Servizi sociali in Friuli Venezia Giulia, nuovo coordinamento tra Regione, Comuni e sanità

A Udine illustrate le linee di indirizzo regionali: focus su anziani, adolescenza, disabilità e presa in carico uniforme nei territori.

07 agosto 2026 07:48
Servizi sociali in Friuli Venezia Giulia, nuovo coordinamento tra Regione, Comuni e sanità -
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UDINE - La Regione Friuli Venezia Giulia ridisegna il coordinamento tra servizi sociali comunali, aziende sanitarie ed enti locali, con l’obiettivo di rendere più omogenea la presa in carico sul territorio e di evitare che bisogni sociali non intercettati si trasformino in domanda sanitaria. Le linee di sviluppo del sistema sociale integrato e gli indirizzi per l’integrazione sociosanitaria sono stati illustrati il 6 agosto 2026 nella sede della Regione, durante la Conferenza regionale dei Servizi sociali dei Comuni.

Il nodo, per cittadini e amministrazioni locali, è soprattutto organizzativo: la Regione punta ad aggiornare modelli e regole giudicati non più adeguati all’evoluzione dei bisogni, indicando come priorità l’adolescenza e la terza e quarta età. Tra gli obiettivi ci sono il superamento delle differenze territoriali, un raccordo più stretto tra area sociale e sanitaria e strumenti di programmazione più stabili e comparabili.

Servizi sociali in Friuli Venezia Giulia, nuovo coordinamento tra Regione, Comuni e sanità

Ad aprire i lavori è stato l’assessore regionale alla Salute, Politiche sociali e Disabilità Riccardo Riccardi, che ha indicato la necessità di una responsabilità condivisa tra Regione, aziende sanitarie e Comuni. Secondo l’assessore, la ricognizione ora messa nero su bianco fornisce una base di partenza per approfondire i problemi, condividere le scelte con i territori e definire i provvedimenti da adottare.

Le priorità: anziani, adolescenti e servizi più uniformi

Le traiettorie di sviluppo presentate dalla Regione prendono spunto anche dal referto della Corte dei conti sul monitoraggio della spesa sociale dei Comuni nel triennio 2022-2024. Da quella verifica è emersa la necessità di rafforzare la programmazione regionale, rendere più omogenei i modelli organizzativi degli Ambiti territoriali sociali e uniformare i sistemi di rilevazione della spesa.

Tra le azioni indicate figurano l’aggiornamento della legge regionale 6/2006 e l’introduzione di strumenti di coordinamento strategico più operativi e con cadenza annuale. L’impianto disegnato dalla Regione punta anche ad allineare la programmazione sanitaria e quella sociale, con un collegamento più stretto tra Punti unici di accesso, Case della comunità, Centrali operative territoriali, équipe integrate e cure domiciliari.

Come cambia la governance tra Regione, Comuni e aziende sanitarie

Sul piano organizzativo, a livello regionale l’attuale cabina di regia è destinata a evolvere in un tavolo tecnico di coordinamento tra Regione, responsabili dei Servizi sociali dei Comuni e aziende sanitarie. A livello locale il modello prevede cabine di regia aziendali, eventualmente articolate per area vasta, con tre componenti: politica, tecnico-strategica e operativa.

Le decisioni dovranno confluire in un Accordo quadro per l’integrazione istituzionale e gestionale in alcuni settori considerati centrali: non autosufficienza, disabilità, salute mentale, dipendenze e tutela dei minori. La Conferenza regionale dei Servizi sociali dei Comuni viene inoltre indicata come sede privilegiata per il confronto politico-istituzionale sulle scelte di programmazione sociale e sociosanitaria.

Più fondi per autonomia e disabilità

Nel corso della Conferenza sono stati presentati anche gli interventi di riequilibrio del Fondo per l’autonomia possibile. Le risorse regionali sono passate da 35,85 milioni di euro nel 2023 a 53,35 milioni nel 2026, con un incremento di 17,5 milioni. Nello stesso periodo la dotazione complessiva del Fondo è salita da 52,5 a 70,8 milioni di euro, con un aumento di 18,3 milioni.

Il percorso di riequilibrio, previsto dal 2026 al 2029, punta a distribuire le risorse in modo più uniforme tra i territori.

Per il Fondo sociale per la disabilità, istituito nel 2024, lo stanziamento è passato da 8,5 milioni a 16,5 milioni di euro nel 2025, cifra confermata anche per il 2026. La Regione intende inoltre chiarire sul piano normativo che le quote sociali restano di competenza dei Comuni, mentre il Fondo regionale interviene in forma sussidiaria e di cofinanziamento.

Servizi sociali in Friuli Venezia Giulia, nuovo coordinamento tra Regione, Comuni e sanità

Nuovo bilancio degli Ambiti territoriali sociali

Tra gli strumenti annunciati c’è anche il progetto Bilancio degli Ambiti territoriali sociali, pensato per rendere omogenei e confrontabili i dati relativi a entrate, spese e costi dei servizi. Il rilascio dello strumento in ambiente di produzione è previsto per settembre 2026, mentre il primo bilancio consuntivo degli Ambiti riferito al 2025 dovrà essere redatto entro dicembre.

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