Sanità in Friuli Venezia Giulia, 15 posti per infermieri dall’estero con UniUd
La Giunta regionale approva la convenzione con l’Università di Udine: contributo annuo di 15mila euro e obbligo di lavoro nel Ssr.
TRIESTE - La Regione Friuli Venezia Giulia prova a intervenire sulla carenza di personale infermieristico con un progetto sperimentale che partirà dall’anno accademico 2026/2027. La Giunta regionale ha approvato la convenzione con l’Università di Udine per avviare un programma di scambi internazionali nella formazione sanitaria, con un primo contingente di 15 posizioni riservate a laureati provenienti da Argentina e Ghana.
L’obiettivo dichiarato è rafforzare nel tempo il sistema sanitario regionale, in un quadro segnato dalla difficoltà di reperire infermieri e dal rischio di ricadute sull’erogazione dei Livelli essenziali di assistenza. Il progetto si affianca ai premi di studio già attivi e punta a creare un percorso strutturato di inserimento formativo e professionale.
Come funziona il progetto
I candidati, già laureati nei rispettivi Paesi, dovranno affrontare la prova di equipollenza prevista dalla normativa. Una volta superato questo passaggio, saranno iscritti direttamente al secondo o al terzo anno del corso di laurea in Infermieristica dell’Università di Udine, così da conseguire il titolo in Italia.
Per ogni studente è previsto un sostegno economico annuo di 15.000 euro per tutta la durata del percorso formativo. Il contributo coprirà spese di viaggio, alloggio, tasse di iscrizione, assicurazione medica, borsa di mobilità e partecipazione ai corsi di lingua italiana.
I vincoli su studio e lavoro
La convenzione stabilisce anche condizioni precise per mantenere il beneficio. Sul piano accademico, gli studenti dovranno frequentare i corsi in modo consecutivo e conseguire almeno il 60 per cento dei crediti formativi annuali attesi.
Dopo la laurea scatterà invece un vincolo occupazionale: i beneficiari dovranno partecipare alle procedure selettive del Servizio sanitario regionale nei tre anni successivi al conseguimento del titolo. In caso di assunzione, avranno l’obbligo di restare negli enti del Ssr per almeno cinque anni.
Se verranno meno i requisiti accademici o non saranno rispettati gli obblighi previsti, il sostegno economico sarà revocato con decadenza immediata dal beneficio.
Il ruolo di Regione e Università di Udine
All’Università di Udine, e in particolare al Dipartimento di Medicina, spetteranno i rapporti con gli atenei stranieri con cui l’ateneo friulano ha sviluppato relazioni bilaterali negli ultimi mesi, oltre alla gestione accademica del progetto. UniUd seguirà i bandi di selezione, la rendicontazione e l’erogazione materiale dei contributi, assicurando anche tutor didattici dedicati agli studenti coinvolti.
La Regione finanzierà invece l’intera sperimentazione, trasferendo le risorse all’ateneo già nell’ambito del bilancio pluriennale 2026-2028.
La posizione della Regione
Secondo l’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi, il progetto rappresenta una delle strategie strutturali pensate per rispondere alla carenza di infermieri nel sistema sanitario. L’assessore ha spiegato che il tema dell’emigrazione e dell’immigrazione, se affrontato con percorsi definiti e regole chiare, può diventare un’opportunità anche nella formazione sanitaria.
Lo schema di convenzione approvato dalla Giunta, per come è stato costruito, potrà inoltre essere applicato non solo all’Università di Udine ma, in prospettiva, anche ad altre istituzioni accademiche del territorio.