Avventori criminali, risse e lavoro nero: sospeso locale "recidivo"

Locale sospeso 45 giorni a Tombolo per sicurezza pubblica: risse, irregolarità e clienti pericolosi.

01 aprile 2026 16:04
Avventori criminali, risse e lavoro nero: sospeso locale "recidivo" -
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PADOVA - Nella giornata di martedì 31 marzo, i poliziotti della Divisione Polizia Amministrativa e di Sicurezza della Questura di Padova, unitamente ai militari dell’Arma dei Carabinieri della Stazione di Tombolo, hanno dato esecuzione al provvedimento adottato dal Questore della provincia di Padova Marco Odorisio, che ha disposto la sospensione per 45 giorni, ai sensi dell’art. 100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, di un pubblico esercizio denominato sito a Tombolo (PD).

Il provvedimento giunge all’esito di un’articolata attività istruttoria, sviluppata sulla base dei numerosi controlli effettuati nel periodo compreso tra il 2023 e il 2026, dai quali è emerso come il locale in questione sia divenuto nel tempo abituale punto di ritrovo di soggetti gravati da precedenti penali anche di rilevante gravità, in particolare per reati contro la persona, contro il patrimonio e in materia di stupefacenti, nonché di cittadini stranieri irregolari sul territorio nazionale e individui sottoposti a misure di prevenzione personali, tra cui Avviso Orale, Sorveglianza Speciale, DACUR e Foglio di Via.

Già in passato, il medesimo esercizio era stato oggetto di due distinti provvedimenti di sospensione ai sensi dell’art. 100 T.U.L.P.S., emessi rispettivamente in data 1° marzo 2023 per la durata di 15 giorni e in data 20 novembre 2023 per la durata di 30 giorni, nei confronti della precedente titolare.

I successivi accertamenti hanno tuttavia consentito di accertare come la cessione d’azienda intervenuta nell’aprile 2024 tra la precedente proprietà e la società attualmente intestataria dell’autorizzazione si sia rivelata meramente formale ed elusiva, finalizzata a sottrarsi all’adozione di provvedimenti più incisivi.

È infatti emerso come la gestione di fatto del locale sia rimasta in capo alla precedente esercente, stabilmente presente all’interno dell’attività e direttamente impegnata nella conduzione operativa, mentre il nuovo titolare è risultato sistematicamente assente nel corso dei controlli effettuati nei mesi successivi.

Il quadro complessivo è stato ulteriormente aggravato dai numerosi episodi di violenza e illegalità registrati nel tempo all’interno e nelle immediate adiacenze del locale. Tra questi, una rapina ai danni di un cliente avvenuta nel luglio 2025, una violenta rissa nel dicembre dello stesso anno, nonché ripetuti episodi di furto e, più recentemente, nel marzo 2026, il deferimento all’Autorità Giudiziaria di un avventore del locale per rifiuto di fornire le proprie generalità e per ubriachezza molesta.

Parallelamente, sono emerse gravi irregolarità sotto il profilo amministrativo, tra cui l’impiego di  dipendenti “in nero”, segnalato al competente Ispettorato del Lavoro, nonché reiterate violazioni della normativa regionale in materia di gioco, con utilizzo illecito di apparecchi da intrattenimento in orari vietati.

Il contesto descritto ha determinato un diffuso e concreto allarme sociale, come testimoniato anche dalle numerose segnalazioni pervenute da parte dei vicini residenti, che hanno denunciato una situazione di costante degrado, caratterizzata da schiamazzi, atti vandalici, danneggiamenti alle parti comuni e abbandono di rifiuti, tali da qualificare l’area come zona connotata da elevata pericolosità sociale e fenomeni di spaccio.

L’attività istruttoria svolta dai poliziotti della Divisione Polizia Amministrativa e di Sicurezza della Questura di Padova ha quindi evidenziato come il locale abbia assunto nel tempo la connotazione di vero e proprio punto di aggregazione stabile per soggetti socialmente pericolosi, configurandosi quale centro di illegalità e rappresentando un concreto rischio per l’ordine e la sicurezza pubblica, e per l’incolumità dei cittadini.

Alla luce della gravità, della reiterazione e dell’attualità dei fatti accertati, il Questore della provincia di Padova Marco Odorisio ha pertanto disposto la sospensione per 45 giorni della licenza, ritenendo tale misura necessaria e proporzionata al fine di interrompere la situazione di pericolo concreto e ripristinare condizioni di legalità e sicurezza per la collettività.

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