A Spilimbergo una giornata sulla ricostruzione del Friuli: testimonianze, archivi e confronto con L’Aquila e Modena
Lunedì 22 giugno alle 16 al Teatro Miotto incontro pubblico con mostra documentaria, reading e tavola rotonda.
SPILIMBERGO – Lunedì 22 giugno alle 16 il Teatro Miotto ospiterà “Dalle macerie alle case. Le mani che hanno ricostruito”, appuntamento promosso da Ater Udine e Ater Pordenone nel cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli. Al centro non ci sarà solo il ricordo del sisma, ma il lavoro concreto che portò alla ricostruzione di abitazioni, servizi e interi paesi, con un confronto che coinvolgerà anche le esperienze dell’Aquila e di Modena.
L’iniziativa punta a rileggere la ricostruzione friulana come un processo collettivo fatto di amministrazioni locali, enti per l’edilizia pubblica, tecnici, lavoratori e cittadini. Un percorso che, secondo i promotori, trasformò l’emergenza in un modello organizzativo e civile riconosciuto a livello nazionale.
Il programma al Teatro Miotto
A moderare il pomeriggio sarà la giornalista del Messaggero Veneto e scrittrice Luana de Francisco. L’apertura è affidata alla testimonianza del vigile del fuoco Giorgio Godina, seguita dai saluti istituzionali.
Il programma prevede poi il reading “Voci della ricostruzione”, un dialogo con alcuni dei protagonisti della stagione successiva al terremoto e la tavola rotonda “Oltre le macerie. Ricostruire le case, ricostruire le comunità”.
Accanto ai soggetti che vissero direttamente la ricostruzione del Friuli, parteciperanno anche Ater L’Aquila e Acer Modena, invitate a portare esperienze maturate in territori diversi ma segnati dallo stesso nodo: restituire alle persone una casa e, insieme, condizioni di vita, relazioni e continuità di comunità.
Mostra documentaria e installazione partecipativa
Nel Teatro Miotto sarà allestita una mostra documentaria costruita con materiali provenienti dagli archivi delle Ater e degli enti partecipanti. Il percorso raccoglierà delibere storiche, progetti, planimetrie, fotografie, atti amministrativi e testimonianze legate al lavoro svolto negli uffici e nei cantieri durante la fase della ricostruzione.
L’obiettivo è riportare in primo piano una memoria tecnica e amministrativa meno conosciuta rispetto al racconto pubblico del terremoto, ma decisiva per capire come furono ricostruiti alloggi, servizi e centri abitati.
Accanto alla mostra ci sarà anche “Il mosaico delle mani”, installazione partecipativa realizzata con il contributo di ospiti e pubblico. L’opera è pensata come segno visibile di un impegno condiviso, in linea con il tema dell’incontro.
Chi promuove l’iniziativa e a chi si rivolge
L’evento è promosso da Ater Udine, Ater Pordenone e dalla Direzione centrale Infrastrutture e Territorio della Regione Friuli Venezia Giulia, con la collaborazione del Comune di Spilimbergo, Federcasa, Anci FVG, Associazione Comuni Terremotati e Sindaci della Ricostruzione del Friuli, Associazione Sindaci Emeriti del Friuli Venezia Giulia, CRAF e Scuola Mosaicisti del Friuli.
L’iniziativa è rivolta a ex dipendenti e collaboratori delle Ater, amministratori pubblici, tecnici e professionisti del settore abitativo, ma anche a cittadini, comunità locali, studenti e giovani professionisti.
Le dichiarazioni dei presidenti Ater
In una nota congiunta, il presidente di Ater Pordenone Mauro Candido e la presidente di Ater Udine Vanessa Colosetti spiegano che, a cinquant’anni dal terremoto, l’intenzione è ricordare non solo ciò che andò distrutto, ma anche ciò che venne costruito attraverso la collaborazione tra istituzioni, Comuni, enti dell’edilizia pubblica, tecnici, lavoratori e cittadini.
I due presidenti indicano proprio in quella rete il fattore che rese possibile restituire case, servizi e fiducia alle comunità colpite. Nella stessa chiave viene letto anche il coinvolgimento di Ater L’Aquila e Acer Modena: mettere a confronto percorsi diversi per trasformare la memoria in uno strumento utile anche per le sfide attuali.
Oggi Ater Udine gestisce 8.695 alloggi con oltre 15.000 residenti, mentre Ater Pordenone amministra 3.800 alloggi nei quali vivono più di 8.000 persone. Un dato che, nelle intenzioni degli organizzatori, collega la memoria della ricostruzione al ruolo attuale dell’edilizia pubblica sul territorio.