Siccità nella Bassa friulana, il Consorzio: estate 2026 segnata dalla “tempesta perfetta”

A Trivignano Udinese il punto con agricoltori e consorziati sulla crisi irrigua 2026 e sugli interventi già finanziati.

13 ottobre 2026 08:30
Siccità nella Bassa friulana, il Consorzio: estate 2026 segnata dalla “tempesta perfetta” -
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TRIVIGNANO UDINESE - Estate 2026 segnata da caldo eccezionale, siccità prolungata e calo delle portate del Tagliamento: nella Bassa friulana il Consorzio Bonifica Pianura Friulana ha fatto il punto con agricoltori, consorziati e amministratori locali su una crisi idrica che ha messo sotto pressione colture, rete irrigua e approvvigionamento d’acqua.

L’incontro pubblico si è tenuto nella sala parrocchiale di Trivignano Udinese, dopo un primo tavolo di lavoro con i sindaci dei Comuni di Trivignano Udinese, Pavia di Udine, Santa Maria la Longa, Palmanova, San Vito al Torre, Visco e Aiello del Friuli. Presenti anche i consiglieri regionali Alberto Budai, Francesco Martines e Igor Treleani.

Siccità nella Bassa friulana, il Consorzio: estate 2026 segnata dalla “tempesta perfetta”

Al centro del confronto, la situazione irrigua del comprensorio consortile, le cause dell’emergenza del 2026 e i progetti già in corso o programmati per rafforzare il sistema. Con i tecnici del Consorzio sono intervenuti la presidente Rosanna Clocchiatti e il direttore generale Armando DI Nardo.

Cosa è successo nell’estate 2026

La crisi viene descritta dal Consorzio come una “tempesta perfetta”: temperature elevate, spesso vicine ai 40 gradi nei mesi di massimo sviluppo delle colture, quasi totale assenza di piogge e drastico abbassamento dei livelli del Tagliamento. Una combinazione che ha aumentato il fabbisogno idrico dei terreni agricoli proprio mentre diminuivano le risorse disponibili.

Il geometra Mauro Vidoni ha spiegato che la stagione irrigua 2026 ha presentato condizioni eccezionali, con effetti diretti sia sulle colture sia sulle infrastrutture. Secondo quanto illustrato durante l’incontro, a pesare è stata soprattutto la lunga fase senza precipitazioni significative tra luglio e metà agosto.

Il Tagliamento e le prese di Ospedaletto e Andreuzza

Le conseguenze più evidenti si sono registrate sul Tagliamento, che rappresenta la principale fonte di approvvigionamento della rete irrigua del comprensorio attraverso le prese di Ospedaletto e Andreuzza. Dopo un lieve recupero a giugno, i livelli del fiume sono scesi progressivamente fino a toccare i minimi tra settembre e ottobre, rendendo sempre più difficile garantire i volumi d’acqua necessari all’agricoltura.

Il quadro emerso a Trivignano Udinese ha evidenziato così la crescente vulnerabilità del territorio agli eventi climatici estremi e la necessità di una gestione più attenta della risorsa idrica, sia sul fronte della distribuzione sia su quello degli investimenti infrastrutturali.

Gli interventi finanziati sulla rete irrigua

Sul fronte delle opere, il Consorzio ha ricordato che la Legge di bilancio 178/2020 destina oltre 35 milioni di euro all’ammodernamento dei principali canali di adduzione della pianura friulana in 17 Comuni. L’obiettivo è migliorare l’efficienza irrigua e ridurre le dispersioni d’acqua.

Tra gli interventi indicati durante l’incontro c’è il Canale di Trivignano, interessato da un investimento di 7,8 milioni di euro, con lavori in corso fino al 2027. Per i canali di Santa Maria e Gonars l’investimento ammonta invece a 5,25 milioni di euro e i lavori risultano già conclusi.

Le opere riguardano diversi canali strategici del territorio e prevedono il rivestimento e l’adeguamento delle infrastrutture per limitare gli sprechi e migliorare la distribuzione dell’acqua alle aziende agricole.

Il confronto con agricoltori, Comuni e Regione

Nel dibattito sono intervenuti, tra gli altri, Alberto Budai e Francesco Martines. Budai ha richiamato le opere di trasformazione irrigua, l’ammodernamento degli impianti e la realizzazione di invasi finanziati dall’amministrazione regionale nell’ultimo quinquennio. Martines ha invece posto l’attenzione sulla necessità di efficientare il sistema e di gestire la risorsa idrica contemperando i diversi interessi, con collaborazione tra soggetti istituzionali ed economici.

Siccità nella Bassa friulana, il Consorzio: estate 2026 segnata dalla “tempesta perfetta”

A chiudere i lavori è stato il sindaco di Trivignano Udinese, Roberto Tuniz, che ha ribadito la necessità di sostenere l’economia agricola e le aziende del territorio, auspicando che il servizio irriguo possa diventare permanente. Il Comune, ha detto, è pronto a collaborare con il Consorzio per questo obiettivo.

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