Speranza: "non ci sono le condizioni per allentare le misure"

"Non ci sono le condizioni epidemiologiche per abbassare le misure di contrasto alla pandemia, siamo all'ultimo miglio e non possiamo abbassare la guardia". Lo ha detto il ministro della Salute, Rober...

24 febbraio 2021 14:17
Speranza: "non ci sono le condizioni per allentare le misure" -
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"Non ci sono le condizioni epidemiologiche per abbassare le misure di contrasto alla pandemia, siamo all'ultimo miglio e non possiamo abbassare la guardia". Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, nella comunicazione al Senato sulle nuove misure per il contrasto della pandemia da coronavirus.

"La proposta di un portavoce per il Cts può essere considerata positivamente", ha aggiunto. Al termine dell’intervento a palazzo Madama, annuncerà gli stessi provvedimenti alla Camera. La votazione delle risoluzioni è prevista per le ore 17.30. Si mira a definire il nuovo provvedimento cercando un punto di caduta non facile tra le diverse posizioni dei partiti che sostengono Draghi. Tenendo sempre presente l'andamento della pandemia e il parere degli esperti. Sarà poi il presidente del Consiglio a fare la sintesi.

"Grande prudenza,Rt si avvia a superare soglia di 1"

"È fondamentale mantenere un approccio di grande prudenza. Con questo livello di incidenza di casi abbiamo 5 regioni con terapie intensive sopra la soglia critica e l'Rt medio è 0.99, secondo ultimo rilevamento. Quindi l'Rt si avvia con le misure attualmente in vigore a superare la soglia di 1". 

"La presenza delle varianti condizionerà l'epidemia: la variante inglese è presente nel 17,8% dei casi e sarà presto prevalente e la sua maggiore diffusione rende indispensabile alzare il livello di guardia, ma fortunatamente non compromette efficacia dei vaccini. Le altre due varianti sono più insidiose per la ridotta efficacia dei vaccini. La loro diffusione è minore ma è necessario isolare i focolai".

"Unità nazionale contro emergenza"

"Solo il comune lavoro di tutte le istituzioni può portarci a vincere la sfida che abbiamo davanti. Questo dibattito è importante e siamo in una situazione politica nuova. Ringrazio il presidente Mattarella. Il premier ha detto che l'unità non è un'opzione ma un dovere. Ho sempre auspicato un'unità nazionale contro l'emergenza. Non c'è strada diversa da unità", l'appello lanciato dal ministro, che poi aggiunge: "Le polemiche disorientano i cittadini sempre più stanchi per questa lunga crisi, Insieme all'unità e alla responsabilità è indispensabile dire sempre la verità ai cittadini. Riconfermo un messaggio di fiducia: argineremo il virus con la scienza e il personale sanitario. I ritardi di alcune forniture di vaccini non muteranno l'iter in corso e vediamo la luce in fondo al tunnel". 

"Tavolo tecnico con Iss per un quadro su varianti"

"Differenziare le misure su base regionale ci consente di agire in modo proporzionale e ci ha permesso di non ricorrere ad altri lockdown generalizzati, mentre altri paesi Ue ne hanno fatti due o tre. Ritengo sia utile anche alla luce delle varianti, favorire un nuovo confronto in un tavolo tecnico tra Iss e Ministero per delineare il quadro in cui siamo".

"Impegno governo per congrui ristori"

"C'è l'impegno del governo a congrui ristori per le attività che stanno soffrendo. Questo deve valere per le mie ordinanze che da ora andranno in vigore dal lunedì e per le misure regionali. Il prossimo dpcm varrà dal 6 marzo al 6 aprile e la bussola sarà la salvaguardia del diritto alla salute".

Il virus continua a correre

Le varianti spingono intanto la diffusione del coronavirus - oltre il 30% delle infezioni in Italia è dovuto a quella inglese e a metà marzo sarà predominante in tutto il Paese, hanno detto gli esperti di Iss e Cts al premier Mario Draghi - e in diverse zone si materializza la temuta terza ondata. Allarme alto, in particolare, nella provincia di Brescia, che diventa così zona "arancione rafforzata", al pari di 14 comuni dell'Emilia Romagna; crescono poi le zone rosse in diversi territori mentre nelle ultime 24 ore si registrano altri 356 morti e i pazienti ricoverati in terapia intensiva aumentano di 28. Draghi ha riunito ieri sera ministri ed esperti. Si cerca una quadra tra "aperturisti" e "rigoristi" in vista del nuovo provvedimento che dovrà sostituire il dpcm firmato da Giuseppe Conte in scadenza il 5 marzo: l'idea sarebbe quella di coinvolgere maggiormente il Parlamento e non si esclude dunque la strada del decreto. Un provvedimento da varare nei prossimi giorni, non prima comunque del monitoraggio di venerdì prossimo.

Le diverse posizioni

Il leader della Lega Matteo Salvini, da parte sua, insiste a chiedere le riaperture, ma il ministro della Salute Speranza e gli esperti del Cts frenano, segnalando il rischio contagi, specie alla luce delle nuove varianti. "Abbiamo rappresentato al presidente del Consiglio i dati e i numeri, noi siamo prudenti, ma non abbiamo descritto una situazione di catastrofe imminente", ha detto Agostino Miozzo, coordinatore del Cts, al termine della riunione. "Non abbiamo parlato di riaperture, se ne parlerà in un'altra occasione", ha aggiunto, anche se è noto che gli esperti sono stati finora contrari al semaforo verde a impianti da sci, cinema e palestre. Venerdì ci sarà il nuovo monitoraggio, "poi vedremo", ha aggiunto, anche se lo scenario di una zona arancione nazionale, ventilata da qualcuno, sembra tuttavia restare al momento solo un'ipotesi

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