San Vito misura l’accessibilità con i cittadini: il Comune pilota in Friuli Venezia Giulia

Il Comune pordenonese, primo in Friuli Venezia Giulia nella Rete dei Comuni Sostenibili, punta su dati partecipati e mappature digitali.

04 agosto 2026 13:57
San Vito misura l’accessibilità con i cittadini: il Comune pilota in Friuli Venezia Giulia -
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SAN VITO AL TAGLIAMENTO - A San Vito al Tagliamento l’accessibilità dei luoghi entra nel sistema con cui si misura la sostenibilità del territorio. Il Comune, primo in Friuli Venezia Giulia ad aderire alla Rete dei Comuni Sostenibili, si candida infatti come progetto pilota per costruire un modello di indicatori di sostenibilità sociale affiancato a quelli ambientali già utilizzati, coinvolgendo direttamente residenti, lavoratori e turisti nella valutazione degli spazi.

La novità parte da una base già definita: il PEBA comunale è stato appena approvato. Da qui l’amministrazione punta a un monitoraggio continuo e partecipato della città, aperto non soltanto a chi ha esigenze specifiche, ma a chiunque viva o frequenti San Vito al Tagliamento. L’obiettivo è raccogliere informazioni utili sulla fruibilità reale dei luoghi, così da capire non solo se uno spazio sia accessibile, ma anche per quali esigenze lo sia davvero.

A supportare il percorso c’è Willeasy, PMI innovativa specializzata nella raccolta e nell’elaborazione di dati sull’accessibilità, attraverso la piattaforma Accessibilità Partecipata e l’app I Am a Willer. Il sistema consente a chi attraversa la città di valutare i luoghi frequentati, segnalando criticità ma anche soluzioni che funzionano. I dati possono poi essere letti per tipologia di esigenza, offrendo all’amministrazione un quadro più preciso rispetto a una semplice classificazione generale.

Come funziona il monitoraggio partecipato

Il progetto punta a trasformare l’accessibilità in un indicatore stabile, al pari di qualità dell’aria, verde urbano o raccolta differenziata. In questo caso, però, il dato nasce dall’esperienza diretta di chi usa gli spazi: cittadini, lavoratrici e lavoratori, visitatori.

Il monitoraggio in logica PEBA diventa così uno strumento di analisi continua del territorio e non soltanto un adempimento tecnico. La raccolta delle valutazioni serve a costruire una conoscenza aggiornata della città, utile sia per programmare interventi sia per comunicare in modo chiaro il livello di accessibilità dei singoli luoghi.

Il tema riguarda una platea ampia. Secondo i dati ISTAT più recenti citati nel progetto, in Italia le persone con limitazioni gravi nelle attività quotidiane sono 2,9 milioni, ma spazi più fruibili risultano utili anche ad anziani, famiglie con bambini piccoli e persone con difficoltà temporanee.

Coinvolti anche negozi, bar, ristoranti e strutture ricettive

Il percorso potrebbe estendersi anche alle attività commerciali e ricettive del centro. L’idea è mettere a disposizione informazioni di accessibilità dei locali prima ancora dell’arrivo sul posto, dall’ingresso agli spazi interni.

Per ristoranti e bar la rilevazione comprenderebbe anche indicazioni legate all’alimentazione, come celiachia, allergie e intolleranze, dati che per molti utenti sono decisivi nella scelta di un locale. Per gli esercenti, questo sistema può diventare anche uno strumento di visibilità verso una clientela che spesso rinuncia a spostarsi quando non trova informazioni certe e verificabili.

Il gemello digitale di tre edifici pubblici

In parallelo è prevista la realizzazione del gemello digitale di tre edifici pubblici, tra cui il palazzo storico sede del municipio. Si tratta di una riproduzione navigabile degli ambienti, pensata per permettere ai cittadini di esplorare gli spazi prima di recarsi sul posto.

Le informazioni saranno raccolte tramite Willeasy Rileva, il servizio di mappatura professionale dell’azienda. In questo modo chi deve accedere agli edifici pubblici potrà conoscere in anticipo caratteristiche e possibili criticità degli ambienti.

I dati regionali: solo il 6,4% ha una doccia davvero fruibile

Il progetto si inserisce in un contesto regionale che dispone già di una base informativa ampia. Grazie alle mappature raccolte da PromoTurismoFVG e pubblicate sul portale FVG per tutti, Willeasy ha analizzato i dati relativi a 714 strutture tra ristoranti e alberghi del Friuli Venezia Giulia.

Dall’analisi è emerso che solo il 6,4% delle strutture dispone di una doccia realmente fruibile da una persona in sedia a rotelle. Un dato che, più di altri, mostra quanto sia importante una descrizione dettagliata dell’accessibilità: non basta sapere se un luogo è accessibile in generale, serve capire per quali necessità lo sia concretamente.

La proposta di San Vito alla rete dei Comuni sostenibili

Secondo Federica Del Frè, consigliera delegata al bilancio e referente del Comune di San Vito al Tagliamento per la Rete dei Comuni Sostenibili, l’amministrazione ha scelto di dotarsi di strumenti capaci di misurare gli effetti concreti delle proprie azioni sulla vita dei cittadini, sperimentando una partecipazione collettiva sulla fruibilità reale del territorio.

Nel progetto vengono richiamate anche due esperienze distinte in cui lo stesso strumento può rispondere a obiettivi diversi: da una parte sostenere la costruzione di un piano, dall’altra alimentare una conoscenza permanente del territorio. Per San Vito il perimetro appare più ampio e comprende sia le attività economiche sia il gemello digitale degli edifici pubblici già inserito nel piano.

Per le amministrazioni, il nodo non riguarda solo gli obblighi normativi. Un territorio che conosce e comunica il proprio grado di accessibilità può diventare più attrattivo per residenti, imprese e visitatori e misurare i progressi con lo stesso rigore usato per gli indicatori ambientali. È questa la direzione che San Vito al Tagliamento intende proporre agli altri Comuni della Rete.

William Del Negro, fondatore di Willeasy, descrive il sistema come un pannello di controllo destinato ad arricchirsi nel tempo: ogni valutazione dei cittadini e ogni scheda compilata da un’attività economica aggiungono infatti nuovi dati a un quadro in costante aggiornamento. I primi due Comuni che hanno adottato questo strumento, viene sottolineato, si trovano proprio in Friuli Venezia Giulia.

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