Stop all’eolico nelle Valli del Natisone: biotopi i monti Craguenza e Joanaz
La Regione formalizza la tutela dei due monti. Pozzo: decisiva la spinta di Comuni, comitati e cittadini
TRIESTE - Stop al progetto eolico nelle Valli del Natisone e formale individuazione come biotopi dei monti Craguenza e Joanaz: è questo il passaggio politico e amministrativo richiamato dal consigliere regionale Massimiliano Pozzo (Pd), che giudica positiva la scelta della Regione e la collega alla mobilitazione espressa dal territorio.
Il decreto del presidente della Regione, citato nella nota del consigliere, riguarda due aree considerate particolarmente delicate sotto il profilo ambientale. Nella lettura di Pozzo, la decisione chiude una vicenda che aveva suscitato fin dall’inizio forti perplessità nelle comunità locali delle Valli del Natisone.
Secondo l’esponente dem, il merito principale va a Comuni, comitati, associazioni e cittadini che hanno seguito il dossier, presentato osservazioni e manifestato pubblicamente la propria contrarietà al progetto.
Cosa cambia per le Valli del Natisone
L’elemento concreto indicato da Pozzo è duplice: da una parte non si procede con il progetto delle pale eoliche, dall’altra i monti Craguenza e Joanaz vengono individuati formalmente come biotopi. Per il consigliere, questo passaggio riconosce il valore naturalistico dell’area e rafforza la tutela di una zona ritenuta sensibile per paesaggio e biodiversità.
Pozzo sostiene che l’impianto proposto fosse troppo impattante sia dal punto di vista ambientale e paesaggistico sia per le possibili ricadute su agricoltura e turismo, due settori richiamati esplicitamente nella sua presa di posizione.
Il tema si inserisce in un contesto più ampio di attenzione al territorio delle Valli, dove restano aperte anche altre questioni legate alla gestione dell’area e dei collegamenti, come il caso delle piante invasive lungo la Cividalese e nelle Valli del Natisone.
Le critiche al progetto eolico
Nella sua ricostruzione, Pozzo ricorda che il Partito democratico si era mosso fin dall’inizio contro l’ipotesi dell’impianto, lavorando insieme agli amministratori comunali, ai referenti locali del partito e ad altri interlocutori del territorio. Il consigliere riferisce di aver partecipato a incontri pubblici con le popolazioni interessate e di aver preso posizione sul caso già nelle prime fasi della discussione.
Tra gli argomenti usati per contestare il progetto, Pozzo indica l’impatto sulla biodiversità dell’area e l’assenza, a suo giudizio, di un chiaro riferimento all’eolico nel Piano energetico regionale. Un elemento che, nella sua lettura, rendeva ancora più debole l’ipotesi di intervenire in una zona così delicata.
Il nodo della condivisione con il territorio
La posizione espressa dal consigliere non mette in discussione la transizione energetica in sé. Pozzo afferma infatti che il percorso vada sostenuto, ma aggiunge che progetti di questo tipo devono essere condivisi con i Comuni e con le popolazioni coinvolte, oltre a essere valutati per l’impatto concreto che possono avere sul territorio.
Nel caso delle Valli del Natisone, conclude, il progetto sarebbe stato portato avanti senza un’adeguata condivisione territoriale e senza un collegamento chiaro con la pianificazione regionale. Da qui il giudizio favorevole sullo stop e sulla contestuale individuazione dei biotopi nei monti Craguenza e Joanaz.