmiatori che hanno fatto domanda per 45,5 milioni di euro su 1,5 miliardi di euro a disposizione derivanti non dai contribuenti ma dai fondi dormienti che altrimenti rimarrebbero nella pancia delle banche e delle assicurazioni. Alla platea collegata dei risparmiatori sanvitesi, Barbara Puschiasis ha ribadito che “tale procedura è troppo lenta e alla fine giunge a riconoscere solo il 30% dei risparmi perduti. E’ ora di dire basta alle lungaggini, è ora dei fatti. Quindi che si aumenti la dotazione del fondo, che si paghi subito il 100% del danno e che si snelliscano le procedure per ottenere il maltolto. Fatti e responsabilità sono già stati accertati in ogni sede e i risparmiatori traditi non possono attendere e sostenere altre spese legali per difendersi anche in considerazione della grave situazione economica che si sta vivendo a causa della pandemia”.

Il processo per il crack della Banca Popolare di Vicenza è durato due anni, con 115 udienze, più di 160 testimoni escussi tra accusa e difesa e circa 8 mila parti civili. Il 19 marzo è stato letto il dispositivo ed entro 90 giorni saranno depositate le motivazioni. Ma nel concreto quali novità per i risparmiatori in attesa? In sintesi, è stato ribadito da Puschiasis che “bisogna attendere il deposito delle motivazioni per capire meglio le argomentazioni che hanno portato a tale decisione”. Inoltre quanto confiscato “servirà per pagare le sanzioni, le spese del processo e i risarcimenti (bisogna vedere se ci sarà capienza). L’eventuale estinzione del reato per prescrizione, in eventuali successivi gradi di giudizio, potrà far venire meno gli effetti penali della sentenza ma non quelli civili ovvero i risarcimenti, e questo comunque è un dato importante”.

Quindi l’unica vera strada per i risparmiatori rimane il Fir: “Ora si velocizzino le procedure e si aumenti l’indennizzo. Auspico che le sanzioni che verranno pagate allo Stato, quelle pagate alle vigilanze e i risarcimenti alle vigilanze stesse servano per rimpinguare il fondo, oltre alle risorse dei fondi dormienti”.

Infine una sollecitazione. “Come associazione sconsigliamo cause civili per la liquidazione dei danni subiti in conseguenza della perdita del valore delle azioni e delle obbligazioni dell'istituto berico. Si tradurrebbero in ulteriori costi di giustizia per il risparmiatore, poi difficilmente recuperabili vista l’incapienza dei condannati. Altro aspetto da tenere in considerazione è che coloro che hanno fatto domanda al Fir e riceveranno l’indennizzo, nel caso in cui ricevano altri rimborsi/risarcimenti dovranno renderli al Fondo sino alla concorrenza dell’indennizzo da questo pagato”.
In conclusione “è necessario mantenere desta l’attenzione a che i cittadini risparmiatori traditi possano riprendere fiducia nelle istituzioni dimostrando esse di corrispondere quanto dovuto”, ha chiosato il Sindaco Antonio Di Bisceglie, confermando la prosecuzione dell’impegno da parte del Comune di San Vito nel caso in questione.

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO LE PRECISAZIONI SEGUENTI

Ill.mo sig.
Direttore “Nordest24”, molti risparmiatori del Friuli – Venezia Giulia ci
stanno interpellando in merito a quanto da Voi pubblicato (San Vito al
Tagliamento la parola ai risparmiatori traditi dalle banche venete) e più
precisamente circa due affermazioni contenute nell’articolo. I brani in
questione sono i seguenti:

…Inoltre quanto confiscato “servirà per pagare
le sanzioni, le spese del processo e i risarcimenti (bisogna vedere se ci sarà
capienza)….

…”Altro aspetto da tenere in considerazione è
che coloro che hanno fatto domanda al Fir e riceveranno l’indennizzo, nel caso
in cui ricevano altri rimborsi/risarcimenti dovranno renderli al Fondo sino
alla concorrenza dell’indennizzo da questo pagato”.

Tali affermazioni hanno destato le curiosità e
preoccupazioni che, come detto, i risparmiatori del Friuli – Venezia Giulia ci
hanno telefonicamente esposto. Riteniamo, pertanto, utile spiegare che:

  1. Le somme di cui il Tribunale di
    Vicenza ha disposto la confisca vanno allo Stato e non hanno assolutamente la
    destinazione di pagare le sanzioni, le spese di processo, i risarcimenti. Per
    cui, la confisca per valore equivalente ad Euro 963.000.000 disposta dal
    Tribunale di Vicenza è totalmente ininfluente per i risparmiatori.
  2. Non e corretto dire che i
    risparmiatori dovranno restituire al Fondo Indennizzo Risparmiatori quanto
    riceveranno come ulteriori rimborsi / risarcimenti. La legge FIR al comma 498
    parla di surroga che è concetto giuridico differente dall’obbligazione alla
    restituzione di somme eventualmente percepite e lo fa in relazione al comma 593
    secondo periodo  che pone  i confini alla possibile surroga che il FIR
    potrebbe esercitare. In buona sostanza vogliamo rassicurare i risparmiatori che
    se prendessero ulteriori denari nelle cause civili non dovranno renderli al
    Fondo

Grato
per lo spazio che vorrete concederci porgo i migliori saluti.

Coordinamento
associazioni Banche Popolari Venete “don Enrico TORTA”

Avv.
Andrea Arman

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