Udine, la Scuola Superiore "di Toppo Wassermann" supera i 200 diplomati

Udine, la Scuola Toppo Wassermann supera 200 diplomati e inaugura il nuovo anno accademico.

26 marzo 2026 15:00
Udine, la Scuola Superiore "di Toppo Wassermann" supera i 200 diplomati -
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UDINE Ha superato il traguardo dei duecento allievi diplomati, arrivando a quota 203, la Scuola Superiore “di Toppo Wassermann” dell’Università di Udine in 22 anni di attività. Gli alumni dell’istituto di eccellenza dell’Ateneo, che oggi ha inaugurato l’anno accademico, occupano tutti importanti ruoli in realtà private e pubbliche in ogni parte del mondo. Durante la cerimonia sono stati anche consegnati i titoli finali ai 20 allievi che hanno concluso il percorso di studi negli ultimi due anni accademici. La Scuola, rivolta a studenti talentuosi ammessi per concorso, provenienti da tutta Italia, e determinati a seguire un percorso rigoroso, conta attualmente 89 allievi. È sostenuta dal Ministero dell’università e della ricerca, dalla Regione Friuli Venezia Giulia con l’Agenzia regionale per il diritto allo studio (Ardis) e dalla Fondazione Friuli.

La cerimonia d’inaugurazione si è svolta nel Velario del Palazzo di Toppo Wassermann a Udine, sede dell’istituto. All’evento sono intervenuti: il rettore dell’Ateneo friulano, Angelo Montanari; l’assessore ai rapporti con l’università, cultura e istruzione del Comune di Udine, Federico Pirone; il direttore generale dell’Agenzia regionale per il diritto allo studio (Ardis), Pierpaolo Olla; il presidente della Fondazione Friuli, Bruno Malattia; l’assessore al lavoro, formazione, istruzione, ricerca, università e famiglia della Regione Friuli Venezia Giulia, Alessia Rosolen.

Dopo la relazione del direttore della Scuola, Alessandro Peressotti, è intervenuto il rappresentante degli allievi della Scuola, Mattia Baldo, e il presidente dell’Associazione Alumni della Scuola, Giacomo Alzetta. Quindi, Fabio Paglieri, dell’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Consiglio nazionale delle ricerche, ha tenuto un intervento su “L’intelligenza: che cos’è, come si misura, chi la possiede?”.

I 20 allievi che hanno ricevuto il titolo finale sono: Federico Bais, Rachele Benvenuto, Giacomo Bortolussi, Gioele Clemente, Daniele De Cecco, Francesco Decataldo, Davide Di Vora, Gabriele Dionis, Francesco Donola, Luca Facchinetti, Mattia Farinola, Annachiara Fontana, Martina Gubertini, Alessandro Liut, Simone Milesi, Nazareno Piccin, Federica Scalisi, Martina Spollero, Eugenio Trovarelli, Gabriele Visintin.

La Scuola

L’istituto di eccellenza “di Toppo Wassermann”, nato nel 2004, era previsto già nello Statuto di autonomia dell’Università del 1993 per potenziare il valore didattico e scientifico dell’Ateneo e il suo ruolo nello sviluppo del territorio. La Scuola integra, con attività parallele interdisciplinari di alta qualificazione, la frequenza ai normali corsi di laurea universitari. Si accede per concorso e prevede il convitto gratuito nella sede di Palazzo di Toppo Wassermann, l’esonero dalle tasse universitarie e docenti tutor. Al termine del percorso rilascia, per chi viene ammesso al primo anno di università, un diploma di licenza equiparato al titolo di master di secondo livello. La Scuola si divide di due classi: umanistica e scientifico-economica, che comprende Medicina e chirurgia. Oltre al primo anno, come matricola, è possibile iscriversi anche al quarto anno dopo il conseguimento del diploma di laurea triennale. I posti disponibili al primo anno sono diciotto. Sei i posti a disposizione al quarto anno, tre per l’umanistica e altrettanti per la scientifico-economica.

Gli interventi

«La Scuola Superiore “di Toppo Wassermann” – ha sottolineato il rettore Angelo Montanari – è motivo di orgoglio per il nostro Ateneo. È una realtà in cui il connubio di didattica e ricerca e, soprattutto, lo stretto rapporto tra studenti e docenti danno solide basi a un percorso formativo di alto livello, rigoroso, che richiede dedizione e alla fine premia il merito e l’impegno, come testimoniato dai successi professionali dei nostri alumni» ha concluso il rettore.

«La Scuola – ha spiegato il direttore Alessandro Peressotti – si configura come un laboratorio di sperimentazione accademica, un luogo in cui innovazione e rigore si incontrano per ridefinire i modelli della formazione avanzata. Le iniziative didattiche e formative non sono semplicemente erogate, ma progettate e continuamente ripensate come spazi dinamici di apprendimento, capaci di integrare saperi, metodologie e competenze trasversali. La Scuola svolge un ruolo attivo anche nella sperimentazione di modelli organizzativi e gestionali, promuovendo approcci flessibili e partecipativi nella progettazione e nella conduzione delle iniziative. Questo duplice livello consente di anticipare bisogni emergenti e di costruire un ambiente accademico capace di adattarsi e innovarsi nel tempo. In questa prospettiva, la Scuola Superiore non è soltanto un luogo di eccellenza, ma un contesto in cui si sperimentano concretamente nuove forme di università» ha evidenziato infine Peressotti.

«L’inaugurazione dell’anno accademico della Scuola Superiore dell’Università di Udine – ha affermato nel suo intervento l’assessore comunale, Federico Pirone – è un momento che guarda anno dopo anno al futuro. La scuola superiore è un'istituzione, in cui la contaminazione dei saperi permette di pensare il merito al servizio del bene comune e della democrazia. In un vero e proprio cambiamento d'epoca come quello che stiamo vivendo, con le sue divisioni e prevaricazioni, la sua originalità la rende una risorsa preziosa per affrontare le grandi sfide del nostro tempo, dall’ambiente al sociale fino alla dimensione etica, accrescendo il già forte legame tra Università e comunità del Friuli» ha sottolineato in chiusura Pirone.

«Il sostegno della Fondazione Friuli a questo Istituto di eccellenza – ha detto il presidente Bruno Malattia – è un impegno che portiamo avanti con convinzione fin dal 2007, nel solco di una consolidata collaborazione con l’Ateneo friulano. Siamo orgogliosi di contribuire alla crescita di una realtà che ha già visto oltre 200 giovani talenti diplomarsi e affermarsi in tutto il mondo. Questa attività porta un indubbio prestigio all’intera Università di Udine perché, attraverso la sua Scuola Superiore, riesce a coltivare valori fondamentali come la concretezza, la multiculturalità e l’internazionalità. Vedere oggi venti nuovi allievi concludere con successo questo percorso di eccellenza è la conferma che investire nel merito e nell'alta formazione interdisciplinare sia la strada giusta per dare futuro e competitività al nostro territorio».

Nel suo intervento il direttore generale dell’Ardis, Pierpaolo Olla, ha evidenziato che «l’Università di Udine, di cui la Scuola Superiore è espressione, è nata su un forte impulso del territorio ed è da sempre legata ad esso ed alla sua evoluzione, mantenendosi in ogni caso fortemente aperta al mondo grazie a rapporti internazionali di elevata qualità. La Supe, proprio perché rappresenta un percorso di eccellenza all’interno dell’Università di Udine – ha sottolineato Olla –, ha quell’ulteriore compito di fornire ad un ristretto gruppo di allievi un’esperienza formativa altamente qualificata in grado di unire alla formazione accademica, la capacità di pensare criticamente e di collaborare nella costruzione di idee che possano contribuire a concretizzare soluzioni utili per lo sviluppo della Società. La Supe è il luogo dove l’intelligenza interagisce con la curiosità, dove il merito è riconosciuto e dove la responsabilità civica diventa parte integrante della formazione. L’Agenzia regionale per il diritto allo studio del Friuli Venezia Giulia sarà, pertanto, sempre accanto all’Università di Udine ed alla sua Scuola Superiore nel sostenerne la crescita» ha rimarcato il direttore generale dell’Ardis.

«È frequente il rischio – detto il rappresentante degli allievi, Mattia Baldo – di pensare alle Scuole superiori universitarie come organismi isolati, ma non è così. Se la missione della Scuola Superiore è una “missione di educazione, di civiltà”, le parole di Pier Paolo Pasolini che abbiamo scelto per noi a mo’ di motto ci ricordano che è una “missione collettiva”, per cui ogni Scuola Superiore deve battersi, lavorando quanto più possibile al fianco delle altre».

Per il presidente dell’Associazione Alumni della Scuola, Giacomo Alzetta, «la Scuola Superiore è, senza dubbio, un percorso di eccellenza, ma il suo vero valore sta nella comunità che costruisce. Sta nel vivere insieme, nello studiare insieme, nel confrontarsi ogni giorno con persone che hanno percorsi, competenze e visioni del mondo anche molto diverse dalle proprie. Sta nell’interdisciplinarietà vissuta, non solo dichiarata. Alla luce di un tema sempre più centrale nelle nostere vite, l’intelligenza artificiale, qual è, oggi – si è chiesto Alzetta –, il valore aggiunto della Scuola Superiore? La mia risposta è che il suo valore sta proprio in ciò che l’intelligenza artificiale non può sostituire. Sta nella capacità di sviluppare pensiero critico, nel confronto diretto tra punti di vista diversi, nella costruzione di un metodo, più che nella semplice acquisizione di contenuti. E soprattutto, sta nelle relazioni umane. È nel tempo condiviso, dentro e fuori dalle aule, che si sviluppa quella curiosità intellettuale che è il vero motore della conoscenza. In un mondo in cui le informazioni sono sempre più accessibili e immediatamente disponibili, ciò che fa davvero la differenza non è sapere qualcosa, ma saperla interpretare, mettere in discussione, collegarla ad altro. E da questo punto di vista, la Scuola Superiore rappresenta un ambiente privilegiato: un luogo in cui non si impara solo a rispondere alle domande, ma anche – e forse soprattutto – a porle nel modo giusto».

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