Sicurezza, nel Nord Est investe l’88,4% delle imprese ma il 30% si sente meno al sicuro

Nel Nord Est, secondo i dati diffusi, le imprese avvertono una maggiore esposizione rispetto al resto del Paese.

A cura di Web Team Web Team
05 ottobre 2026 05:40
Sicurezza, nel Nord Est investe l’88,4% delle imprese ma il 30% si sente meno al sicuro -
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UDINE - Le imprese del Nord Est investono in sicurezza più della media nazionale, ma la percezione resta negativa: l’88,4% delle aziende del terziario ha speso negli ultimi anni in videosorveglianza e antifurto, mentre il 30% segnala un peggioramento della sicurezza nel 2025. È questo il dato che emerge dall’ultima indagine Confcommercio sui fenomeni illegali, con i furti che si confermano la preoccupazione principale per il 37,3% degli imprenditori della macroarea, contro il 32% della media italiana.

Nel Nord Est, secondo i dati diffusi, le imprese avvertono una maggiore esposizione rispetto al resto del Paese. A pesare sono soprattutto furti e aggressioni: il 29,2% degli imprenditori indica un aumento dei furti, mentre il 29,7% segnala una crescita delle aggressioni, entrambe percentuali sopra la media nazionale.

I fenomeni che preoccupano di più le imprese

Tra i problemi più avvertiti c’è anche la cosiddetta mala movida: il 37,8% degli imprenditori teme danni a vetrine e strutture legati alla presenza notturna nelle aree commerciali. Un altro dato riguarda gli episodi associati alle baby gang, con il 27,2% delle aziende che riferisce di aver avuto a che fare con situazioni di questo tipo.

Nel commercio resta molto alto anche il peso del taccheggio, che colpisce il 60,7% dei negozi. Un numero che fotografa una criticità concreta per le attività, soprattutto quelle aperte al pubblico, dove la protezione non riguarda solo intrusioni e furti notturni ma anche i danni quotidiani subiti durante l’orario di apertura.

Investire non basta: il nodo è come si sceglie l’impianto

Accanto ai dati, viene posto l’accento sulla qualità delle scelte fatte dalle aziende. Il punto, secondo gli esperti del settore, non è soltanto quanto si spende, ma come si investe tra impianti, tecnologie e installatori.

Federico Zorzetto, amministratore delegato di Mac System, azienda che distribuisce sistemi di sicurezza e lavora da 35 anni con gli installatori del Triveneto, osserva che molte imprese affrontano l’acquisto di un impianto come se si trattasse di un bene qualsiasi, puntando soprattutto sul prezzo o su offerte al ribasso. Il rischio, in questi casi, è ritrovarsi con sistemi non adeguati proprio nel momento in cui servono di più, cioè durante un’intrusione o in assenza del titolare.

Il riferimento è a impianti fai da te, installazioni affidate a operatori improvvisati o scelte guidate quasi esclusivamente dal costo. Una logica che, secondo quanto emerge, può ridurre l’efficacia reale della protezione aziendale anche in un contesto in cui la spesa per la sicurezza è già elevata.

Un quadro che riguarda tutto il tessuto del terziario

L’indagine richiama quindi una contraddizione sempre più evidente: nel Nord Est le aziende continuano a investire per difendersi, ma questo non si traduce automaticamente in una maggiore tranquillità. Il dato interessa in particolare commercio e servizi, dove il rapporto diretto con il pubblico e la collocazione nei centri urbani rendono più frequenti episodi di furto, taccheggio e danneggiamenti.

Nel territorio del Veneto, dove intanto anche realtà del turismo stanno investendo su infrastrutture e innovazione come il progetto del Caribe Bay, il tema della sicurezza resta quindi una delle voci di spesa più sensibili per le imprese. A fotografarlo sono soprattutto tre numeri: l’88,4% delle aziende che ha investito in sistemi di protezione, il 30% che si sente meno sicuro rispetto all’anno precedente e il 60,7% dei negozi che denuncia episodi di taccheggio.

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