Carceri in Friuli Venezia Giulia, via libera all’ordine del giorno sulla telemedicina

L’atto approvato nell’assestamento di bilancio 2026-2028 chiede televisite, teleconsulti e telerefertazioni negli istituti penitenziari.

30 luglio 2026 16:59
Carceri in Friuli Venezia Giulia, via libera all’ordine del giorno sulla telemedicina -
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TRIESTE - La Regione Friuli Venezia Giulia dovrà valutare l’estensione dei servizi di telemedicina nelle carceri del territorio, con l’obiettivo di rendere più rapido l’accesso alle cure, ridurre gli spostamenti verso gli ospedali e alleggerire l’organizzazione penitenziaria. L’indirizzo arriva dall’approvazione, durante i lavori sull’assestamento di bilancio 2026-2028, di un ordine del giorno presentato dalla consigliera regionale Rosaria Capozzi del Movimento 5 Stelle.

L’atto impegna la Giunta Fedriga a collaborare con il Sistema sanitario regionale e con il ministero della Giustizia per introdurre negli istituti penitenziari strumenti come televisite, teleconsulti e telerefertazioni, prevedendo anche l’impiego di tecnologie di intelligenza artificiale. Il documento chiede inoltre di rimuovere gli ostacoli che oggi limitano l’accesso a questi servizi all’interno delle strutture detentive.

Cosa prevede l’atto approvato

Secondo Capozzi, la telemedicina è già una realtà consolidata in diversi Paesi e ha dato risultati positivi anche nelle sperimentazioni condotte in vari istituti penitenziari italiani. Da qui la richiesta di portare queste pratiche anche nelle case circondariali del Friuli Venezia Giulia, in modo da migliorare la qualità dell’assistenza sanitaria e contenere i costi di gestione.

Nel testo approvato si indica anche la possibilità di utilizzare le tecnologie più avanzate legate all’intelligenza artificiale, un tema che nelle ultime settimane è entrato con maggiore forza anche nel dibattito su imprese e servizi, come mostra il confronto avviato da Confindustria Alto Adriatico.

Perché la misura riguarda da vicino le carceri del Fvg

La proposta si inserisce in una situazione che, secondo i dati richiamati dalla consigliera, resta critica sul fronte del sovraffollamento. Nelle carceri della regione, a fronte di una capienza regolamentare di 487 posti, sono presenti 732 detenuti.

In questo quadro, l’uso della telemedicina viene indicato come uno strumento per migliorare l’assistenza, accorciare i tempi di attesa per visite e consulti specialistici e limitare i trasferimenti verso le strutture ospedaliere esterne. Un effetto che, nelle intenzioni dell’ordine del giorno, potrebbe incidere anche sul lavoro del sistema penitenziario e della polizia penitenziaria, alle prese con carenze di organico.

L’obiettivo: cure più accessibili e meno trasferimenti

Capozzi ha spiegato che il risultato ottenuto in Aula va nella direzione di garantire il diritto alla salute anche alle persone detenute. L’ordine del giorno punta quindi a tradurre in pratica una rete di servizi sanitari a distanza all’interno delle strutture detentive regionali, facendo leva sia sugli strumenti digitali già disponibili sia sulle competenze che si stanno sviluppando anche in ambito formativo, come nel nuovo percorso per data analyst legato all’intelligenza artificiale.

Il provvedimento approvato non introduce direttamente il servizio, ma affida alla Giunta il compito di lavorare con sanità regionale e ministero della Giustizia per verificarne l’attuazione negli istituti penitenziari del Friuli Venezia Giulia.

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