Trieste, oltre 99mila euro di sanzioni nei controlli ambientali della Guardia Costiera
Operazione Clean Waters 2.0: contestate irregolarità anche su 350 tonnellate di rifiuti
TRIESTE - Superano i 99mila euro le sanzioni amministrative elevate dalla Guardia Costiera nel corso dei controlli ambientali svolti nel capoluogo giuliano nell'ambito dell'operazione Clean Waters 2.0. Nel bilancio dell'attività rientrano anche irregolarità contestate sulla gestione di 350 tonnellate di rifiuti.
L'intervento, condotto dalla Capitaneria di porto di Trieste, si inserisce in una campagna di vigilanza dedicata alla tutela dell'ambiente marino e costiero. Al centro delle verifiche ci sono in particolare la gestione dei rifiuti, il rispetto della normativa ambientale e il corretto svolgimento delle attività sottoposte a controllo.
I due dati più rilevanti emersi finora sono proprio l'ammontare complessivo delle multe e il quantitativo di rifiuti finito nelle contestazioni, elementi che danno la misura del peso attribuito agli accertamenti conclusi in questa fase.
Il bilancio dell'operazione
Le verifiche della Guardia Costiera sono state svolte nell'ambito di Clean Waters 2.0, iniziativa mirata a contrastare condotte irregolari con possibili ricadute sul mare, sulla fascia costiera e sulle aree portuali. Per il momento non sono stati diffusi ulteriori dettagli sui singoli destinatari dei provvedimenti né sul quadro completo delle violazioni accertate.
Resta però significativo il bilancio complessivo dei controlli: oltre 99mila euro di sanzioni amministrative e contestazioni che riguardano centinaia di tonnellate di rifiuti. Un dato che richiama l'attenzione sulla tracciabilità dei materiali e sulla corretta gestione in un ambito particolarmente sensibile sotto il profilo ambientale.
Controlli su mare, costa e aree portuali
In un territorio come quello triestino, dove porto, logistica e attività produttive convivono a stretto contatto con il mare, i controlli ambientali hanno un impatto concreto. L'obiettivo dell'operazione è prevenire e reprimere comportamenti non conformi che possono avere conseguenze sulla sicurezza ambientale e sulla tutela delle acque.
Il quadro reso noto finora conferma quindi un'azione di vigilanza ampia da parte della Capitaneria di porto di Trieste, concentrata sugli aspetti considerati più delicati nel rapporto tra attività economiche, rifiuti e ambiente marino.
Al momento, il dato certo resta quello comunicato nel bilancio finale dell'attività: sanzioni per oltre 99mila euro e irregolarità contestate su 350 tonnellate di rifiuti nei controlli ambientali eseguiti dalla Guardia Costiera a Trieste.