Schermi d’Amore 2027 a Verona: guida per candidare film e cortometraggi
Il festival torna dal 22 al 25 aprile. Candidature già aperte, con due scadenze, quote diverse e materiali obbligatori: ecco cosa devono sapere autori, produttori e scuole del Veneto.
VERONA – Schermi d’Amore torna a Verona dal 22 al 25 aprile 2027 e, prima ancora che sia annunciato il programma per il pubblico, ha aperto il passaggio che interessa direttamente chi fa cinema: le candidature per il concorso internazionale di lungometraggi e per quello dei cortometraggi. Per autori, produttori, scuole e piccole realtà audiovisive del Veneto non è un dettaglio da archiviare con largo anticipo. Le date sono già fissate, l’invio passa da una sola piattaforma e il regolamento elenca materiali, sottotitoli e condizioni che conviene preparare senza aspettare febbraio.
Il ritorno del festival ha una portata cittadina: il Comune di Verona lo presenta come una nuova edizione, denominata 30+1, dello storico appuntamento nato nel 1996. Il programma della manifestazione arriverà più avanti e non sono ancora disponibili sedi, orari delle proiezioni o biglietti per il pubblico. C’è però già una guida concreta per chi vuole proporre un’opera: il calendario comunicato dal Comune di Verona e il regolamento pubblicato sulla piattaforma ufficiale permettono di mettere in ordine gli adempimenti, distinguendo ciò che è confermato da ciò che dovrà essere annunciato.
Le date da segnare: festival dal 22 al 25 aprile, domande entro marzo
Schermi d’Amore si svolgerà a Verona da giovedì 22 a domenica 25 aprile 2027. La prima finestra utile, definita early bird, termina il 1° febbraio 2027; la chiusura delle candidature è fissata al 1° marzo. La comunicazione degli esiti è prevista entro il 31 marzo. Non sono quindi date intercambiabili: chi presenta il progetto entro febbraio accede alla tariffa iniziale, mentre l’ultima finestra costa di più.
Le candidature sono aperte dal 21 ottobre 2026. In una sezione inglese della piattaforma compare una diversa data di apertura, ma il regolamento specifica che il testo italiano è quello ufficiale; per chi deve presentare un’opera in Italia il riferimento prudente resta dunque la pagina italiana e il calendario esposto dal Comune. Gli organizzatori si riservano la possibilità di prorogare i termini per esigenze organizzative: una facoltà non va però interpretata come una proroga già concessa. Fino a un eventuale avviso ufficiale, il 1° marzo resta la data da rispettare.
La scelta del periodo non è casuale. Il 25 aprile cade nell’ultimo giorno del festival e potrebbe rendere Verona più frequentata; è un’informazione utile per chi fosse poi selezionato e dovesse programmare viaggio o permanenza, ma non equivale a un invito né a una garanzia di ospitalità. Il regolamento disponibile riguarda la selezione, non pubblica ancora condizioni di viaggio per gli autori selezionati.
Quali opere possono concorrere
Il concorso principale accoglie lungometraggi di finzione e animazione, italiani o internazionali, legati al tema del festival: amore, sentimenti, melodramma e relazioni umane. La durata richiesta è di almeno 60 minuti, titoli inclusi. Possono essere iscritti lavori completati nei due anni precedenti lo svolgimento della rassegna, quindi dal mese di aprile 2025 in avanti.
Il concorso cortometraggi è separato e segue parametri diversi. Sono ammessi lavori di finzione e animazione sul tema del festival, italiani, europei e internazionali, con durata fino a 20 minuti, titoli inclusi, e completati dal mese di aprile 2025. Non è una sezione minore da usare come ripiego: la pagina del festival prevede una giuria giovani, un premio al miglior corto e menzioni speciali, mentre il programma annuncia anche proiezioni fuori concorso di titoli d’autore e di lavori young legati al Believe Film Festival.
Per il lungometraggio sono annunciate otto opere in concorso; otto saranno anche i titoli della sezione cortometraggi. Il numero ristretto rende essenziale una candidatura completa e leggibile. Non basta che un film rientri nella durata: chi lo propone deve permettere alla commissione di individuarne con chiarezza lingua, anno, sinossi, crediti e disponibilità dello screener.
Come si invia la candidatura e quanto costa
L’invio si effettua esclusivamente attraverso la pagina FilmFreeway di Schermi d’Amore. Non sono previste candidature via email, trasferimenti di file inviati autonomamente o consegne a mano: il regolamento dice espressamente che opere e materiali trasmessi con canali diversi non saranno accettati né visionati. È quindi sensato creare o aggiornare il profilo sulla piattaforma prima di arrivare all’ultimo giorno.
