Tavagnacco, fragilità giovanili al centro del dialogo su sanità e comunità

L'assessore è intervenuto a Tavagnacco all'evento della Fondazione ProgettoAutismo Fvg con don Barbante.

23 ottobre 2026 12:59
Tavagnacco, fragilità giovanili al centro del dialogo su sanità e comunità -
Condividi

L'assessore in dialogo con don Vincenzo Barbante all'evento organizzato dalla Fondazione ProgettoAutismo Fvg

Tavagnacco 23 ottobre - "Oggi l'integrazione sociosanitaria è chiamata a compiere un salto di qualità: occorre in parte superare l'impostazione incentrata in prevalenza sull'invecchiamento della popolazione e sulla gestione della non autosufficienza, per rivolgere massima attenzione anche alle nuove fragilità legate all'adolescenza e al mondo giovanile. Di fronte ai recenti episodi di disagio tra le nuove generazioni, la risposta non può essere affidata solo a scorciatoie repressive o a letture semplificate, ma richiede una giusta mediazione responsabile capace di indagare le cause profonde dei fenomeni. La salute, infatti, rappresenta la sintesi indissolubile tra la dimensione clinico-sanitaria e la tenuta sociale della comunità". Lo ha detto oggi a Tavagnacco l'assessore regionale alla Salute, politiche sociali e disabilità Riccardo Riccardi intervenendo, all'interno dell'evento "Oltre il confine" organizzato dalla Fondazione ProgettoAutismo Fvg, in un panel moderato dalla giornalista Eva Ciuk e dedicato al dialogo tra lo stesso Riccardi e don Vincenzo Barbante sul tema "Dalla cura alla comunità: evoluzione sociale e istituzionale".

Presenti, tra il pubblico, gli studenti di due classi dell'Istituto comprensivo di Tavagnacco.

Il dialogo su salute e fragilità giovanili

Come ha sottolineato il rappresentante della Giunta regionale, l'attuale contesto evidenzia un netto divario tra la velocità con cui mutano i bisogni dei cittadini e i tempi di risposta dei modelli organizzativi pubblici (Comuni, Regione e Aziende Sanitarie), imbrigliati da regole e abitudini consolidate. "A fronte di una rete sanitaria altamente strutturata - ha affermato l'assessore -, la domanda di protezione sociale cresce a ritmi estremamente sostenuti; senza un profondo rinnovamento dell'assetto istituzionale, con il coinvolgimento del Terzo Settore, il rischio concreto è l'inefficienza e del collasso del sistema".

La "terza via" tra pubblico e Terzo Settore

Infatti, secondo Riccardi, per evitare che le difficoltà del settore pubblico aprano la strada a un mercato privato della salute accessibile unicamente alle fasce abbienti, la risposta della Regione risiede in una "terza via" fondata sull'economia sociale di mercato e sul principio di sussidiarietà. Tale modello promuove un'alleanza strategica con il Terzo Settore — di cui realtà come ProgettoAutismo offrono una testimonianza tangibile —, superando la logica meramente prestazionale dell'intervento pubblico. In questo quadro, le istituzioni mantengono la regia, la definizione degli standard di qualità e l'attività di vigilanza, mentre le energie del Terzo Settore garantiscono risposte flessibili, efficaci e sostenibili a tutela dell'intero territorio.

La riforma del welfare territoriale

A tal riguardo, Riccardi ha ricordato come la Regione si appresti ad affrontare uno snodo cruciale nel percorso di rinnovamento del welfare territoriale: la riforma del Terzo Settore. In una società contrassegnata dalla frammentazione dei punti di riferimento tradizionali e da un crescente isolamento relazionale, la sfida principale risiede nella capacità di intercettare tempestivamente i bisogni sociali emergenti, prima che si convertano in una domanda sanitaria diffusa che il sistema pubblico, da solo, non sarebbe in grado di sostenere. "Di fronte a trasformazioni sociali così rapide - ha concluso l'assessore -, l'azione amministrativa deve evitare l'errore di un dirigismo rigido e centralizzato. La risposta istituzionale non può fondarsi sulla presunzione di soluzioni precostituite, né può essere delegata alle sole dinamiche di mercato accessibili a chi ha disponibilità economiche. La strada maestra consiste nel liberare le energie della comunità, promuovendo sperimentazioni flessibili nel solco del principio di sussidiarietà. Modelli innovativi e progetti nati dal basso rappresentano un patrimonio prezioso da accompagnare, verificare e progressivamente strutturare all'interno della programmazione regionale".

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail