Carne scaduta e frutta e verdura marce in vendita: sequestrate oltre 3 tonnellate di alimenti | VIDEO

Controlli a Rovigo e Adria: sequestrati carne e prodotti scaduti, smaltite 3 tonnellate di frutta e verdura.

16 luglio 2026 09:47
Carne scaduta e frutta e verdura marce in vendita: sequestrate oltre 3 tonnellate di alimenti | VIDEO -
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ROVIGO – Oltre 450 chili di carne priva di tracciabilità o scaduta e circa tre tonnellate di frutta e verdura considerate non idonee al consumo. È il bilancio di due distinti controlli eseguiti nel Polesine dalla Guardia di Finanza, con il supporto dei servizi competenti dell’Ulss 5 Polesana.

Le ispezioni hanno interessato una macelleria di Rovigo e una rivendita di prodotti ortofrutticoli ad Adria. In entrambi i casi sono state riscontrate irregolarità riguardanti la sicurezza degli alimenti, le condizioni igienico-sanitarie e il rispetto delle norme previste per la vendita al pubblico.

Le operazioni rientrano nella campagna disposta dal Comando provinciale della Guardia di Finanza di Rovigo per impedire l’immissione sul mercato di alimenti potenzialmente nocivi o rischiosi per la salute dei consumatori.

Oltre 430 chili di carne senza tracciabilità

Il primo intervento è stato effettuato dai finanzieri del Gruppo di Rovigo all’interno di una macelleria del capoluogo, con la collaborazione del personale del Dipartimento di prevenzione e dei Servizi veterinari dell’Ulss 5 Polesana.

Durante il controllo della cella frigorifera, gli operatori hanno individuato oltre 430 chili di carne che, secondo quanto accertato, sarebbero stati privi dei necessari requisiti di tracciabilità e di una corretta etichettatura.

A questi si sono aggiunti altri 20 chili di prodotti alimentari scaduti, conservati all’interno dell’attività commerciale. La verifica era finalizzata ad accertare la salubrità degli alimenti lungo la filiera produttiva e a individuare eventuali rischi di contaminazione.

Titolare della macelleria denunciato

Alla luce degli elementi raccolti, il titolare della macelleria è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Rovigo. Le ipotesi di reato formulate nella fase iniziale riguardano la frode nell’esercizio del commercio e la vendita di sostanze alimentari non genuine presentate come genuine.

Le norme di settore stabiliscono che le informazioni fornite ai consumatori debbano essere precise, chiare e facilmente comprensibili. Le etichette devono indicare, tra gli altri elementi, la provenienza, la composizione, le modalità di conservazione e le caratteristiche rilevanti del prodotto.

Gli investigatori stanno ora svolgendo ulteriori approfondimenti per ricostruire la filiera di approvvigionamento della carne e accertare da dove provenissero i prodotti trovati all’interno dell’esercizio.

Altri 18 tagli sottoposti a blocco ufficiale

Il personale dell’Ulss ha inoltre impartito alla macelleria specifiche prescrizioni in materia igienico-sanitaria.

Ulteriori 18 tagli di carne, sui quali sono emersi dubbi relativi alla conformità, sono stati sottoposti alla procedura amministrativa del cosiddetto blocco ufficiale.

I prodotti non potranno essere rimossi, utilizzati o manomessi fino alla conclusione delle verifiche e delle analisi. Soltanto dopo gli accertamenti sarà stabilita la loro destinazione definitiva.

Al titolare sono state contestate sanzioni amministrative che potranno arrivare fino a 30.500 euro.

Tutta la carne sequestrata, dopo l’autorizzazione dell’Autorità giudiziaria, è stata destinata alla distruzione, anche per evitare possibili contaminazioni degli altri alimenti presenti nella cella frigorifera.

Tre tonnellate di frutta e verdura non idonee al consumo

Il secondo intervento è stato eseguito dalla Tenenza della Guardia di Finanza di Adria, con il supporto del Servizio igiene alimenti e nutrizione dell’Ulss 5 Polesana.

Il controllo ha riguardato una rivendita di frutta e verdura della città. Durante l’ispezione sarebbero state riscontrate gravi carenze nelle condizioni igieniche dei locali, degli impianti e delle attrezzature utilizzate per la preparazione, la conservazione e la vendita dei prodotti.

All’arrivo dei finanzieri, circa tre tonnellate di alimenti si trovavano in condizioni giudicate non idonee al consumo. Numerosi prodotti risultavano visibilmente deteriorati, mentre altri erano privi delle indicazioni obbligatorie.

Mancavano, in particolare, informazioni relative al Paese d’origine, alla categoria di qualità e alla varietà commerciale della merce esposta.

Prodotti esposti al sole e allo smog

Secondo quanto emerso durante il controllo, la frutta e la verdura erano conservate ed esposte senza adeguati sistemi refrigeranti.

Una parte della merce sarebbe rimasta esposta direttamente al sole e allo smog, in condizioni che avrebbero potuto comprometterne ulteriormente la qualità e la salubrità.

Gli ispettori hanno inoltre rilevato una carente pulizia delle attrezzature utilizzate per manipolare gli alimenti.

Il titolare della rivendita è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Rovigo per l’ipotesi di trattamento e commercializzazione di sostanze alimentari in cattivo stato di conservazione.

Attività sospesa e prodotti smaltiti

Al responsabile dell’esercizio sono state contestate sanzioni amministrative fino a un massimo di 30.987 euro.

Tutti gli alimenti trovati durante il controllo sono stati avviati allo smaltimento come rifiuto organico attraverso una ditta specializzata. Il provvedimento è stato adottato per impedire che i prodotti potessero essere messi in vendita e per tutelare la salute pubblica.

Considerate le condizioni di grave incuria riscontrate nei locali, l’Ulss 5 Polesana ha disposto la sospensione dell’attività commerciale.

La rivendita potrà riaprire soltanto dopo il ripristino dei requisiti igienico-sanitari richiesti dalla normativa.

Durante l’intervento sono state rilevate anche violazioni riguardanti l’Iva e la regolare emissione dei documenti fiscali.

Le indagini sono ancora in corso

Entrambi i procedimenti si trovano nella fase delle indagini preliminari. Le posizioni delle persone denunciate sono attualmente al vaglio dell’Autorità giudiziaria.

Come previsto dall’ordinamento, per gli indagati vale la presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva.

La campagna di controlli proseguirà per garantire la trasparenza del mercato, proteggere le attività che rispettano le regole e impedire la vendita di prodotti potenzialmente pericolosi per i consumatori.

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