Bracciante ferito e lasciato davanti all’ospedale di Bassano, denuncia della Cgil

L’uomo, 56 anni e di nazionalità indiana, sarebbe stato impiegato irregolarmente in un’azienda agricola del Vicentino.

31 maggio 2026 15:43
Bracciante ferito e lasciato davanti all’ospedale di Bassano, denuncia della Cgil -
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BASSANO DEL GRAPPA - Un lavoratore agricolo di 56 anni, di nazionalità indiana, è rimasto gravemente ferito durante il lavoro nelle campagne vicentine ed è stato poi lasciato dai datori di lavoro nei pressi dell’ospedale San Bassiano invece di essere soccorso subito sul posto. L’episodio, avvenuto nel territorio di Schiavon, è al centro dell’intervento della Cgil di Vicenza, che parla di un fatto gravissimo sul fronte della sicurezza e dello sfruttamento lavorativo.

Secondo la ricostruzione riferita dal sindacato sulla base degli accertamenti delle forze dell’ordine, l’uomo sarebbe stato impiegato in modo irregolare in un’azienda agricola della zona. Durante l’attività sarebbe precipitato da un’altezza di circa tre metri, riportando diverse fratture. Invece di chiamare i soccorsi, i titolari dell’azienda lo avrebbero caricato in auto fino a Bassano del Grappa, lasciandolo ferito e sanguinante vicino al pronto soccorso per poi allontanarsi.

Un caso che richiama da vicino un altro episodio avvenuto nel Vicentino, quello dell’operaio ferito in un maneggio abbandonato, anche in quel caso legato a un contesto di lavoro irregolare e a gravi responsabilità da accertare.

I numeri degli infortuni nel Vicentino

Nel suo intervento, la Cgil inserisce quanto accaduto in un quadro più ampio segnato da lavoro nero, sfruttamento della manodopera e forte esposizione dei lavoratori migranti. I dati citati dal sindacato indicano che nel 2025 in provincia di Vicenza sono state registrate 13.138 denunce di infortunio, in lieve aumento rispetto alle 13.090 dell’anno precedente.

Più pesante il dato sulle vittime sul lavoro: nel 2025 i morti sono stati 19, oltre il doppio rispetto agli 8 registrati nel 2024. Per la Cgil si tratta di un andamento che impone un rafforzamento delle misure di prevenzione e dei controlli.

Particolarmente significativo, secondo il sindacato, il dato che riguarda i lavoratori stranieri, coinvolti nel 39% degli infortuni denunciati nella provincia vicentina pur rappresentando una quota inferiore della forza lavoro complessiva. Un elemento che viene collegato a precarietà occupazionale, difficoltà linguistiche e formative, maggiore esposizione a mansioni rischiose e condizioni di sfruttamento.

Bracciante ferito e lasciato davanti all’ospedale di Bassano, denuncia della Cgil
Bracciante ferito e lasciato davanti all’ospedale di Bassano, denuncia della Cgil

Il quadro in Veneto e la richiesta di più ispezioni

La situazione resta pesante anche su scala regionale. Nel primo trimestre del 2026, ricorda la Cgil, in Veneto sono state contate 21 vittime sul lavoro: 16 in occasione di lavoro e 5 in itinere. L’indice di mortalità è pari a 7,3 decessi per milione di occupati, sopra la media nazionale di 5,7. Il Veneto viene indicato come zona rossa.

Per il sindacato servono più organici ispettivi, controlli più frequenti nei luoghi di lavoro, contrasto più efficace al lavoro nero e applicazione rigorosa delle norme contro caporalato e sfruttamento. La Cgil chiede anche interventi sulle condizioni che rendono più ricattabili i lavoratori migranti, con percorsi di regolarizzazione, diritti e tutele effettive.

Il segretario generale della Cgil di Vicenza, Giancarlo Puggioni, definisce quanto avvenuto a Schiavon “una delle pagine più vergognose” vissute dal territorio negli ultimi anni sul fronte dello sfruttamento lavorativo. Secondo Puggioni non si tratta solo di un grave incidente, ma di un comportamento disumano che calpesta la dignità della persona. Da qui la richiesta, in linea con le posizioni della Flai Cgil nazionale e regionale, di ispezioni a tappeto e di un potenziamento immediato degli organi ispettivi.

Nel suo intervento il sindacato richiama anche la necessità di superare il combinato disposto della legge Bossi-Fini e dei Decreti Flussi, ritenuti strumenti che aumentano la vulnerabilità dei lavoratori migranti, e chiede l’applicazione rigorosa della Legge 199 contro il caporalato e lo sfruttamento.

La Cgil di Vicenza ha infine espresso vicinanza al lavoratore ferito e alla sua famiglia, annunciando che seguirà gli sviluppi della vicenda perché vengano accertate tutte le responsabilità. Nella ricostruzione del sindacato viene ricordata anche la tragedia di Satnam Singh, abbandonato agonizzante nelle campagne dell’Agropontino due anni fa, come precedente che riporta al centro il tema del lavoro nero e dello sfruttamento dei braccianti.

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