Social Media Festival a Rovigo: quattro incontri gratuiti da scegliere il 24 e 25 ottobre

Quattro incontri-laboratorio gratuiti a Rovigo il 24 e 25 ottobre: orari, temi, sede e iscrizione obbligatoria per il Social Media Festival.

23 ottobre 2026 07:12
Social Media Festival a Rovigo: quattro incontri gratuiti da scegliere il 24 e 25 ottobre -
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ROVIGO – Per chi vuole dedicare qualche ora del fine settimana a linguaggio, narrazione e uso consapevole delle piattaforme, il Social Media Festival concentra a Rovigo quattro incontri-laboratorio con accesso gratuito. La quinta edizione si svolge sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026 negli spazi dell’Urban Digital Center – Innovation Lab, in via Nicola Badaloni 2. Non è una fiera da attraversare senza programma: ogni appuntamento dura tre ore, i posti sono limitati e la registrazione è obbligatoria.

La formula permette di scegliere una sola fascia, oppure di costruire due mezze giornate distinte. Sabato si parla di racconti di viaggio e satira dell’osservazione quotidiana; domenica il calendario passa dalle parole con Vera Gheno alla costruzione dell’identità digitale e dei meme con Giulio Armeni, noto come Filosofia Coatta. Tutti gli incontri sono in presenza e sono accompagnati da un laboratorio: il pubblico non è chiamato soltanto ad ascoltare, ma a lavorare sui temi proposti. Questa è la differenza pratica da tenere presente quando si prenota.

Il programma pubblicato dal festival, iniziativa del Comune di Rovigo con Il Raggio Verde e in collaborazione con Urban Digital Center InnovationLab Rovigo, specifica sede, orari e canali di iscrizione. Per evitare viaggi a vuoto, il passaggio da fare è uno solo: selezionare l’incontro, usare il relativo collegamento di prenotazione e attendere l’eventuale conferma prima di organizzare gli spostamenti. La partecipazione è gratuita, ma gratuità non significa accesso senza limite.

Sabato mattina: Katia Amoroso e le storie che invitano a partire

Il primo incontro è in calendario sabato 24 ottobre dalle 10 alle 13. Protagonista è Katia Amoroso di Veneto Segreto, con Storie che fanno venire voglia di partire. È la scelta più adatta a chi è interessato a capire come un luogo possa essere raccontato in modo riconoscibile e utile, senza trasformare ogni uscita in un elenco di indirizzi o in una fotografia scollegata dal suo contesto.

Il tema ha un legame diretto con il territorio: una storia locale può partire da un dettaglio di paesaggio, da un edificio, da una memoria o da un itinerario e dare al lettore un motivo concreto per approfondire. Per chi lavora nella cultura, nel turismo, nelle associazioni o nella comunicazione di un comune, l’incontro può essere un’occasione per ragionare su come selezionare un punto di vista prima ancora di produrre un contenuto. Per chi frequenta semplicemente la rete, è un appuntamento adatto se interessa il rapporto fra curiosità, racconto e desiderio di visitare un posto.

La fascia è mattutina e dura tre ore: conviene quindi considerarla come attività principale della mattina, non come intervento breve da incastrare fra altre commissioni. La pagina Info & Iscrizioni del festival mette a disposizione la prenotazione gratuita relativa a questo appuntamento. Chi desidera partecipare con amici o colleghi dovrebbe effettuare l’iscrizione individuale per ciascuna persona, seguendo le modalità della piattaforma indicata dall’organizzazione, e non presumere che il posto resti disponibile fino all’avvio.

Sabato pomeriggio: Il Mariele, osservare e trasformare la realtà

Il secondo blocco di sabato va dalle 14 alle 17 ed è affidato a Il Mariele. Il titolo, La realtà fa già ridere. Osservare, trasformare, raccontare, chiarisce l’angolazione: non un corso tecnico su una singola piattaforma, ma un incontro su osservazione e rielaborazione. È l’opzione più coerente per chi cerca una riflessione sul tono, sulla satira e sulla distanza necessaria per trasformare un episodio quotidiano in un contenuto leggibile.

La scelta tra i due appuntamenti di sabato dipende soprattutto da ciò che si vuole portare via dalla giornata. Al mattino il punto di partenza è il racconto dei luoghi; al pomeriggio è lo sguardo su ciò che accade intorno a noi. Non sono due tappe identiche e non conviene prenotarle solo perché una segue l’altra: chi ha tempo per entrambe può costruire una giornata completa, ma ciascuna ha un proprio laboratorio e un proprio limite di posti.

Per Il Mariele l’organizzazione indirizza a una registrazione gratuita separata. Il dato utile non è solo l’orario: l’Innovation Lab resta la sede dell’incontro, in via Nicola Badaloni 2, quindi non occorre spostarsi in un altro quartiere fra mattino e pomeriggio. È però prudente calcolare un margine per l’arrivo e conservare sul telefono la conferma ricevuta. Il programma non pubblica un servizio di ristoro né pause organizzate: non va dato per scontato che siano inclusi nell’evento.

