Blitz all’autolavaggio: tre uomini, lo scambio sospetto e la scoperta della Polizia

Tre arresti a Padova dopo il sequestro di oltre due chili di cocaina in zona Est durante un controllo della polizia.

06 maggio 2026 09:25
Blitz all’autolavaggio: tre uomini, lo scambio sospetto e la scoperta della Polizia -
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PADOVA (PD) – Operazione della polizia nella zona di Padova Est che ha portato al fermo di tre uomini e al sequestro di un consistente quantitativo di cocaina, al termine di un’attività di osservazione sul territorio.

Controlli e scoperta della sostanza stupefacente

L’intervento è scattato nella serata di lunedì 4 maggio dopo un’attività di monitoraggio mirata. Gli agenti hanno seguito i movimenti di tre cittadini albanesi, notati mentre si incontravano in più fasi e si scambiavano un pacco sospetto.

All’interno del primo involucro è stato trovato un chilogrammo di cocaina in forma compatta. Le successive verifiche hanno permesso di individuare un secondo panetto dello stesso peso e un ulteriore quantitativo confezionato sottovuoto, per un totale superiore ai due chili.

L’incontro tra i tre e lo scambio del pacco

Gli investigatori hanno osservato i primi movimenti in un’area della zona industriale, dove due dei soggetti si sono incontrati anche in prossimità di un autolavaggio. Da lì si sono poi spostati per raggiungere il terzo uomo e completare lo scambio.

Dopo un breve spostamento, uno dei partecipanti ha consegnato un pacco che è stato rapidamente nascosto all’interno di un veicolo. A quel punto è scattato l’intervento degli agenti, che hanno bloccato i tre e recuperato la sostanza.

Perquisizioni e verifiche successive

Le perquisizioni sono state estese ai mezzi e alle abitazioni dei fermati, tra Padova, Selvazzano e la provincia di Milano. Non sono stati rinvenuti ulteriori quantitativi di droga.

Due dei tre uomini risultano con precedenti specifici in materia di stupefacenti, mentre il terzo non aveva segnalazioni a carico.

Fermati e conseguenze dell’operazione

I tre sono stati arrestati e trasferiti in carcere in attesa delle decisioni dell’autorità giudiziaria. La sostanza sequestrata, una volta immessa sul mercato, avrebbe potuto generare migliaia di dosi e un guadagno illecito rilevante.

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