San Vito, la Giunta interviene sulla richiesta di ampliamento di Kronospan Italia
San Vito al Tagliamento, 13 maggio 2021 – Sono cinque le osservazioni contenute nella delibera che la Giunta comunale ha approvato oggi e trasmessa alla Regione Fvg - Direzione centrale difesa dell’am...
San Vito al Tagliamento, 13 maggio 2021 – Sono cinque le osservazioni contenute nella delibera che la Giunta comunale ha approvato oggi e trasmessa alla Regione Fvg - Direzione centrale difesa dell’ambiente, energia e sviluppo sostenibile. Delibera che fa riferimento al progetto relativo all’impianto di produzione di 1.750 m3/giorno di pannello truciolare da legno riciclato che Kronospan Italia ha intenzione di realizzare in Zona industriale Ponte Rosso.
Dal municipio evidenziano che si tratta di una iniziativa rilevante ai fini dell’occupazione ovvero dell’indirizzo di un lavoro sicuro per tutte e per tutti, lavoro coniugato con la salute e l’ambiente, e a tal fine si sono prodotte le osservazioni che rientrano nel procedimento di valutazione di Impatto ambientale nell’ambito del Paur (Provvedimento autorizzatorio unico regionale).
Un tema importante che la Giunta comunale ha deciso di approfondire considerato che “le potenziali interferenze ambientali generate dal nuovo progetto di produzione di pannelli truciolari potranno riguardare le emissioni in atmosfera ma anche gli scarichi idrici, il prelievo dell’acqua di falda con pozzi industriali, l’aumento del traffico pesante, l’impatto acustico, il recupero e la generazione di rifiuti”. Da qui la decisione di effettuare approfondimenti tecnico-scientifici per valutare compiutamente le possibili ricadute avvalendosi anche della collaborazione scientifica del professore Marco Boscolo, docente del Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell’Università degli studi di Trieste.
L’esperto nominato dal Comune di San Vito al Tagliamento, in merito alla caldaia a biomasse che Kronospan Italia intende realizzare, ha precisato: “E’ del tutto da escludersi che possa sottintendere la realizzazione di un inceneritore di rifiuti solidi urbani, stanti peraltro le limitate e ben determinate categorie di rifiuti di legno conferibili in stabilimento”. Per quanto riguarda il camino, “il ricorso a delle altezze rilevanti è da considerarsi positivamente sotto il profilo della salvaguardia ambientale e, contrariamente a quanto comunemente si potrebbe ritenere, corrisponde ad una misura di cautela delle aree di possibile ricaduta”.
Al termine dei vari approfondimenti, la Giunta comunale, acquisito il parere favorevole del Responsabile dell’Area Assetto del Territorio per quanto concerne la regolarità tecnica del progetto di ampliamento Kronospan, ha espresso parere favorevole nella propria materia di competenza ovvero quella urbanistica, ma integrando il parere con cinque osservazioni. Esse hanno pure il significato di svolgere un’azione di salvaguardia attiva, propositiva e migliorativa a favore di tutte le aziende e di tutti i posti di lavoro della Zona industriale Ponte Rosso, andando quest’ultima verso la sua configurazione in Area produttiva ecologicamente attrezzata (Apea).
Di seguito le osservazioni:
Per quanto attiene all’istanza di concessione per derivare, mediante opere di presa da
falda sotterranea, l’acqua funzionale alla realizzazione dell’intervento, per un volume di
prelievo massimo di 127.000 mc/anno (al lordo dei potenziali recuperi di acqua
piovana), la Giunta comunale “invita a ridurre da subito il volume di prelievo massimo
richiesto, al fine di tutelare lo stato quantitativo della risorsa idrica sotterranea, recuperando i 70.000 delle vasche di contenimento”.
Per ridurre gli impatti derivanti dall’aumento di traffico pesante generato dal nuovo
insediamento, “si ritiene debbano essere attentamente perseguite tutte le iniziative
necessarie per rafforzare il trasporto interno della Zipr su rotaia collegandolo allo scalo
ed alla linea Casarsa -Portogruaro che va elettrificata al fine di ridurre drasticamente il
trasporto su gomma”.
In tema di valori di emissione in atmosfera, la Giunta, in osservanza del principio di massima cautela, ritiene “di dover segnalare la necessità inderogabile di adottare dei dispositivi di abbattimento delle emissioni dell’essiccatoio in grado di realizzare una tecnica secondaria, lasciando al gestore la scelta tra quelli che ritiene più vantaggiosi nel caso in specie, come peraltro
previsto dalla normativa vigente”. Per quanto attiene ai limiti delle emissioni in atmosfera “si chiede fin d’ora di fissare valori prossimi ai valori inferiori dei livelli di emissione associati alla BAT (BAT-AEL) stabiliti dalle Bat Conclusion e di prevedere una fase di primo avviamento degli impianti
di durata contenuta (un anno, ad esempio) entro il quale eseguire i controlli periodici
con una frequenza superiore - almeno trimestrale - rispetto a quella prevista dal
proponente nel Piano di monitoraggio e controllo in ambito AIA nel normale esercizio -
annuale.
Per quanto attiene al piano di monitoraggio ambientale, “è necessario che il gestore lo completi con l’individuazione, in concreto, delle matrici ambientali da monitorare, l’individuazione delle aree potenzialmente critiche, dei punti di misura sul territorio, dei criteri specifici per definire gli archi temporali di misura, nonché delle metodiche di prelievo ed analisi. Il piano dovrà contenere, in particolare, lo studio specifico e preliminare dei segnali ambientali che il gestore osserverà per potere monitorare l’impatto dello stabilimento sulle diverse matrici ambientali coinvolte
nell’area di riferimento al fine di potere attivare preventivamente e tempestivamente le
azioni correttive qualora le “risposte” ambientali non siano coerenti con le previsioni
effettuate nell’ambito del processo di VIA”. Il piano di monitoraggio dovrà comprendere
anche l’impatto delle emissioni derivanti dall’incremento del traffico pesante
conseguente all’ampliamento dello stabilimento industriale.
Infine, la Giunta comunale chiede alla Regione Fvg di avviare “fasi sperimentali e di transizione per introdurre l’uso di collanti che utilizzano sostanze alternative alla formaldeide o di collanti a base vegetale, senza formaldeide aggiunta, per la produzione dei pannelli cosiddetti NAF (No Added Formaldeyde). La sperimentazione potrebbe essere avviata in Kronospan ed estesa a tutte le attività produttive simili presenti nel territorio regionale”.
Si chiede inoltre alla Regione di sostenere e potenziare la capacità della Sanità pubblica regionale di condurre accertamenti periodici dello stato di salute della popolazione residente in prossimità dei comprensori industriali attraverso appropriati studi di epidemiologia ambientale atti a individuare per tempo eventuali criticità sanitarie”. A tal fine l’Amministrazione comunale di San Vito al Tagliamento annuncia il suo impegno fin d’ora “a favorire l’avvio di uno di questi studi nell’area territoriale interessata dalle attività produttive insediate e che verranno ad insediarsi nell’ambito del Consorzio industriale Ponte Rosso”.