Sanità veneta, mozione M5S su assunzioni e appalti nelle Ulss: regole per sanzionare i dg
Il consigliere regionale del M5S propone un atto di indirizzo per definire criteri e sanzioni in caso di violazioni da parte dei direttori.
VENEZIA - Una mozione per fissare regole regionali più chiare su assunzioni, nomine e appalti nelle Ulss del Veneto. L’ha depositata in Consiglio regionale il capogruppo del Movimento 5 Stelle Flavio Baldan, con la sottoscrizione della capogruppo de Le Civiche Venete Rossella Cendron, chiedendo alla giunta regionale di adottare linee di indirizzo per sanzionare eventuali violazioni del principio di imparzialità da parte dei direttori generali.
Il punto sollevato dal consigliere riguarda l’assenza, in Veneto, di una cornice procedurale specifica che indichi come valutare i casi in cui non venga rispettato il principio di imparzialità nelle selezioni per nuovi incarichi o nell’affidamento di commesse. Secondo Baldan, una disciplina di questo tipo servirebbe a ridurre i margini di incertezza applicativa e a tutelare sia i poteri della Regione sia le garanzie del contraddittorio.
Cosa chiede la mozione
La proposta impegna la giunta Stefani ad adottare un atto di indirizzo simile a quello recentemente approvato dalla Regione Campania, indicato da Baldan come riferimento. In quel caso, spiega il consigliere, un disciplinare definisce i criteri procedurali per la valutazione dei direttori generali delle aziende sanitarie quando emergano violazioni del principio di imparzialità.
Baldan richiama anche il decreto legislativo 502 del 1992, che già prevede, in presenza di tali violazioni, la risoluzione del contratto del direttore generale interessato, con dichiarazione di decadenza e sostituzione. Per il consigliere, però, senza criteri preventivamente definiti e uniformi manca una base operativa chiara per applicare queste disposizioni.
Il nodo tra risultati e violazioni di legge
Nella mozione viene distinta la verifica dei risultati e degli obiettivi del direttore generale, che incide sulla conferma o sulla decadenza dell’incarico, da un’altra fattispecie: il grave inadempimento per violazione di legge o dei principi di buon andamento e imparzialità previsti dalla normativa.
Secondo Baldan, proprio questa differenza rende necessario un atto regionale che specifichi indici di imputabilità e livelli progressivi di gravità, senza introdurre nuove cause di decadenza né automatismi. L’obiettivo dichiarato è definire un quadro più preciso, che lasci tutele al dirigente ma allo stesso tempo renda più chiaro quando e come la Regione può intervenire.
Il riferimento alla delibera veneta 276
Nel testo viene ricordato che la Regione del Veneto ha già sottoscritto protocolli d’intesa e patti di integrità con sindacati confederali e associazioni di categoria sul tema degli appalti, con finalità di trasparenza e contrasto alla concorrenza sleale.
Baldan osserva però che la recente delibera 276 della Giunta veneta, quella che definisce gli obiettivi di funzionamento dei servizi delle Ulss per l’anno in corso, pur richiamando la valutazione annuale dei direttori generali non menziona il principio di imparzialità nelle procedure selettive.
Da qui la richiesta di un intervento formale del Consiglio regionale. Nelle parole del consigliere, la finalità è mettere nero su bianco che le decisioni delle aziende sanitarie devono restare ancorate al merito e alle regole, senza condizionamenti esterni o interessi di parte.