Star impegnate nel sociale: come e perché l’attore Giovanni Morassutti sta aiutando a cambiare il nostro mondo

“Al momento, sto consolidando le mie collaborazioni con diversi partner internazionali e con la Regione Friuli-Venezia Giulia. Le attività del centro d’arte entrano in risonanza con la comunità locale.
I risultati dei miei progetti sono solitamente aperti al pubblico e hanno ricevuto un particolare interesse tra la gente del posto.
Il mio obiettivo è anche quello di promuovere il turismo culturale e di coinvolgere ulteriormente la comunità territoriale. Il Friuli-Venezia Giulia è una regione unica culturalmente, plasmata da storia, tradizioni e arte. Mi piacerebbe collaborare con altre entità locali. Direi che in questa fase, le tre cose che possono sostenere il mio progetto consistono nel promuovere le mie attivita´, fare delle donazioni al centro d’arte e collaborare ai nostri progetti.”

Come parte della nostra serie di interviste sulle star che stanno avendo un importante impatto sociale, ho avuto il piacere di intervistare Giovanni Morassutti.

Giovanni Morassutti (nato il 15 marzo 1980 a Padova) è un attore, regista, scrittore, artista e imprenditore culturale italiano. Diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia, è un attore rappresentativo del Method acting, essendo stato allievo e collaboratore di lunga data di John Strasberg ed avendo studiato anche con la sorella Susan alla fine degli anni ’90. Dal 2001 ha recitato in più di 20 film, tra film indipendenti, prime tv e film internazionali. Nel 2016 ha scritto la prefazione alla versione italiana del libro di Strasberg “Per scelta, per caso. Oltre l’Actors Studio”.
Giovanni Morassutti è il fondatore di Art Aia – Creatives / In / Residence, una residenza internazionale per artisti e un centro d’arte situato nella campagna del nord-est della regione italiana Friuli-Venezia Giulia che si concentra sullo sviluppo del processo creativo, l’olismo e le pratiche sostenibili, preservando la biodiversità e facilitando lo scambio culturale attraverso i confini.

Grazie mille per questa intervista! Puoi condividere con noi cosa ti ha portato a questo percorso professionale?

Grazie per avermi invitato. È un vero piacere essere intervistato da te.
Preferirei parlare del mio percorso come imprenditore culturale e fondatore di un’organizzazione artistica perché è lì che vedo il mio principale contributo di impatto sociale. Rispetto al mio lavoro di attore posso dire che, tutte le volte che affronto un personaggio, cerco sempre di mettermi nei suoi panni da un punto di vista prettamente umano più´che come un attore.

Amo la natura. Mi ispira e mi fa sentire in armonia con me stesso. Mi sento male quando vedo come il peggior tipo di umanità la stia distruggendo solo per trarne profitto. Problemi come l’inquinamento marino, la deforestazione e la caccia abusiva mi rattristano ma soprattutto mi fanno arrabbiare. Sono preoccupato per il riscaldamento globale e per tutte le minacce che sta subendo la biodiversità. Sento un forte bisogno emotivo di sensibilizzare la gente su questo problema. Fondare la residenza artistica internazionale Art Aia – Creatives / In / Residence rappresenta il mio contributo ad una causa ambientale oltre a favorire un approccio olistico alle arti. Sono stato infatti ispirato da mio padre che ha tenuto alcuni corsi per favorire lo sviluppo della creatività in un ambiente naturale, quando Art Aia era ancora un centro agricolo. In seguito, fondando Art Aia – Creatives /In / Residence ho concepito alcune proposte ed iniziative culturali rivolte ad artisti internazionali legate alla sperimentazione e alla ricerca in pratiche sostenibili così come la programmazione di corsi di alta formazione in alcune delle principali categorie all’interno delle arti liberali come il teatro e le arti visive.

Puoi condividere la storia più divertente o interessante che ti è capitata nel corso della tua carriera? Qual è stata la lezione che hai imparato?

Beh, vi racconto un episodio di quando ho prodotto il primo programma di artist-in-residence del progetto Mappe Fluide di Marsala 11 nel 2014.
A seguito di una open call, ho selezionato il collettivo artistico Marsala 11 per sviluppare un progetto volto alla ricerca sulla topografia del territorio. Gli artisti, al termine della residenza, hanno installato interventi site-specific utilizzando, come spazio espositivo, la vecchia stalla di fine ‘800 del centro d’arte e le sue adiacenze. Ero molto entusiasta del progetto e ho fatto del mio meglio per soddisfare le loro esigenze, mentre lavoravano allo sviluppo del loro processo creativo. Oltre a fare da curatore e tutor al progetto, preparavo anche da mangiare. Credo di cavarmela in cucina, ma per qualche motivo, gli artisti non volevano mangiare quello che cucinavo. Preferivano andare in un bar nel paese più vicino e mangiare dei panini. Mi sono sempre chiesto cosa ci fosse di sbagliato nella mia pastasciutta!
Ho imparato, attraverso questa esperienza, che bisogna mettere dei limiti, che non si possono fare tutte le cose insieme e che bisogna strutturare bene un’organizzazione artistica.

