Teatro Giovanni da Udine, Moretuzzo accusa la Regione: "Nel 2026 taglio di 250 mila euro"
In aula il capogruppo del Patto per l’Autonomia-Civica Fvg contesta i numeri della manovra: confronto con 2023 e 2025.
TRIESTE - Nel dibattito sull’assestamento regionale 2026 si apre un nuovo fronte sui finanziamenti alla cultura: secondo Massimo Moretuzzo, capogruppo del Patto per l’Autonomia-Civica Fvg, la Fondazione Teatro Giovanni da Udine sarebbe stata penalizzata dalla Regione con uno stanziamento giudicato troppo basso rispetto al bilancio preventivo approvato dall’ente.
L’esponente di opposizione, intervenuto durante la discussione dell’articolo di competenza dell’assessore Anzil nell’assestamento Fvg 2026, ha indicato i numeri che, a suo dire, mostrerebbero un cambio di linea rispetto agli anni precedenti. Il dato centrale è quello del 2026: per il teatro udinese sarebbero stati stanziati 799.000 euro, cioè 73 mila in meno rispetto alla finanziaria dell’anno precedente e 250 mila euro in meno rispetto al preventivo approvato dal consiglio di amministrazione della Fondazione.
Il confronto con gli anni precedenti
Moretuzzo ha sostenuto che negli anni passati il contributo regionale assegnato in manovra fosse vicino al 90% della somma prevista nel bilancio preventivo della Fondazione, documento votato anche dalla Regione, che detiene metà delle quote dell’ente.
Nel dettaglio, il consigliere ha richiamato il 2023: a fronte di un preventivo di 860.000 euro, la Regione aveva stanziato 862.000 euro in finanziaria, ai quali si erano aggiunti 88.000 euro in assestamento e ulteriori 84.000 euro a novembre.
Per il 2025, sempre secondo i dati portati in aula, il preventivo era pari a 950.000 euro; lo stanziamento iniziale era stato di 872.000 euro, poi integrato con altri 87.000 euro, per un totale di 959.000 euro.
Da qui la contestazione politica: per Moretuzzo, con un bilancio regionale che dispone di risorse molto più ampie rispetto al passato, il calo previsto per Udine non troverebbe una giustificazione coerente.
Le critiche all’assessore Anzil
Nel suo intervento, il capogruppo del Patto per l’Autonomia-Civica Fvg ha respinto anche le spiegazioni fornite dall’assessore, che avrebbe richiamato altre linee di finanziamento destinate al Teatro Giovanni da Udine.
Secondo Moretuzzo, si tratterebbe però di canali già esistenti e non modificati negli anni. In particolare, ha citato i fondi destinati alla lirica, che a suo giudizio servirebbero in realtà all’acquisto di opere del Teatro Verdi di Trieste, e le risorse per le manutenzioni, considerate una voce distinta rispetto al sostegno ordinario all’attività della Fondazione.
L’esponente di opposizione ha inoltre escluso che tra i finanziamenti aggiuntivi si possa conteggiare la quota di partecipazione ordinaria della Regione Friuli Venezia Giulia, pari a 100.000 euro all’anno. A questa, secondo la sua ricostruzione, dovrebbe sommarsi anche la quota un tempo di competenza della Provincia di Udine, assorbita dalla Regione e quantificata in altri 70.000 euro annui.
Il nodo Udine nel confronto con altri enti
Moretuzzo ha contestato anche il paragone con altri soggetti culturali regionali. L’assessore, ha riferito il consigliere, avrebbe sostenuto che i tagli riguardano anche enti come ERT e Teatro Verdi di Pordenone.
Per l’esponente del Patto, però, il raffronto non reggerebbe: all’ERT, ha osservato, in assestamento sarebbero state assegnate risorse consistenti, mentre su Pordenone Capitale della Cultura verrebbe replicato un modello simile a GO!2025, con finanziamenti distribuiti su più capitoli, teatro compreso. Un tema che si inserisce nel confronto più ampio sui rapporti istituzionali in Friuli Venezia Giulia, già emerso anche nel dibattito sul Patto Autonomia Regione.
La conclusione politica di Moretuzzo è netta: a suo avviso l’unica vera penalizzazione resterebbe quella nei confronti di Udine. Il consigliere ha aggiunto che sarà decisiva la distribuzione delle risorse collocate in assestamento sul capitolo complessivo dei teatri, per capire se la Giunta interverrà almeno in parte a correggere il divario denunciato in aula.
L’ultimo dato richiamato riguarda proprio la differenza tra quanto previsto dalla Fondazione per il 2026 e quanto finora stanziato dalla Regione: secondo i numeri esposti da Moretuzzo, il divario resta di 250.000 euro.