Dal torrente Alberone al premio a Trieste: la storia di Aire, Ariel e Aran Cosentino

I fratelli Baricchi Bombardier e Aran Cosentino sono stati premiati per il gesto che ha evitato rischi lungo il torrente Alberone.

A cura di Web Team Web Team
23 settembre 2026 09:24
Dal torrente Alberone al premio a Trieste: la storia di Aire, Ariel e Aran Cosentino -
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SAVOGNA - Due bambini delle Valli del Natisone, Aire e Ariel Baricchi Bombardier, sono stati premiati a Trieste per aver segnalato un ordigno bellico inesploso trovato nel torrente Alberone. Con loro è stato riconosciuto anche Aran Cosentino, fotografo e attivista ambientale che da anni segue la tutela del corso d’acqua e ha portato la loro storia all’attenzione della giuria del festival.

Il riconoscimento è arrivato durante il Festival Internazionale delle Giovani Eccellenze, ospitato nel Salone di Rappresentanza del Palazzo della Regione in Piazza Unità d’Italia a Trieste. I due fratelli, residenti tra i boschi della valle, sono stati inseriti tra i finalisti under 12 della categoria “Nuovi Orizzonti” per il senso civico dimostrato nel segnalare alle autorità la presenza dell’ordigno.

Il ritrovamento nel torrente Alberone

L’episodio risale al 12 giugno 2025. Aire, che ha quasi 9 anni, e Ariel, che nel 2026 compirà 12 anni, stavano giocando tra i sassi del torrente Alberone insieme all’amica Mabel quando hanno notato un oggetto sospetto. Hanno interrotto subito il gioco e hanno avvisato i genitori, permettendo la messa in sicurezza di un tratto del corso d’acqua.

Il gesto, poi raccontato anche nell’articolo sui fratelli Baricchi Bombardier premiati per senso civico, viene ricondotto anche al lavoro di prevenzione fatto in famiglia. Poco tempo prima, infatti, il padre Andrea aveva mostrato ai figli alcuni video sulla vicenda di Nicolas Marzolino.

L’incontro con Nicolas Marzolino

Marzolino, oggi consigliere nazionale dell’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra, nel marzo 2013 rimase gravemente ferito a Novalesa, in Val di Susa, per l’esplosione di una bomba Breda 35 della Seconda Guerra Mondiale: perse la vista e la mano destra. Da allora porta avanti un’attività di testimonianza nelle scuole italiane per sensibilizzare i ragazzi sui pericoli degli ordigni inesplosi.

La vicenda di Savogna lo ha colpito al punto da spingerlo a raggiungere Udine per incontrare di persona Aire, Ariel e Mabel, coinvolgendoli in un’intervista. Secondo quanto ricostruito, senza quella educazione preventiva il ritrovamento a Ieronizza, a pochi chilometri da Caporetto, avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi.

Il premio a Trieste e il ruolo di Aran Cosentino

Per i due giovanissimi il diploma di eccellenza è stato consegnato da Paola Lorena Bucovaz, vicepresidente dell’associazione Friuli Ponti di Pace “Scuola di Pace”, con questa motivazione: “per l’alto valore civico ed il coraggioso senso di responsabilità dimostratosi nel segnalare la presenza di un ordigno esplosivo alle autorità”.

A fare da collegamento tra la storia dei bambini e il festival è stato Aran Cosentino, 24enne delle Valli del Natisone, studente magistrale, fotografo e attivista. Da dieci anni è portavoce del Comitato “Amici del torrente Alberone” e, nell’ambito del festival, ha lavorato come fotografo, co-responsabile dell’ufficio stampa e segnalatore di giovani talenti. È stato lui a sottoporre il gesto di Aire e Ariel alla giuria.

Cosentino è stato a sua volta premiato nella stessa occasione con una borsa di studio e con il Premio dell’Ordine Caritatevole e Cavalleresco di S. Stanislao, consegnato dal Conte Alexander Graff de Pancsova dell’Ordine austriaco di San Stanislao, con il sostegno della Famiglia d’Este. La cerimonia rientrava nel Festival Internazionale delle Giovani Eccellenze, appuntamento dedicato ai percorsi di merito e impegno giovanile.

Un legame nato nella Val Alberone

Aire e Ariel, nati a Milano e trasferiti da pochi anni nelle Valli del Natisone, seguono un percorso di istruzione parentale. La loro formazione comprende judo, musica, robotica, arte e studio di lingue straniere, insieme a una scelta alimentare vegetariana tendente al vegano. Nel racconto della loro famiglia, il torrente Alberone e i boschi alle pendici del Matajur sono diventati il centro delle loro esplorazioni quotidiane.

Per Cosentino, il gesto dei due fratelli rappresenta un passaggio generazionale nella cura del territorio, lo stesso che lui difende fin da quando aveva 14 anni. Alla fine della premiazione di Trieste ha commentato che conoscere e frequentare giovani di talento gli dà speranza e lo spinge a dare il meglio di sé.

I festeggiamenti per i premiati si sono conclusi il giorno successivo con una cena di gala e balli ottocenteschi in onore dell’Imperatrice Sissi.

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