Cosa consiglieresti a un giovane che vuole emulare il tuo successo?

Credo che il successo sia legato alla capacità di rialzarti dai propri fallimenti; quindi, suggerirei di non rinunciare ai propri sogni e di cercare di fare del proprio meglio per esprimere se stessi e quello che si vuole fare. In altre parole essere determinati.
La sfida è quella di realizzare i sogni nel mondo reale, il che richiede molto lavoro e l’accettazione di molti rifiuti. Non bisogna prenderla mai sul personale. È solo la vita e la vita è dura.
Tu usi la parola “emulare”, che credo sia un po’ pericolosa. Ognuno di noi ha il suo cammino, e anche se si può essere ispirati e imparare dagli altri, ciascuno ha il suo viaggio. A mio parere bisogna seguire ciò che si e´ chiamati a fare in questo mondo, la propria missione, che non è sempre facile da trovare. Nel mio caso, e´ fare l’attore e il creativo. Il mio consiglio è di andare avanti per la propria strada ascoltando qualche consiglio ma solo da persone di cui ti fidi realmente e che ammiri. I genitori premurosi, per esempio, danno sempre consigli, e la maggior parte delle volte lo fanno per amore, ma bisogna fare attenzione perché potrebbero essere proiezioni dei loro sogni e rimpianti. Per quanto riguarda il mestiere di attore sono solito consigliare di trovare un buon maestro, di non tradire se stessi per arrivare al successo e di migliorarsi come persone prima che come attori.

C’è una persona che ha avuto un impatto profondo sulla tua vita?

Sì, John Strasberg, il figlio di Lee Strasberg, la guida spirituale dell’Actors Studio di New York. Ho studiato e collaborato con lui per oltre 20 anni, e credo che mi abbia aiutato a scoprire me stesso e il mio processo creativo. È stato una figura paterna e una fonte di ispirazione artistica. Ricordo una volta, a New York, provavo un forte senso di colpa per alcuni problemi legati alla mia famiglia. Dopo la lezione, abbiamo camminato per le strada nel quartiere dei teatri di Manhattan, e gli dissi come mi sentivo. Lui mi abbracciò e mi sussurrò: “Se i tuoi genitori ti avessero amato un po’ di più”. Sentire quella frase mi fece scoppiare in lacrime. Fu un tale sollievo per me. I miei genitori hanno divorziato quando avevo 4 anni. Ho sempre avuto a che fare con il senso di colpa, una sorta di sensazione di inadeguatezza. Ora che sono un uomo, sto vivendo la mia vita accettando il fatto che i miei genitori probabilmente hanno fatto del loro meglio per prendersi cura di me, il che mi fa stare meglio. Strasberg mi ha aiutato ad arrivare a questa consapevolezza come altre persone che ho incontrato lungo il mio cammino.

Come stai usando il tuo successo per portare il bene al mondo? Puoi condividere con noi i progetti più significativi o emozionanti a cui stai lavorando in questo momento?

Non mi arrendo, e continuo a cercare di fare quello che sogno di fare. Ritengo che questo sia il mio maggior successo. Per quanto riguarda il mio impegno sociale sto dando la possibilità a persone di tutto il mondo di concentrarsi sul loro processo creativo e di scoprire le bellezze naturali della mia regione d’origine grazie ai programmi di residenza per artisti e ai corsi residenziali di alta formazione.
Sto creando nuove possibilità di collaborazione tra pensatori di tutti i campi.
Art Aia Studios è uno dei miei ultimi progetti che mira a offrire masterclass sul Processo Creativo Organico e sul Method acting ad attori, registi e scrittori, così come workshops sulle arti visive e sulla sostenibilità grazie ai miei vari collaboratori.

Puoi condividere con noi la storia del perché hai scelto di intraprendere questa particolare causa?