Per i lungometraggi la quota early bird è di 30 euro fino al 1° febbraio; nella fase late sale a 50 euro fino al 1° marzo. Per i cortometraggi la quota è di 10 euro nella prima finestra e 15 euro nella seconda. Gli iscritti Gold della piattaforma visualizzano le tariffe ridotte indicate dal portale: 27 e 45 euro per i lungometraggi, 9 e 13,50 euro per i corti. Le quote sono legate alla candidatura e non sono il costo di un biglietto per assistere al festival; chi lavora su più titoli deve verificare sulla scheda della singola opera che tutti i dati siano caricati correttamente prima del pagamento.
La regola operativa più semplice è questa: non caricare un trailer al posto del film. Il requisito centrale è uno screener completo, accessibile con un link riservato e, se necessario, con password. Il link e i materiali devono restare attivi almeno fino a 30 giorni dopo la conclusione della manifestazione. Se la password cambia, il link scade o il file viene sostituito dopo l’invio senza aggiornare la scheda, il rischio è che l’opera non sia visionabile.
La checklist: cosa preparare prima di aprire FilmFreeway
Il regolamento chiede più di un modulo essenziale. Oltre allo screener completo, la candidatura deve contenere titolo originale e internazionale, anno e Paese di produzione, durata, lingua originale, cast artistico e tecnico, sinossi breve e lunga, biografia e filmografia del regista. Vanno poi preparate fotografie di scena e di backstage in alta risoluzione, la locandina ufficiale in alta risoluzione, il trailer se disponibile e i dati di produttore, distributore e referente.
La richiesta di materiali è utile anche a chi lavora in autoproduzione. Prima dell’invio conviene nominare i file in modo coerente, verificare chi possiede gli accessi allo screener e scegliere un referente che possa rispondere rapidamente. Non occorre riempire la scheda con informazioni promozionali non richieste: è più importante evitare dati discordanti, come una durata diversa tra il campo della piattaforma e i titoli di coda, oppure una sinossi italiana incollata nello spazio destinato a quella internazionale.
Un controllo va riservato ai sottotitoli. Le opere in lingua italiana devono avere sottotitoli in inglese; le opere in lingua diversa dall’italiano devono essere corredate di sottotitoli in italiano. È una condizione indicata per l’iscrizione, non un elemento da rimandare al momento della selezione. Per un autore veneto che presenta un corto in dialetto, la scelta prudente è verificare con l’organizzazione come rendere accessibile l’opera, anziché supporre che sottotitoli solo italiani o solo inglesi siano sufficienti.
Che cosa succede dopo l’invio
La candidatura non equivale alla selezione e il pagamento non crea un diritto alla programmazione. Il festival prevede una commissione di selezione e comunica gli esiti entro il 31 marzo 2027. Per i lungometraggi sono annunciati premi per miglior film, regia, interpretazione femminile, interpretazione maschile e premio speciale della giuria; per i corti sono previsti miglior cortometraggio, menzioni speciali e premio del pubblico.
Il regolamento consente alla direzione artistica, alla commissione e alla segreteria di chiedere ulteriore documentazione quando necessaria. Questo è il motivo pratico per cui la casella di posta indicata nella domanda deve restare attiva e presidiata fino a dopo l’esito. In caso di selezione, le specifiche tecniche e le ulteriori richieste potrebbero riguardare materiali di proiezione e comunicazione: non sono ancora un calendario per il pubblico, quindi non vanno anticipate con informazioni non pubblicate.
Una candidatura locale dentro una città che lavora sul cinema
Schermi d’Amore non nasce nel vuoto. Verona ha ospitato nel 2026 una preview del format durante Verona in Love e il Comune attribuisce al rilancio una dimensione di proiezioni, incontri, masterclass, retrospettive e attività formative. Per chi sta costruendo un percorso nel settore audiovisivo, il valore della candidatura sta anche nel confrontarsi con un festival che dichiara di voler unire opere internazionali e nuovi linguaggi, senza trasformare questo obiettivo in una promessa automatica di visibilità.
La città ha già mostrato come una proposta culturale possa essere diffusa e richiedere informazioni pratiche puntuali: dalla guida alle sale del cinema di quartiere per la Festa dei Nonni agli appuntamenti di arti visive raccontati nella guida di ArtVerona e delle mostre in città. Schermi d’Amore avrà un’altra scala e un altro pubblico, ma la lezione organizzativa è identica: date, condizioni di accesso e sedi vanno controllate sul canale ufficiale, senza dedurle da edizioni passate o annunci preliminari.
Per ora, dunque, la scelta utile per autori e produttori è preparare l’opera e la sua documentazione; per gli spettatori è segnare le date del 22-25 aprile e attendere il programma. La piattaforma del festival e il Comune sono le fonti da seguire per eventuali cambiamenti. Candidarsi in anticipo permette di usare la tariffa early bird e, soprattutto, di risolvere con calma i punti che più spesso bloccano un invio: sottotitoli, password, diritti sui materiali e completezza della scheda.