Stupizza, presidio al valico Italia-Slovenia contro i controlli di frontiera
Braidotti al valico di Stupizza-Robič: più risorse alla sicurezza urbana e meno barriere interne in Europa
STUPIZZA - Un presidio al valico italo-sloveno di Stupizza-Robič per chiedere il ritorno alla piena applicazione di Schengen e la fine dei controlli interni al confine tra Italia e Slovenia. Al centro della mobilitazione, alla quale hanno partecipato esponenti politici e sociali del territorio, la richiesta di ripristinare la libera circolazione e di spostare uomini e risorse verso attività ritenute più utili sul piano della sicurezza.
A intervenire è stato il segretario provinciale del Pd di Udine Luca Braidotti, presente con una delegazione del partito assieme ai rappresentanti di altre forze politiche e sociali. Davanti al gazebo allestito dagli organizzatori, Braidotti ha spiegato che l'obiettivo è dire no al ritorno delle barriere lungo i confini interni europei e chiedere che anche l'Italia, come già fatto dalla Slovenia, torni alla normalità prevista dal trattato di Schengen.
La richiesta: stop ai controlli al valico
Nel suo intervento, il segretario dem ha parlato della necessità di non tornare alla "prepustnica", richiamando il sistema di lasciapassare che per decenni ha segnato la vita nelle aree di confine. Secondo Braidotti, la libera circolazione in Europa resta un principio basilare riconosciuto dalla Commissione europea e per questo non dovrebbero esserci nuove barriere tra i due Paesi.
Il messaggio lanciato da Stupizza è stato netto: più sicurezza nei centri urbani, meno impiego di personale e fondi in controlli al confine giudicati costosi e poco efficaci. Braidotti ha richiamato anche il contenuto di recenti inchieste giornalistiche, sostenendo che sul confine servano soprattutto investimenti in collaborazione e cooperazione tra Stati, piuttosto che verifiche che, a suo avviso, non producono risultati adeguati.
Le posizioni espresse da Braidotti
"La sicurezza è un bene comune", ha affermato Braidotti, aggiungendo che le risorse umane ed economiche dello Stato dovrebbero essere utilizzate dove c'è un bisogno reale, e non in attività che, secondo la posizione espressa durante il presidio, risponderebbero soprattutto a logiche di consenso elettorale.
Per il Pd provinciale di Udine, la richiesta è quindi quella di ristabilire la normalità di Schengen anche sul lato italiano del confine, dopo la decisione slovena di attuare nuovamente il principio della libera circolazione.
Chi era presente al presidio
Alla mobilitazione al valico di Stupizza-Robič hanno partecipato anche la sindaca di Savogna Tatiana Bragalini, i consiglieri regionali Furio Honsell per Open Fvg, Serena Pellegrino per Avs e Rosaria Capozzi per il M5S.
Presenti inoltre il segretario provinciale della Cgil di Udine Emiliano Giareghi e il segretario del circolo Sinistra Italiana Cividale-Benecija Emanuel Oian. La presenza congiunta di amministratori locali, consiglieri regionali, rappresentanti sindacali e forze politiche ha dato al presidio il profilo di un'iniziativa territoriale unitaria sul tema dei controlli al confine.
L'incontro si è svolto oggi al valico tra Italia e Slovenia, con interventi pubblici davanti al gazebo degli organizzatori e con una richiesta precisa rivolta al Governo italiano: riportare il confine di Stupizza alla piena applicazione di Schengen.