Ho avuto tanti momenti in cui, stando nella natura, mi sono sentito in armonia con me stesso, e credo che queste esperienze siano tra le motivazioni principali per cui ho scelto con resilienza questa causa. Da bambino, tenevo le rane in tasca e guardavo gli alberi e i fiori per ore. La natura mi ha sempre attratto. Nutre la mia anima. RItengo che il fatto che il nostro pianeta stia affrontando gravissimi problemi ambientali sia molto urgente, e sto facendo del mio meglio per comunicare questo tema ad un pubblico globale attraverso le pratiche artistiche olistiche, la creatività e l’impegno comunitario.

Puoi condividere con noi la storia di una persona che ha abbracciato il tuo progetto?

Nel 2018 ho collaborato con le associazioni inglesi the Arts Territory Exchange e il Centre for Sustainable Practice in the Arts nella residenza in pratiche sostenibili. Due artiste internazionali, Beatrice Lopez dalla Norvegia e Kelly Leonard dall’Australia, sono venute a passare del tempo ad Art Aia – Creatives / In / Residence per sviluppare le loro pratiche artistiche legate all’ecologia. Mentre erano lì, abbiamo visitato i vigneti della Cantina Dei Principi di Porcia, un’azienda vinicola antica di otto secoli, discutendo dell’incrocio tra cultura e agricoltura sostenibile con il principe Guecello di Porcia che ritengo sia stato colpito dalla mia causa dal momento che ha deciso di diventare il nostro sponsor tecnico con la sua azienda Energy Saving.
Mentre eravamo nella sua fattoria ad Azzano , le artiste hanno anche realizzato una performance: “Filtering” per sottolineare la necessità di filtrare e riciclare. Sono grato di aver collaborato con il CSPA. Stanno facendo un fantastico lavoro di sensibilizzazione sull’equilibrio ambientale, l’equità sociale, la stabilità economica e il rafforzamento di infrastrutture culturali . Gudrun Filipska ha scritto un bellissimo articolo sulla nostra collaborazione (Connected by a Thread). Credo che esprima con chiarezza anche il mio impegno a creare il tipo di connessioni tra persone che conducono all’azione civica collettiva, all’espressione politica, al dialogo comunitario e alla condivisione di esperienze culturali.

Quali sono le tre cose che gli individui, la società o il governo possono fare per sostenerti in questo progetto?

Al momento, sto consolidando le mie collaborazioni con diversi partner internazionali e con la Regione Friuli-Venezia Giulia. Le attività del centro d’arte entrano in risonanza con la comunità locale.
I risultati dei miei progetti sono solitamente aperti al pubblico e hanno ricevuto un particolare interesse tra la gente del posto.
Il mio obiettivo è anche quello di promuovere il turismo culturale e di coinvolgere ulteriormente la comunità territoriale. Il Friuli-Venezia Giulia è una regione unica culturalmente, plasmata da storia, tradizioni e arte. Mi piacerebbe collaborare con altre entità locali. Direi che in questa fase, le tre cose che possono sostenere il mio progetto consistono nel promuovere le mie attivita´, fare delle donazioni al centro d’arte e collaborare ai nostri progetti.

Quali sono le tue “5 cose che avresti voluto che qualcuno ti avesse detto quando hai iniziato” e perché.

Beh, quando dici “iniziato”, tornerei indietro alla mia prima infanzia perché credo che siamo nati con il talento e che la sfida consista nel seguire la nostra missione, coltivare ed esprimere noi stessi nella nostra vita adulta.

Detto questo, mi sarebbe piaciuto sentire le seguenti cose:
● Puoi fare quello che sogni di fare, può accadere e le cose andranno bene , perché vali.
La nostra mente può essere uno dei nostri peggiori nemici, soprattutto quando assorbiamo troppe critiche e pressioni, che si trasformano in pensieri negativi che portano a procrastinare. Abbiamo bisogno di essere auto-indulgenti a volte.
● La tua sensibilità è un dono, non un difetto. Essere sensibili non significa essere deboli.
Mi sarei valorizzato di più accettando e fidandomi della mia sensibilità come essere umano. In natura ad esempio gli animali più sensibili percepiscono il pericolo prima degli altri.
● Fidati degli altri e aiuta le persone intorno a te.
Credo che il vero cambiamento sia uno sforzo collettivo e che la condivisione con gli altri possa portare un’enorme quantità di gioia. Aiutarsi l’un l’altro a livello umano e sociale è una profonda fonte di appagamento e dignità, ma bisogna comunque fare attenzione con chi si ha a che fare, fidandosi del proprio intuito.
● Sii quello che sei e non preoccuparti di quello che gli altri pensano di te.
Provengo dalla borghesia italiana e sono cresciuto in un ambiente preoccupato dall’aspetto, la forma e il successo materiale considerati valori fondamentali per far parte del “clan”. Non sto dicendo che non ci siano aspetti positivi in questo ambiente, ma credo che per vivere la vita che si vuole davvero vivere, bisogna essere coraggiosi, ed essere un artista è un atto di ribellione. È fondamentale esprimere ciò che si sente, rischiando e non serve prestare troppa attenzione ai giudizi delle persone, come ho già detto in precedenza.
● Il profitto è secondario nella vita. L’impegno e la qualità vengono prima.
Ho sempre voluto essere bravo in quello che faccio per dare la parte migliore di me stesso al mondo. Questo è particolarmente vero nel mio processo artistico come attore. Credo di aver assorbito in giovane età lo spirito originale dell’Actors Studio, dove gli attori continuavano a lavorare su se stessi indipendentemente dal loro successo materiale.
Quando concentro la mia energia su soldi, potere e fama, mi sento infelice e intrappolato dalle mie frustrazioni.

Tu sei una persona molto influente. Se potessi iniziare un movimento per fare del bene al maggior numero di persone, quale sarebbe? Non si sa mai cosa può scatenare la tua idea 🙂

Grazie per aver detto questo. Una volta ho usato questa metafora in un’intervista radiofonica: “Tante piccole gocce insieme possono creare un ruscello.”.
Mi sento già parte di un movimento, insieme a molti altri bravi artisti e creativi che creano progetti stimolanti in tutto il mondo. Mi batto per preservare la natura e la sua biodiversità e per usare le pratiche artistiche per esprimere temi come il riscaldamento globale e la sostenibilità ambientale. Mi dedico inoltre a coltivare il talento e la creatività altrui.
Mi impegno a creare consapevolezza sull’importanza di preservare la cultura e l’ambiente, che sono i pilastri di una società sana. Il nostro approccio determinerà il corso del futuro, e dobbiamo essere un esempio eccellente per le giovani generazioni trasmettendo le nostre migliori conoscenze, cosa essenziale se vogliamo cambiare il modo in cui la gente guarda le cose. Ad esempio, sto collaborando con Sadya Mizan, fondatrice della comunità di artisti Uronto in Bangladesh, condividendo la sua missione di usare l’arte per preservare il patrimonio culturale. Sono impressionato dallo sforzo collettivo di quella comunità di artisti per mantenere intatto il Palazzo Dubolhati, un sito storico che rappresenta l’identità del suo popolo. Nel mio ambito, sto facendo lo stesso con l’ambiente della mia regione d’origine, comunicando a livello globale le sue bellezze naturali e la sua biodiversità grazie alle mie collaborazioni artistiche internazionali e alla partnership con la piattaforma online Google Arts & Culture. Voglio anche offrire un’alternativa all’educazione tradizionale creando un circuito spontaneo di artisti e offrendo delle opportunità che si concentrano sullo sviluppo del processo creativo in un ambiente naturale.

Puoi condividere la tua “Life Lesson Quote” preferita? Come è stata rilevante nella tua vita?

“La bellezza è verità, la verità è bellezza: questo è tutto ciò che voi sapete in terra e tutto ciò che vi occorre sapere.” John Keats.
Ha sempre ispirato la mia pratica artistica poiché la ricerca della verità è il nucleo del mio lavoro. Mentre lavoravo al mio primo film documentario Personal Dream Space girato presso la residenza artistica, è stata condivisa anche da John Strasberg, il che ha ispirato ulteriormente il mio progetto. Il documentario è stato prodotto da Art Aia- La Dolce Berlin, una produzione indipendente che ho co fondato a Berlino, che produce documentari e fiction su temi come la natura, la creatività, l’arte e la parità di genere. Credo che la natura e l’arte possano esprimere il mistero di una delle verità fondamentali della vita, condivisa da tutti noi.

Siamo fortunati che alcuni dei più grandi nomi del mondo degli affari, dei finanziamenti VC, della politica, dello sport e dello spettacolo leggano questa rubrica. C’è una persona nel mondo, o negli Stati Uniti con cui vi piacerebbe fare una colazione o un pranzo privato, e perché? Lui o lei potrebbe vedere questo se li tagghiamo 🙂

Direi Eckhart Tolle. Lo ammiro come insegnante spirituale e penso che abbia sofferto molto. Mi piacerebbe confrontarmi con la sua energia. Durante il pranzo o la colazione mi assicurerei di stare nel momento presente.

Grazie mille per queste fantastiche intuizioni. E’ stato così stimolante, e ti auguriamo un continuo successo!

Grazie, Edward. E’ stato un vero onore e auguro il meglio anche a te.

Tradotta da un intervista in inglese a cura di Edward Sylvan per Authority Magazine.

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