“Stop alle inquadrature che sessualizzano le atlete”: arrivano nuove regole per le riprese in TV
European Athletics ed Ebu chiedono riprese tv attente alla prestazione, evitando zoom e rallenty che sessualizzano le atlete.
Basta primi piani insistenti, riprese dal basso e rallenty che spostano l’attenzione dalla prestazione sportiva al corpo delle atlete. European Athletics e European Broadcasting Union hanno pubblicato nuove linee guida rivolte alle emittenti internazionali che trasmettono le competizioni di atletica.
Non si tratta di una decisione dell’Unione europea né di un divieto vincolante, ma di un documento pensato per cambiare il linguaggio televisivo utilizzato durante le gare femminili.
Stop alle riprese senza valore tecnico
Per anni, prima della partenza o tra un tentativo e l’altro, le regie televisive si sono soffermate su primi piani ravvicinati e inquadrature del corpo delle sportive che raramente aggiungevano informazioni utili alla comprensione della gara.
Le nuove indicazioni invitano invece registi e operatori a valorizzare il gesto atletico, evitando che il fisico dell’atleta diventi il centro della narrazione per ragioni estranee alla competizione.
Tra le pratiche sconsigliate figurano le riprese strette e prolungate su specifiche parti del corpo, le angolazioni dal basso realizzate alle spalle delle sportive e i rallenty privi di un’effettiva utilità tecnica.
Come dovranno cambiare le immagini
Le linee guida non chiedono di rendere le gare meno spettacolari. Suggeriscono, al contrario, di raccontarle attraverso immagini capaci di mostrare meglio la preparazione e l’esecuzione del gesto.
Tra le alternative indicate ci sono campi più ampi, riprese laterali, immagini aeree e slow motion utilizzati per evidenziare rincorsa, stacco, postura, equilibrio e tecnica.
Le richieste arrivate dalle atlete
Il documento è stato preparato dopo un confronto con diverse protagoniste dell’atletica internazionale.
Tra le sportive coinvolte figurano l’ex campionessa mondiale del salto in lungo Ivana Španović, l’astista britannica Holly Bradshaw e la campionessa di salto in alto Blanka Vlašić.
Le atlete hanno raccontato come alcune riprese televisive abbiano contribuito negli anni a spostare l’attenzione dai risultati e dalla competizione al loro aspetto fisico.
Un problema che non si esaurisce con la diretta, perché le immagini vengono spesso estratte, modificate e diffuse sui social completamente fuori dal contesto sportivo.
Il problema dei video estratti dai social
Rispetto al passato, è cambiato soprattutto il modo in cui le immagini circolano online.
Una breve sequenza trasmessa durante una gara può essere isolata in pochi secondi e pubblicata su TikTok, Instagram o X, raggiungendo milioni di persone senza alcun riferimento al momento sportivo dal quale è stata prelevata.
Le riprese possono quindi essere trasformate in contenuti sessisti o utilizzate per attirare visualizzazioni, facendo passare in secondo piano il risultato ottenuto dall’atleta.
European Athletics ed Ebu intendono ridurre già nella fase di produzione la quantità di immagini facilmente decontestualizzabili e riutilizzabili per finalità lontane da quelle giornalistiche.
I rischi legati all’intelligenza artificiale
A rendere il fenomeno ancora più preoccupante è l’impiego dell’intelligenza artificiale per manipolare fotografie e fotogrammi delle sportive.
Dopo la diffusione della notizia, alcuni utenti hanno raccolto vecchie inquadrature di atlete e hanno chiesto a strumenti di intelligenza artificiale di modificarle, arrivando persino a tentare di rimuovere digitalmente gli indumenti.
Un comportamento che conferma le preoccupazioni espresse dalle sportive e la necessità di rafforzare la loro tutela, sia nella produzione televisiva sia nella successiva diffusione dei contenuti.
Non solo una questione di rispetto
Le nuove indicazioni fanno parte di un percorso più ampio intrapreso dal movimento olimpico e dalle federazioni internazionali per ottenere una rappresentazione più equilibrata dello sport femminile.
La questione riguarda il rispetto delle atlete, ma anche la qualità del racconto giornalistico. Una regia incentrata sulla tensione agonistica, sulla tecnica e sulla preparazione permette infatti di comprendere meglio la disciplina.
La prestazione torna al centro
L’obiettivo dichiarato non è censurare le immagini né imporre un elenco rigido di riprese vietate.
European Athletics ed Ebu chiedono piuttosto un cambio di prospettiva: raccontare le sportive come atlete, valorizzandone forza, tecnica, concentrazione e capacità agonistica.
Una svolta che punta a rendere le competizioni più corrette e, nello stesso tempo, più interessanti per il pubblico, riportando finalmente al centro ciò che conta davvero: la prestazione sportiva.