Tav Vicenza Est-Padova, Rucco chiede a Salvini un incontro sul nodo di Settecà

La posizione espressa è di sostegno all’opera strategica, ma non alla soluzione che prevede lo scavalco urbano.

10 ottobre 2026 14:19
Tav Vicenza Est-Padova, Rucco chiede a Salvini un incontro sul nodo di Settecà -
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VICENZA - Un incontro urgente con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini per riaprire il confronto sul progetto AV/AC nel tratto a est della città e, in particolare, sulla soluzione prevista in superficie con lo scavalco ferroviario di Settecà. È la richiesta avanzata da Francesco Rucco, vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto ed ex sindaco di Vicenza, in una lettera datata 10 ottobre 2026.

Nel testo Rucco chiede che il Ministero affronti con urgenza il dossier sulla tratta Vicenza Est-Padova, alla luce dei più recenti orientamenti progettuali di Rete Ferroviaria Italiana. Il punto contestato riguarda la scelta di far correre la nuova infrastruttura ferroviaria in superficie, in affiancamento alla linea storica esistente, con la realizzazione in località Settecà del cosiddetto Salto del Montone.

La richiesta al ministro e il nodo del tracciato

Secondo Rucco, su questo passaggio serve un confronto diretto con il Ministero perché la soluzione allo studio avrebbe un impatto rilevante su un contesto urbano e residenziale già segnato dalla presenza della ferrovia. Nella lettera il vicepresidente regionale ribadisce che la questione non è nuova e richiama il confronto avviato già nel 2021, quando RFI presentò agli enti territoriali i primi orientamenti tecnico-progettuali sul tracciato ferroviario a est di Vicenza.

La posizione espressa è di sostegno all’opera strategica, ma non alla soluzione che prevede lo scavalco urbano. Rucco scrive infatti che non viene messa in discussione la realizzazione dell’alta velocità in Veneto, mentre viene contestata un’ipotesi ritenuta capace di compromettere in modo permanente l’equilibrio urbanistico e la qualità della vita in una parte della città.

Il richiamo all’atto votato dal Consiglio comunale nel 2022

Nella lettera viene inoltre recuperata e richiamata la presa di posizione formalizzata durante il mandato da sindaco. Rucco ricorda che nel dicembre 2022 il Consiglio comunale di Vicenza approvò all’unanimità un ordine del giorno contrario alla realizzazione del Salto del Montone in ambito urbano, impegnando l’amministrazione a perseguire alternative progettuali, tra cui la cosiddetta galleria lunga.

Per Rucco, quell’atto resta un riferimento politico e istituzionale preciso nelle valutazioni sull’opera. La contrarietà, sottolinea, era stata espressa in modo trasversale dall’intera rappresentanza cittadina e per questo non può essere considerata superata.

I quartieri interessati e le criticità indicate

Tra gli elementi messi in evidenza ci sono le ricadute sul quadrante orientale di Vicenza. La realizzazione dello scavalco a Settecà, osserva Rucco, interesserebbe non solo i residenti della località, ma anche i quartieri della Stanga, San Pio X, Bertesinella e Bertesina, in un’area densamente abitata.

Nella lettera si parla di possibili conseguenze permanenti sotto il profilo urbanistico, ambientale, paesaggistico e della qualità della vita. A questo si aggiunge il tema della cesura urbana già prodotta dalla linea ferroviaria storica: affiancare nuovi binari e altre opere in superficie, secondo Rucco, rischierebbe di accentuare la separazione, creando ulteriori barriere fisiche, nuove criticità per la viabilità e disagi per i residenti sia durante i cantieri sia nell’assetto definitivo dell’infrastruttura.

Un ulteriore passaggio riguarda anche la necessità di approfondire gli impatti delle diverse ipotesi progettuali sul patrimonio tutelato, con un richiamo alle valutazioni del Ministero della Cultura.

L’alternativa della galleria lunga

Nel chiedere l’incontro a Salvini, Rucco invita quindi a valutare nuovamente le alternative progettuali, con particolare riferimento alla galleria lunga. La richiesta è quella di non limitare la scelta finale a tempi e costi di esecuzione, ma di considerare anche gli effetti che le diverse opzioni produrranno sul territorio nei prossimi decenni.

La lettera si chiude con la richiesta di fissare quanto prima una data attraverso le rispettive segreterie, per affrontare in modo diretto il futuro del progetto AV/AC Vicenza Est e verificare la possibilità di un ulteriore esame delle soluzioni alternative al tracciato in superficie.

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