Gioco pubblico, il giro d’affari cresce ma servono nuove regole

Il settore dei giochi in Italia cresce a ritmi record, ma il riordino normativo resta in ritardo tra sfide fiscali e occupazionali.

19 dicembre 2025 08:38
Gioco pubblico, il giro d’affari cresce ma servono nuove regole  -
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Negli ultimi vent’anni il settore dei giochi in Italia ha conosciuto una crescita costante e strutturale, che lo ha reso uno dei pilastri dell’economia nazionale e nel mercato europeo. Lo dicono i numeri, che raccontano un’evoluzione impressionante: la raccolta complessiva è passata da circa 25 miliardi di euro nel 2004 a 157 miliardi nel 2024, con un incremento del 515%. Solo nell’ultimo anno l’aumento è stato superiore ai 10 miliardi, confermando un trend che, secondo le prime stime del MEF, potrebbe portare la raccolta oltre i 160 miliardi nel 2025 e fino a quota 200 miliardi entro il 2028. A fotografare lo stato del comparto è lo studio “Prospettive del settore dei giochi in Italia: fiscalità e interventi regolatori in vista del 2026”, realizzato dall’Istituto per la Competitività e presentato di recente da l suo team. L’analisi mette in luce come alla crescita economica non abbia fatto seguito un adeguato riordino normativo, soprattutto per quanto riguarda il gioco su rete fisica.

Impatto economico, fisco e occupazione

Dal punto di vista economico, il peso del settore resta rilevante. La spesa lorda ha raggiunto nel 2024 i 23 miliardi di euro, con un aumento dell’11% su base annua e del 18,5% rispetto al periodo pre-Covid, rendendo l’Italia il più grande mercato del gioco in Europa. Anche il contributo fiscale è significativo: tra il 2004 e il 2024 le entrate erariali sono cresciute del 57,5%, passando da 7,3 a 11,5 miliardi di euro. A dare i migliori segnali, neanche a dirlo, è il gioco a distanza che nel 2024 ha raggiunto una raccolta di 92 miliardi di euro, superando stabilmente il gioco fisico, fermo a 65,3 miliardi, che però continua a rappresentare un asset strategico per il Paese: contribuisce per l’1,1% al PIL nazionale, genera un valore aggiunto di circa 20,8 miliardi di euro e sostiene l’occupazione di 147.000 lavoratori distribuiti in 85.000 punti autorizzati. Gli apparecchi AWP, VLT e Comma 7, da soli, garantiscono il 57% degli introiti statali del settore.

Incertezza normativa e sfide regolatorie

Il vero nodo per il futuro resta però l’incertezza normativa. Il comparto - spiegano dal sito Slot-Mania.it - è regolato da un quadro frammentato, privo di un testo unico e caratterizzato da una sovrapposizione di competenze tra Stato, Regioni ed enti locali. Si tratta di una disomogeneità che negli anni ha prodotto regole diverse da territorio a territorio, aumentando il contenzioso e creando instabilità per gli operatori. Adesso, con la legge 120/2025, il Parlamento ha prorogato al 29 agosto 2026 l’attuazione della Legge Delega per il riordino del gioco fisico, rinviando ancora una volta una riforma attesa da anni”. Si tratta di un rinvio, però, che nasconde delle conseguenze: “Intanto il rinvio delle gare per le concessioni del gioco su rete fisica, attualmente in proroga, potrebbe costare allo Stato oltre 2 miliardi di euro e l’esempio recente della gara del Lotto, che ha garantito 2,2 miliardi, dimostra quanto un quadro normativo chiaro e stabile possa rafforzare competitività, legalità e tutela del gioco. Superare la frammentarietà attuale non è quindi solo una questione regolatoria, ma una scelta strategica per l’economia del Paese”, - concludono da Slot Mania.

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