Tolmezzo, inaugurata la Casa della Comunità: servirà oltre 35mila residenti | VIDEO
Inaugurata la Casa della Comunità di Tolmezzo: investimento da 1,5 milioni, servizi per 28 Comuni e oltre 35mila residenti.
TOLMEZZO. Una struttura sanitaria destinata a diventare un punto di riferimento per 28 Comuni della Carnia e un bacino di oltre 35mila residenti. È stata inaugurata ufficialmente oggi, 27 agosto, la nuova Casa della Comunità di Tolmezzo, alla presenza dell’assessore regionale alla Salute del Friuli Venezia Giulia Riccardo Riccardi.
Il polo, di proprietà dell’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale, è già operativo e riunisce servizi sanitari, assistenziali e amministrativi con l’obiettivo di rafforzare la risposta territoriale soprattutto in un’area montana caratterizzata da distanze e particolari esigenze di mobilità.
«La Casa di Comunità di Tolmezzo è pienamente operativa», ha sottolineato Riccardi durante l’inaugurazione.
Riccardi: «Stiamo realizzando la sanità territoriale»
Secondo l’assessore, l’apertura della struttura rappresenta un passaggio concreto nella costruzione del nuovo modello di assistenza sul territorio.
«Stiamo dando concreta attuazione alla sanità territoriale, un tema di cui in questo Paese si è parlato per molti anni: la stiamo realizzando, affrontando le nostre peculiarità e le inevitabili difficoltà perché niente è perfetto», ha affermato.
Riccardi ha quindi rivendicato l’operatività del sistema: «Chi oggi entra in queste strutture, al di là delle dinamiche che animano il dibattito politico, trova una risposta».
Proprio sul modello delle Case della Comunità si è sviluppato nelle ultime settimane un confronto politico regionale, con l’intervento di Manuela Celotti sulla necessità della presenza dei medici nelle nuove strutture.
Il nodo dei medici di famiglia
Uno dei temi centrali affrontati durante l’inaugurazione riguarda infatti il coinvolgimento dei medici di medicina generale.
«Mi auguro che la medicina generale si voglia impadronire delle Case di comunità», ha dichiarato Riccardi, definendo la presenza dei medici di famiglia un elemento fondamentale per garantire un’assistenza efficace sul territorio.
L’assessore ha comunque precisato che la struttura di Tolmezzo è già funzionante anche nell’attuale fase organizzativa.
«Siamo riusciti a farla funzionare al di là della loro effettiva presenza, che continuo comunque a considerare un elemento essenziale», ha spiegato.
L’accordo e le sei ore settimanali
Riccardi ha poi ricostruito il percorso normativo che riguarda la partecipazione dei medici di famiglia alle Case della Comunità.
Secondo quanto ricordato dall’assessore, il Friuli Venezia Giulia è stata la prima Regione a intervenire sul coinvolgimento della medicina generale con l’accordo del 2025, condiviso con le organizzazioni sindacali.
Il 26 giugno 2026 è stato poi modificato l’Accordo collettivo nazionale, introducendo l’obbligatorietà della presenza dei medici di famiglia nelle Case della Comunità per un massimo di sei ore settimanali, dal lunedì al venerdì.
Restava da definire la situazione dei cosiddetti massimalisti, ovvero i professionisti che assistono almeno 1.500 pazienti. Le relative condizioni sono state successivamente definite dalla Sisac il 31 luglio.
«Mi auguro che nel comitato regionale del primo settembre si possano superare le perplessità che ancora riscontro: se si tratta di riserve motivate, una soluzione si troverà sicuramente», ha aggiunto Riccardi.
Sul tema della professione medica, a Udine è stato recentemente presentato anche il nuovo tesserino smart con QR code destinato ai medici.
Una struttura per 35mila residenti
La Casa della Comunità di Tolmezzo interessa un territorio composto da 28 Comuni e oltre 35mila abitanti.
L’assistenza territoriale viene garantita complessivamente da 20 medici di medicina generale e quattro pediatri di libera scelta.
All’interno della Casa della Comunità la dotazione attuale comprende cinque medici. Le specialità presenti sono Neurologia e Ginecologia, con previsione anche di visite domiciliari.
Tre medici garantiscono inoltre l’attività degli ambulatori di Vallata, mentre due liberi professionisti collaborano con i medici dipendenti per fornire assistenza agli oltre 5mila cittadini temporaneamente privi di medico di famiglia.
Infermieri, Oss e fisioterapisti
L’organico comprende inoltre 12 infermieri, cinque operatori socio-sanitari, nove fisioterapisti e una decina di amministrativi.
Una dotazione pensata per concentrare nello stesso polo diverse professionalità e ridurre la frammentazione dei percorsi assistenziali.
La struttura si trova in via Carnia Libera 1944, a breve distanza dall’ospedale di Tolmezzo e dall’autostazione.
Investimento da un milione e mezzo
Per la realizzazione della Casa della Comunità è stato effettuato un investimento complessivo di circa 1,5 milioni di euro.
Gli spazi occupano circa 800 metri quadrati, distribuiti nell’edificio tra le aree dedicate ai servizi amministrativi e quelle clinico-assistenziali.
Al primo piano trovano spazio gli sportelli dell’anagrafe sanitaria, mentre al terzo piano sono collocate l’area amministrativa e quella clinico-assistenziale.
Qui operano il Punto unico di accesso (PUA), dedicato all’integrazione tra servizi sanitari e sociali, il servizio di continuità assistenziale h24, il punto prelievi e gli ambulatori infermieristici e specialistici.
Sono presenti inoltre una palestra riabilitativa e nove ambulatori destinati alle cure primarie e all’attività dei medici di medicina generale e dei pediatri.
Il collegamento con Ampezzo, Ovaro e Paluzza
Il modello non si limita alla struttura di Tolmezzo.
La Casa della Comunità opera come hub territoriale, collegato funzionalmente con i Punti Salute di Ampezzo, Ovaro e Paluzza, creando una rete destinata a servire le diverse vallate della Carnia.
Durante la cerimonia i locali sono stati benedetti dall’arciprete di Tolmezzo Angelo Zanello.
Erano presenti anche il direttore generale di ASUFC Denis Caporale, il direttore del Distretto sanitario della Carnia Gianni Borghi e il sindaco di Tolmezzo Roberto Vicentini.
Trasporti fondamentali nelle aree montane
Riccardi ha infine richiamato un altro problema particolarmente rilevante per la sanità della montagna: raggiungere fisicamente i servizi.
«Nelle aree montane e marginali è indispensabile un’alleanza strutturata con i Comuni e il Terzo Settore per assicurare trasporti agevoli e risposte serene ai cittadini più fragili e isolati», ha spiegato.
Secondo l’assessore, ASUFC sta lavorando anche al potenziamento strutturale dei collegamenti e dell’organizzazione dei trasporti, considerati parte integrante della possibilità di garantire concretamente l’accesso alle cure.