Domenica mattina: Vera Gheno e il peso delle parole

Domenica 25 ottobre, ancora dalle 10 alle 13, il festival ospita Vera Gheno con Le parole fanno mondi. È probabilmente la proposta più immediata per chi desidera interrogarsi sul linguaggio usato online, nelle relazioni quotidiane e nella comunicazione pubblica. Il titolo non promette formule rapide né un manuale per aumentare la visibilità: il programma la presenta come incontro-laboratorio, dunque come spazio di confronto e pratica sui modi in cui le parole costruiscono rappresentazioni e rapporti.

Può interessare insegnanti, studenti, operatori culturali, chi scrive per un’associazione o un’attività, ma anche chi vuole mettere a fuoco la qualità delle conversazioni che legge e produce ogni giorno. L’utilità pratica sta nel scegliere l’appuntamento per il suo tema, non perché la presenza della relatrice sia un’occasione da consumare velocemente. Tre ore consentono infatti di seguire l’intervento e la parte laboratoriale; arrivare tardi vorrebbe dire perdere proprio il contesto comune da cui parte il lavoro.

La registrazione gratuita per Vera Gheno è indicata nella pagina del programma 2026. L’organizzazione comunica che le prenotazioni sono possibili fino al giorno precedente all’evento: per l’appuntamento di domenica non è quindi sensato rimandare alla stessa mattina. Se non si trova posto, la soluzione corretta è verificare con il festival eventuali disponibilità o rinunce, senza presentarsi confidando in un ingresso automatico.

Domenica pomeriggio: Filosofia Coatta, identità e meme

L’ultimo appuntamento è domenica dalle 14 alle 17 con Giulio Armeni – Filosofia Coatta. Costruire un’identità, un meme alla volta è il titolo dell’incontro-laboratorio dedicato a uno dei linguaggi più rapidi e riconoscibili della rete. La proposta non va letta come una semplice rassegna di contenuti divertenti: il filo dichiarato è la costruzione di un’identità attraverso forme brevi, riferimenti condivisi e modi di raccontare che cambiano da comunità a comunità.

È la scelta più naturale per studenti, giovani adulti, creativi e per chi vuole capire meglio perché una battuta, un’immagine o un riferimento riescono a circolare e a definire un tono. Può essere utile anche a chi lavora nella comunicazione e vuole evitare un uso meccanico dei meme: conoscere un linguaggio non equivale a copiarne la superficie. Il laboratorio promette proprio un’occasione per discutere stile e uso creativo dei contenuti, con un confronto diretto fra partecipanti e ospiti, secondo l’impostazione generale del festival.

Anche in questo caso l’iscrizione è gratuita ma distinta dagli altri tre appuntamenti. Chi ha già partecipato al mattino con Vera Gheno deve quindi verificare di avere completato la registrazione anche per il pomeriggio; le due fasce non sono presentate come un unico biglietto giornaliero. La sede non cambia, mentre cambia il canale di prenotazione indicato nella scheda dell’evento: controllarlo prima di procedere evita di registrarsi per l’incontro sbagliato.

Sede, tempi e scelta dell’incontro

L’Urban Digital Center – Innovation Lab si trova a Rovigo in via Nicola Badaloni 2. Il programma ufficiale concentra qui tutte e quattro le attività: sabato 24 ottobre dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 17, domenica 25 negli stessi orari. Fra una fascia e l’altra resta quindi una pausa di un’ora; è utile per chi ha scelto due incontri nella stessa giornata, ma il festival non la descrive come parte di un’attività collettiva.

La selezione è più semplice se si parte da una domanda concreta. Chi vuole ragionare di territori e narrazione può scegliere Katia Amoroso; chi cerca satira e osservazione Il Mariele; chi mette al centro il linguaggio Vera Gheno; chi è incuriosito dall’identità digitale e dai meme Filosofia Coatta. Non sono eventi pensati per essere confrontati sul costo, perché l’ingresso è gratuito per tutti, ma su tema, giorno e disponibilità effettiva dei posti.

Il festival rappresenta un’alternativa al calendario di eventi all’aperto di questo fine settimana: richiede una prenotazione, è al coperto e occupa una fascia definita. Chi cerca invece una meta diversa può consultare la selezione per il fine settimana in Veneto e Friuli Venezia Giulia, gli appuntamenti del weekend fra Treviso e Padova o il calendario dei Cammini veneti. Per una proposta indoor dedicata alla cultura pop, nello stesso weekend c’è anche la Family Comic Convention di Martignacco, con caratteristiche e pubblico differenti.

Prima di partire resta valido il controllo sul canale dell’organizzazione: il Social Media Festival pubblica il programma, gli accessi alle prenotazioni e il contatto [email protected]. L’informazione da non perdere è la registrazione entro il giorno precedente: è l’elemento che trasforma un appuntamento gratuito in un posto realmente riservato.

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