La 16enne smette di respirare dopo la caduta: un'anestesista la intuba e le salva la vita

Identificata Silvia Orazio, l’anestesista che ha soccorso Elena dopo la grave caduta in gara a Nervesa.

21 luglio 2026 16:35
La 16enne smette di respirare dopo la caduta: un'anestesista la intuba e le salva la vita -
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NERVESA DELLA BATTAGLIA – Ha un nome la dottoressa che, trovandosi casualmente davanti alla propria abitazione, è intervenuta nei secondi immediatamente successivi alla terribile caduta di una ciclista di appena 16 anni. Si tratta di Silvia Orazio, anestesista dell’elisoccorso del Suem di Treviso.

La professionista non era in servizio, ma ha assistito all’incidente avvenuto durante una gara ciclistica a Bavaria, frazione di Nervesa della Battaglia. Davanti a lei, la giovane Elena aveva perso il controllo della bicicletta ed era finita violentemente contro un cordolo e un albero.

L’identità della dottoressa è emersa dopo l’appello diffuso sui social dal padre della ragazza, Andrea Miglioranza, deciso a rintracciare la persona che aveva prestato le prime cure alla figlia nei momenti più drammatici.

La caduta a otto chilometri dal traguardo

Elena stava partecipando a una competizione ciclistica quando, a circa otto chilometri dall’arrivo, ha affrontato un dosso perdendo improvvisamente il controllo del mezzo.

La sedicenne è stata sbalzata dalla bicicletta e ha terminato la corsa prima contro il cordolo del marciapiede e poi contro un tiglio. L’impatto è stato particolarmente violento e le condizioni della giovane sono apparse subito molto serie.

La scena si è verificata proprio davanti all’abitazione di Silvia Orazio. L’anestesista ha compreso immediatamente la gravità della situazione e ha raggiunto la ragazza senza attendere l’arrivo dei mezzi di emergenza.

Il mondo del ciclismo veneto è molto seguito, soprattutto nelle competizioni giovanili e negli appuntamenti sulle strade della Marca, come dimostra anche l’attenzione per il grande ciclismo sulle Colline del Prosecco.

L’intervento decisivo dell’anestesista

Nei minuti successivi alla caduta, Silvia Orazio ha gestito l’emergenza mettendo in pratica la propria esperienza professionale.

La priorità era garantire che Elena continuasse a respirare. La dottoressa ha quindi assistito la giovane sul posto e ha proceduto all’intubazione, stabilizzandola mentre venivano allertati i soccorsi.

Il suo intervento ha consentito di proteggere le funzioni vitali della ragazza durante l’attesa dell’ambulanza e dell’équipe sanitaria. Una risposta immediata che ha avuto un peso determinante nell’esito dell’emergenza.

L’attività degli specialisti del Suem e dell’elisoccorso richiede rapidità anche nei contesti più complessi, come accaduto durante il recupero di un parapendista ferito nei boschi.

L’appello del padre sui social

Dopo l’incidente, il padre di Elena aveva lanciato un appello pubblico per conoscere l’identità della donna intervenuta prima dell’arrivo dei soccorsi.

La famiglia sapeva che una dottoressa aveva assistito la ragazza e contribuito a mantenerla in vita, ma non disponeva inizialmente del suo nome.

Il messaggio è stato condiviso da numerose persone fino a permettere di ricostruire quanto accaduto e individuare Silvia Orazio, anestesista in servizio presso l’elisoccorso del Suem trevigiano.

La mobilitazione online ha così consentito alla famiglia di conoscere la professionista alla quale deve essere riconosciuto un ruolo fondamentale nei soccorsi prestati alla sedicenne.

Elena ricoverata al Ca’ Foncello

Dopo essere stata stabilizzata, la giovane ciclista è stata trasferita all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso, dove si trova ancora ricoverata.

Le sue condizioni vengono costantemente seguite dai medici e, secondo gli ultimi aggiornamenti disponibili, stanno mostrando segnali di miglioramento.

Il percorso clinico non è ancora concluso, ma il quadro positivo alimenta la speranza della famiglia e di tutte le persone che hanno seguito la vicenda.

Il sistema sanitario trevigiano è impegnato anche in progetti avanzati dedicati ai pazienti più giovani, tra cui l’utilizzo di un modello di fegato in 3D per la chirurgia pediatrica.

La riconoscenza dopo il ritrovamento

La notizia dell’identificazione della dottoressa è stata accolta con grande partecipazione. Sui social sono arrivati numerosi messaggi di riconoscenza per la prontezza, la preparazione e la sensibilità mostrate durante il soccorso.

Anche Luca Zaia ha rilanciato la conclusione positiva dell’appello, ricordando il ruolo svolto dall’anestesista nei minuti immediatamente successivi all’incidente e ringraziando le persone che hanno contribuito a diffondere la ricerca.

La vicenda racconta l’importanza di un intervento qualificato eseguito nel momento giusto. Silvia Orazio si trovava fuori servizio e davanti alla propria casa, ma ha riconosciuto immediatamente il pericolo e ha agito senza esitazioni.

Per Elena, quei primi minuti hanno fatto la differenza. La sedicenne continua ora il proprio percorso di cura al Ca’ Foncello, circondata dall’affetto della famiglia e dalla vicinanza dell’intera comunità.

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