Spilimbergo, dieci giovani corregionali dall’estero alla Scuola Mosaicisti del Friuli
Arrivano da Canada, Argentina, Brasile e Uruguay: nel 2026 un percorso tra mosaico, paesi d’origine e incontri di famiglia.
SPILIMBERGO - Dieci discendenti di emigrati friulani residenti all’estero stanno vivendo in Friuli un percorso di due settimane che unisce formazione artistica e ricerca delle proprie origini. I partecipanti, arrivati da Canada, Argentina, Brasile e Uruguay, seguono alla Scuola Mosaicisti del Friuli un corso introduttivo all’arte del mosaico, mentre visitano i paesi da cui partirono nonni e bisnonni e ricostruiscono legami familiari e comunitari.
L’iniziativa è organizzata dall’Ente Friuli nel Mondo e finanziata dalla Regione Friuli Venezia Giulia, attraverso il Servizio lingue minoritarie e corregionali all’estero. La scuola di Spilimbergo collabora da anni al progetto, mettendo a disposizione un laboratorio dedicato a una delle espressioni artistiche più riconoscibili del territorio.
Per i partecipanti non si tratta solo di un viaggio identitario. Il soggiorno in regione offre la possibilità di conoscere da vicino storia, ambiente, tradizioni e artigianato friulano, entrando in contatto con quella comunità d’origine che fino a oggi molti avevano conosciuto soltanto attraverso racconti di famiglia, fotografie e ricerche a distanza.
Due settimane tra laboratorio e ritorno ai luoghi di famiglia
Alla Scuola Mosaicisti del Friuli i dieci giovani seguono un percorso laboratoriale con le nozioni di base del mosaico e la realizzazione di piccole opere musive. Le tessere lavorate durante il corso diventano così anche un ricordo concreto del viaggio, insieme alle relazioni nate durante il soggiorno.
Davanti a pietre, smalti e alla martellina, il laboratorio diventa anche uno spazio di scambio personale. Alcuni partecipanti hanno una formazione nel settore architettonico o artistico e hanno trovato nell’esperienza di Spilimbergo un’occasione per approfondire aspetti tecnici del mosaico da trasferire poi nel proprio lavoro. Per altri, invece, è stato un primo contatto con questa tecnica, tra pazienza, studio dei materiali, colori, accostamenti e forma delle tessere.
I comuni friulani visitati sulle tracce degli antenati
Durante il periodo in Friuli, tutti hanno cercato di raggiungere il paese di provenienza della propria famiglia. Le tappe toccate sono state Budoia, Valvasone, Polcenigo, Fontanafredda, Udine, Mortegliano, Mereto di Tomba, Pavia di Udine, Codroipo e Staranzano.
In molti casi il viaggio ha coinciso con riunioni di famiglia, incontri con amici dei genitori o dei nonni, raccolta di racconti, confidenze, aneddoti e saluti da riportare alle comunità di appartenenza all’estero. Il progetto si inserisce nel legame che il Friuli Venezia Giulia continua a coltivare con i suoi corregionali nel mondo, anche attraverso iniziative come la Settimana delle Radici dedicata ai corregionali all’estero.
Le visite in regione oltre al corso di mosaico
Accanto alla formazione in aula e al ritorno nei luoghi familiari, i partecipanti hanno visitato anche alcuni dei centri più noti della regione: Cividale del Friuli, Aquileia, Grado, Trieste, Udine, Pordenone, Palmanova, San Daniele e Spilimbergo.
Il soggiorno si muove quindi su un doppio binario: da una parte la scoperta del Friuli più personale, quello delle case, delle chiese, delle piazze e dei campanili evocati nei racconti di famiglia; dall’altra la conoscenza del patrimonio storico e artistico regionale attraverso un itinerario pensato per chi vuole approfondire il territorio da viaggiatore consapevole.
Per i dieci giovani corregionali, questa esperienza sarà poi riportata nei diversi Fogolârs furlans di riferimento, dove vengono mantenuti vivi i rapporti con la storia e con le comunità friulane sparse nel mondo. Tra i ricordi raccolti in queste settimane ci sono soprattutto i volti, le parole e gli incontri avuti nei paesi d’origine delle famiglie.