San Donà di Piave, tensione alla Peg Perego: 8 ore di sciopero e stato di agitazione

Sciopero totale alla Peg Perego di San Donà di Piave contro il trasferimento del reparto montaggio. Sindacati proclamano stato di agitazione.

11 marzo 2026 20:09
San Donà di Piave, tensione alla Peg Perego: 8 ore di sciopero e stato di agitazione -
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SAN DONÀ DI PIAVE (VE)Adesione totale allo sciopero nello stabilimento Peg Perego di San Donà di Piave, dove lavoratori e lavoratrici hanno incrociato le braccia per otto ore proclamando anche lo stato di agitazione. La protesta è stata promossa dalle organizzazioni sindacali Fim e Fiom di Venezia insieme alle RSU dopo la comunicazione ricevuta dalla direzione aziendale nella giornata di martedì 10 marzo.

Al centro della mobilitazione c’è la decisione dell’azienda di trasferire l’intero reparto montaggio, scelta che i sindacati definiscono inaccettabile e in contrasto con quanto emerso durante il tavolo ministeriale del 3 febbraio scorso, quando la proprietà si era impegnata a garantire continuità occupazionale nei due siti italiani di Arcore e San Donà.

Secondo i rappresentanti sindacali, il trasferimento delle linee produttive rischierebbe di indebolire gravemente lo stabilimento veneto, mettendo a rischio una parte consistente dell’occupazione locale.

Sciopero di 8 ore e nuove iniziative di protesta

La protesta di oggi ha visto la partecipazione compatta dei dipendenti, con l’interruzione delle attività produttive per l’intero turno di lavoro.

Oltre allo sciopero già effettuato, i sindacati hanno annunciato un ulteriore pacchetto di 8 ore di sciopero, che sarà gestito dalle RSU e potrà essere utilizzato nei prossimi giorni con modalità che verranno stabilite di volta in volta.

La mobilitazione potrebbe quindi proseguire anche nelle prossime settimane con nuove iniziative di protesta, mentre i lavoratori chiedono chiarimenti sul futuro dello stabilimento.

Il tema della tenuta del tessuto produttivo nel Nordest resta centrale, in una fase in cui il territorio sta affrontando diverse sfide industriali e occupazionali. Il sistema economico locale è chiamato infatti a confrontarsi con trasformazioni profonde, come quelle legate all’innovazione tecnologica e ai nuovi modelli produttivi discussi anche negli incontri sull’intelligenza artificiale e la trasformazione del lavoro.

La preoccupazione dei lavoratori

Secondo quanto riferito dai rappresentanti sindacali, il clima tra i dipendenti dello stabilimento è molto teso. Molti lavoratori temono infatti che il trasferimento del reparto montaggio possa tradursi in tagli occupazionali significativi.

Una preoccupazione ancora più forte considerando la situazione del mercato del lavoro nel territorio. Diverse persone che avevano lasciato l’azienda lo scorso anno, spiegano i sindacati, sarebbero ancora in disoccupazione, rendendo più difficile immaginare nuove opportunità lavorative nella zona.

Fiom: “Non ci fermeremo”

Al termine della giornata di sciopero è intervenuto Loris Gaiotto della Fiom veneziana, che ha ribadito la determinazione dei lavoratori a difendere il sito produttivo.

Secondo il rappresentante sindacale, la decisione dell’azienda rappresenterebbe un grave colpo allo stabilimento di San Donà, poiché il trasferimento delle linee produttive rischierebbe di lasciare senza lavoro più della metà dei dipendenti.

“Questa volta i lavoratori e le lavoratrici non hanno intenzione di fermarsi e sono pronti a difendere il sito produttivo e il loro posto di lavoro”, ha dichiarato Gaiotto, sottolineando come la Fiom continuerà a sostenere la mobilitazione contro quello che viene definito uno smantellamento progressivo dello stabilimento.

Attesa per una convocazione al Ministero

Nel frattempo i sindacati hanno reso noto di aver ricevuto una comunicazione dal Ministero, lasciando aperta la possibilità di una nuova convocazione a Roma per discutere l’evoluzione della vicenda.

L’obiettivo delle organizzazioni dei lavoratori è quello di riaprire il confronto con l’azienda e con le istituzioni per trovare una soluzione che garantisca la continuità produttiva e occupazionale nello stabilimento di San Donà.

La vicenda si inserisce in un contesto più ampio di trasformazioni economiche e industriali che coinvolgono il Nordest, territorio che continua a confrontarsi con sfide legate alla competitività delle imprese e alla tutela del lavoro, temi centrali anche nel dibattito sul futuro del sistema produttivo regionale e sulle strategie di sviluppo del territorio.

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