Slovenia, l'annuncio del Governo: «scatta il razionamento del carburante, massimo 50 litri»

Slovenia limita il carburante: massimo 50 litri al giorno per i cittadini, esercito mobilitato e tensioni con i distributori.

22 marzo 2026 21:32
Slovenia, l'annuncio del Governo: «scatta il razionamento del carburante, massimo 50 litri» -
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La Slovenia introduce misure straordinarie sul carburante per affrontare una crescente crisi degli approvvigionamenti. Dalla mezzanotte del 22 marzo, il Governo ha imposto limiti rigidi all’erogazione presso tutte le stazioni di servizio, nel tentativo di stabilizzare la rete nazionale e contenere le difficoltà di fornitura.

Per i cittadini privati è stato fissato un tetto massimo di 50 litri al giorno, mentre per le attività economiche – incluse imprese e lavoratori autonomi – il limite sale a 200 litri giornalieri. Le restrizioni resteranno in vigore fino a nuova comunicazione ufficiale.

A supporto del sistema è stato disposto anche l’intervento dell’esercito sloveno, incaricato di gestire le operazioni logistiche e il trasporto del carburante verso i distributori. L’Esecutivo ha chiesto ai gestori di coordinare al meglio le consegne dai depositi centrali, con l’obiettivo di accelerare i rifornimenti e ridurre i disagi.

Il premier ha chiarito che l’efficacia delle misure sarà monitorata quotidianamente attraverso i report dei commercianti, lasciando aperta la possibilità di ulteriori restrizioni qualora la situazione non dovesse migliorare.

Particolare attenzione è rivolta ai flussi transfrontalieri. Il Governo intende limitare il cosiddetto “turismo del pieno”, invitando i distributori a predisporre strumenti per contenere la domanda proveniente dall’estero.

La situazione ha inevitabilmente acceso il confronto politico, soprattutto nei confronti di Petrol, principale operatore del settore nel Paese, criticato per la gestione dell’emergenza. L’azienda ha però ribadito di essere impegnata a garantire la continuità del servizio su tutta la rete.

Uno scenario che rischia di avere ripercussioni anche sulle aree di confine e sull’economia locale, già alle prese con altre criticità legate ai costi energetici, come evidenziato anche da l’allarme sul caro carburanti nel Nordest.

Nel frattempo, cresce l’attenzione anche sul fronte logistico e dei trasporti, in un contesto regionale già interessato da interventi e cambiamenti infrastrutturali, come nel caso dei lavori sulla A4 e modifiche alla viabilità.

La crisi slovena apre così un nuovo fronte sul tema dell’energia, con effetti che potrebbero estendersi ben oltre i confini nazionali, coinvolgendo cittadini, imprese e mobilità in tutta l’area del Nordest.

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